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separazione giudiziale

Aggiornato il 15 novembre 20134 capitoli5 domande frequenti

Matrimonio e separazione

Non sempre una coppia innamorata dopo il matrimonio riesce a portare avanti i doveri di quest'unione. Sono diverse le motivazioni che contribuiscono al fallimento di un matrimonio, ma prima di poter raggiungere il divorzio, la legge italiana impone un periodo di separazione durante il quale i due coniugi hanno modo di riflettere sulle conseguenze della fine del matrimonio. C'è una sorta di periodo di riflessione in cui si invita la coppia in procinto di divorziare di poter ripensare a ciò che sta mettendo in atto. E' chiaro che se due persone decidano di separarsi significa che hanno avuto già modo di riflettere a lungo sull'intera vicenda, arrivando quindi a tale conclusione. Essendo però il nostro Paese molto cattolico, c'è sempre la speranza che alla fine il sacro valore del matrimonio non venga spezzato. Probabilmente il problema comune è che molte coppie non riescono più ad avere la pazienza di un tempo e quindi pensano subito a separarsi al primo ostacolo.

Separazione giudiziale

Quando c'è il comune accordo di lasciar terminare il matrimonio, si parla solitamente di separazione consensuale, mentre cosa avviene con la separazione giudiziale? Se nel primo caso i due coniugi sono d'accordo nel richiedere al tribunale la separazione, ma soprattutto su come continuare l'educazione dei figli, sull'assegnazione della casa e su tutte le altre questioni patrimoniali ed economiche, con la separazione giudiziale non sarà così. In questo caso è uno dei due coniugi che chiede la separazione in contrasto con l'altro. Nonostante quest'ultimo non sia d'accordo sulla fine del matrimonio, c'è necessità di recarsi davanti ad un giudice per capire le ragioni che hanno spinto l'altro coniuge ad affidarsi alla separazione giudiziale. Qui il giudice dovrà acoltare bene le motivazioni che spingono uno dei due coniugi a porre fine al matrimonio e, proprio sulle cause, vi sono delle novità rispetto al passato, che significa questo? Con il vecchio testo dell'articolo 151 del Codice Civile riguardante la separazione giudiziale, questa poteva essere ottenuta solo attraverso cause piuttosto serie come l'adulterio, la violenza sessuale, l'abbandono volontario, la condanna per alcuni reati, ingiurie gravi e minacce. Ora però sono state inserite anche altre motivazioni che sono tanto importanti quanto quelle appena elencate.

Motivazioni della separazione giudiziale

Un coniuge ha il diritto di richiedere la separazione giudiziale anche quando la convivenza sia praticamente diventata assolutamente intollerabile, tanto da pregiudicare anche la corretta educazione dei propri figli. In poche parole se si violano alcuni doveri del matrimonio oppure l'incompatibilità caratteriale diventa insostenibile, si può richiedere la separazione giudiziale. C'è da dire che quando c'è di mezzo la prole quest'ultima deve essere preservata dall'incompantibilità caratteriale dei genitori e se ciò non risulta possibile, per il suo bene il giudice accetterà la richiesta di separazione. Chiaramente oltre all'incompatibilità caratteriale si fa riferimento anche al termine dell'amore, può capitare che uno dei due coniugi non sia più innamorato dell'altro, quindi a tal punto può essere ottenuta anche la separazione giudiziale. E' bene inoltre sapere come sia possibile richiedere davanti al giudice anche l'addebito della separazione.

