Matrimonio e denaro

Matrimonio

assegno di mantenimento

Il matrimonio può volte essere fin troppo distruttivo da generare il classico divorzio, qui però bisogna prestare molta attenzione all'assegno di mantenimento.

di Redazione

03 dicembre 2013

Matrimonio e denaro

Il matrimonio è un passo importante che solitamente decidono di affrontare due persone innamorate. Si tratta però principalmente di un accordo anche economico, questa parte può sembrare troppo materialista e non consona allo spirito effettivo del matrimonio, ma risulta essere fondamentale per la convivenza post matrimonio. Due persone che decidono di sposarsi tendono a condividere tutto, anche i propri beni. Chiaramente c'è una differenza tra la comunione dei beni e la loro separazione, è possibile scegliere le due formule, ma in entrambi i casi il coniuge può usufruire dei beni dell'altro. Questa condivisione materiale deve avvenire in maniera onesta, altrimenti si possono generare problemi molto più importanti che provocano poi addirittura la fine del matrimonio. Un coniuge può chiedere ad esempio la separazione se nota che l'altro utilizza il denaro in maniera inappropriata, ad esempio buttandoli nel gioco d'azzardo.

Assegno di mantenimento

L'aspetto economico quindi non deve essere sottovalutato in un matrimonio e la situazione può diventare piuttosto complicata quando di mezzo ci sono problemi di incompatiblità caratteriali, tradimenti ed altri elemeni negativi che spingono poi i due coniugi ad optare per il divorzio. Sappiamo come in Italia prima di arrivare a questa conclusione sia necessario seguire tre anni di separazione, in questo caso i due coniugi sono ancora sposati, ma possono tranquillamente vivere sotto tetti diversi e crearsi delle nuove vite, purché però si rispettino tutte le regole della separazione. Un punto importante che solitamente provoca maggior problemi durante la separazione ed il conseguente divorzio è il classico assegno di mantenimento. Una parola che fa rabbrividire la maggior parte dei coniugi separati, ma che la legge prevede per farsì che uno dei due coniugi, solitamente quello a cui non sia addebitabile la separazione, riceva un sostentamento economico per poter sopravvivere. E' proprio questo assegno di mantenimento che genera solitamente le difficoltà maggiori per le coppie separate, soprattuto se poi ci sono anche dei figli da mantenere. Il coniuge obbligato a fornire l'assegno di mantenimento si ritroverà ogni mese a dover sborsare una determinata cifra al suo ex coniuge, tale situazione rende la vita molto più complicata soprattutto se non si ha un lavoro molto remunerativo.

Come ottenere l assegno di mantenimento

La legge quindi prevede che il coniuge a cui non sia addebitabile la separazione abbia il diritto di ricevere dall'altro coniuge una cifra in denaro che sia necessaria al suo mantenimento, qualora non abbia adeguati redditi propri. Sono praticamente tre i punti che consentono al giudice di poter garantire l'assegno di mantenimento ad uno dei due coniugi: la non addebitabilità della separazione al coniuge a cui favore viene disposto il mantenimento, la mancanza per il beneficiario di adeguati redditi propri, la sussistenza di una disparità economica tra i due coniugi. Non è a tal proposito detto che l'assegno di mantenimento sia assegnabile ad uno dei due coniugi, soprattutto se non c'è di base la prole. Quando invece il coniuge a cui non è addebitabile la separazione si trova in una situazione economica molto pericolosa, spesso ad esempio non ha un lavoro proprio, qui l'assegno di mantenimento deve essere assolutamente necessario. Quando poi di mezzo ci sono anche i figli bisogna inserire i classici alimenti, una quota fissa che permette di poter crescere la prole senza troppi problemi.

Cambiamenti del tenore di vita

C'è un aspetto che non bisogna assolutamente sottovalutare quando si parla di assegno di mantenimento e si tratta del tenore di vita della coppia. Inevitabilmente con la separazione ed il divorzio non si può pretendere di avere lo stesso tenore di vita di quando si era sposati, una condizione valida sia per quel che riguarda il coniuge obbligato a fornire l'assegno di mantenimento e sia per il beneficiaro, qui la situazione economica si stravolge completamente. Entrambi i coniugi si ritroveranno a spendere di più per le spese di casa, per chi resta proprietario della casa matrimoniale le spese non saranno più al cinquanta per cento, ma chiaramente i costi saranno maggiori. Per l'altro coniuge la musica non cambia in quanto si ritroverà ad affrontare le spese di un affitto e delle bollette che anche in questo caso non saranno dimezzate. Tutto ciò chiaramente comporterà un maggior dispendio di denaro, non solo poi di energie, per non parlare delle spese legali e di tutto ciò che ne consegue. Inevitabilmente il tenore di vita degli ex coniugi sarà totalmente differente rispetto al periodo della vita matrimoniale, la soluzione in questi casi più conveniente risulta essere la separazione consensuale o il divorzio congiunto, dove entrambi sono d'accordo su tutte le cifre da sborsare e non ci sono spese extra da affrontare. E' opportuno tener presente tutte queste problematiche che scaturiscono da una separazione o da un divorzio, la coppia si ritroverà immersa costantemente in problemi economici a meno che non si abbia un patrimonio personale alquanto ricco e sostanzioso.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti fondamentali per ottenere l'assegno di mantenimento dopo la separazione?
    Per ottenere l'assegno di mantenimento, il giudice valuta principalmente tre elementi chiave. Innanzitutto, la separazione non deve essere addebitabile al coniuge richiedente; se la colpa è sua, il diritto decade. In secondo luogo, è necessario dimostrare una carenza di redditi propri insufficienti a garantire un'esistenza dignitosa. Infine, deve esistere una significativa disparità economica tra i due coniugi, dove uno percepisce entrate nettamente superiori all'altro. L'obiettivo della norma è assicurare al coniuge più debole economicamente gli strumenti necessari per continuare a vivere, mitigando lo shock finanziario derivante dalla fine del nucleo familiare.
  • Come influisce la presenza dei figli sull'importo dell'assegno di mantenimento?
    La presenza di figli minori introduce un elemento cruciale: il calcolo non si basa solo sul bisogno del coniuge, ma anche sulle esigenze della prole. Oltre all'assegno al coniuge, vengono stabiliti gli "alimenti" o assegni familiari, ovvero quote fisse destinate specificamente alla crescita e al sostentamento dei bambini. Questo significa che l'onere economico grava pesantemente sul genitore obbligato al pagamento, poiché deve coprire contemporaneamente il proprio mantenimento (se spettante) e le necessità dei figli. La giurisprudenza tende a privilegiare il benessere dei minori, rendendo l'importo complessivo spesso più elevato rispetto ai casi senza prole.
  • È possibile mantenere lo stesso tenore di vita dopo il divorzio?
    No, è fisiologicamente e giuridicamente impossibile mantenere identico il tenore di vita precedente il divorzio. Con la separazione, i costi fissi aumentano drasticamente perché le spese domestiche non vengono più divise per due. Il coniuge che rimane nella casa matrimoniale affronta costi interi per utenze e manutenzione, mentre l'altro deve sostenere affitti e bollette per una nuova abitazione. Questa duplicazione delle strutture abitative comporta inevitabilmente un aumento della spesa complessiva. Di conseguenza, entrambi gli ex coniugi devono adattarsi a un livello di vita inferiore, basato sulla singola capacità economica di ciascuno.
  • In quali casi il coniuge colpevole perde il diritto all'assegno di mantenimento?
    Il diritto all'assegno di mantenimento viene meno quando la separazione è dichiarata "addebitabile" interamente o prevalentemente al coniuge richiedente. Ad esempio, se la causa della rottura è stata un tradimento o comportamenti gravi e colpevoli attribuiti a lui/lei, il giudice non riconoscerà il sostegno economico. La logica della legge è punitiva nei confronti del coniuge che ha causato la crisi coniugale con la propria condotta. Tuttavia, questa regola si applica rigorosamente solo se la colpa è provata e accettata dal tribunale; in caso di separazione consensuale o non addebitabile, il diritto al mantenimento rimane valido indipendentemente dalle dinamiche relazionali passate.
  • Quanto tempo dura la procedura di separazione prima del divorzio in Italia?
    Secondo la normativa italiana vigente, prima di poter trasformare la separazione giudiziale in divorzio, è necessario attendere un periodo di sei mesi per la separazione consensuale e sei mesi per quella giudiziale (con possibili variazioni recenti legate alle riforme processuali, ma il principio del distacco temporaneo rimane). Durante questo intervallo, i coniugi sono ancora legalmente sposati ma vivono separatamente. È proprio in questa fase che si definiscono gli accordi economici, incluso l'assegno di mantenimento. Superato il termine di prova senza modifiche agli accordi, la separazione si converte automaticamente in divorzio, rendendo stabili le condizioni economiche stabilite.