Addebito della separazione

Cosa si intende? C'è in poche parole l'accertamento che effettivamente sia avvenuta una violazione degli obblighi del matrimonio da parte di uno dei due coniugi e che, proprio a causa di tale mancanza, sia poi cessato il rapporto d'amore. L'addebito della separazione ha un ruolo importante all'interno della separazione giudiziale in quanto il coniuge, che è stato ritenuto la causa scatenante del fallimento del matrimonio, non avrà diritto all'assegno di mantenimento e soprattutto perde gran parte dei diritti successori. Quest'ultimo potrà solo ricevere il diritto agli alimenti. Sarà ovviamente il giudice, attraverso le varie depisiozioni degli avvocati, a decreterare effettivamente l'addebito della separazione al coniuge accusato di aver rovinato il matrimonio. Per ottenere la separazione giudiziale è indispensbile recarsi al Tribunale appartenente al luogo della propria residenza, qui verrà esposta la domanda di separazione e poi il giudice fisserà la data della prima udienza. Soprattuto durante la fase iniziale il giudice ha il compito di far riflettere bene i due coniugi, capire effettivamente se questa separazione giudiziale s'ha da fare oppure se ci siano dei ripensamenti. Capita raramente che, principalmente il coniuge che abbia chiesto tale separazione, possa rinunciare al diritto di separazione. In tutta la fase del processo si cercherà di risolvere temporaneamente la questione dei figli, qualora ce ne fossero, per salvaguardare la loro educazione, per poi giungere ad una soluzione finale quando ci sarà l'ultima udienza della separazione giudiziale. Prima di arrivare al classico divorzio può poi capitare che tutto cada in disuso se la coppia abbia deciso di proseguire il matrimonio. Si tratta di una situazione piuttosto insolita, ma mai dire mai nella vita. Queste sono le regole principali che sono alla base della separazione giudiziale.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra separazione consensuale e giudiziale?
    La distinzione fondamentale risiede nell'accordo tra i coniugi. Nella separazione consensuale, entrambi i partner concordano sulla volontà di separarsi e hanno già raggiunto un'intesa su tutti gli aspetti pratici, come l'affidamento dei figli, l'assegnazione della casa familiare e gli assegni economici. Al contrario, la separazione giudiziale viene richiesta da uno solo dei due coniugi contro la volontà dell'altro. In questo caso, poiché manca l'accordo, sarà il giudice a dover valutare le motivazioni della richiesta e a decidere, tramite sentenza, le condizioni della separazione, intervenendo direttamente nelle controversie irrisolvibili tra le parti.
  • Quali sono i motivi validi per chiedere la separazione giudiziale oggi?
    In passato, la separazione giudiziale era concessa solo per colpe gravi come adulterio, violenza o abbandono. Oggi la normativa si è evoluta: il coniuge può richiedere la separazione anche senza l'accusa di colpa specifica dell'altro, basandosi semplicemente sull'intollerabilità della convivenza. Questa intollerabilità può derivare da incompatibilità caratteriale insanabile, dalla perdita del sentimento amoroso o da comportamenti che compromettono gravemente l'educazione dei figli. Il focus si sposta quindi dal 'chi ha torto' al 'come tutelare meglio', specialmente i minori, riconoscendo che il matrimonio può essere considerato fallito anche per dinamiche relazionali deterioratesi nel tempo.
  • Cos'è l'addebito della separazione e quali conseguenze comporta?
    L'addebito della separazione è una dichiarazione del giudice che attribuisce a uno dei due coniugi la responsabilità esclusiva del fallimento del matrimonio, accertando una grave violazione degli obblighi coniugali. Le conseguenze sono significative: il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde il diritto all'assegno di mantenimento e subisce una riduzione dei diritti successori (ereditari) verso l'ex marito o moglie. Tuttavia, mantiene il diritto agli alimenti, ovvero un sostegno economico vitale per il sostentamento. È una misura severa riservata ai casi in cui il comportamento di uno dei due abbia causato inequivocabilmente la crisi coniugale.
  • Come funziona il procedimento legale per la separazione giudiziale?
    Il procedimento inizia presentando istanza al Tribunale competente per territorio (quello della residenza del convenuto). Dopo la presentazione della domanda, il giudice fissa la prima udienza, che ha spesso una funzione cautelare e riflessiva. Durante le fasi iniziali, il giudice cerca di comprendere la situazione e, se necessario, emette provvedimenti provvisori urgenti, specialmente riguardo all'affidamento dei figli e al mantenimento, per garantire stabilità durante il processo. Il percorso prevede diverse udienze fino alla sentenza definitiva. È raro, ma possibile, che il ricorrente rinunci alla separazione; in tal caso, il procedimento si interrompe.
  • È possibile revocare la separazione giudiziale e tornare insieme?
    Sì, è possibile revocare la separazione giudiziale. Sia il coniuge che ha presentato la domanda, sia quello contro cui è stata proposta, possono rinunciare al diritto di separazione in qualsiasi momento prima della pronuncia della sentenza definitiva. Questo può accadere se la coppia decide di provare a riconciliarsi o se le motivazioni iniziali vengono meno. La rinuncia deve essere formale e comunicata agli atti del processo. Una volta revocata, il vincolo matrimoniale rimane pienamente valido e attivo, e la coppia riprende la vita coniugale senza bisogno di nuove nozze. Tuttavia, se la separazione è già stata trasformata in divorzio, la riconciliazione richiede nuovamente le nozze civili.

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