Esempio di filo interdentale

Denti

Filo interdentale

Il filo interdentale è molto utile per la pulizia dei denti e per mantenere la buona salute del cavo orale. In questo modo non si è colpiti da carie.

di Redazione

31 agosto 2016

Che cos'è il filo interdentale

Il filo interdentale è un sottile filo di nylon o di seta, cerato oppure non, che viene usato per asportare la placca batterica e le particelle di cibo tra un dente e l'altro e intorno al margine della gengiva. Il filo interdentale dovrebbe essere usato in aggiunta allo spazzolino per asportare i residui e le incrostazioni di tartaro. È importante aver cura di non ledere il margine gengivale perché si possono causare piccole ferite sanguinanti. In genere si contrappongono due scuole di pensiero sul momento ottimale in cui usare il filo interdentale: secondo alcuni è meglio impiegarlo prima dello spazzolino, così che il dentifricio raggiunga anche le fessure tra i denti. Secondo altri bisogna usarlo dopo essersi puliti i denti con lo spazzolino. A ogni modo è necessario utilizzare il filo interdentale con regolarità e in modo adeguato.

Come usare il filo interdentale

Per eliminare la placca batterica in maniera adeguata, mantenere la salute del cavo orale ed evitare spiacevoli controindicazioni ed effetti collaterali, è necessario utilizzare in modo appropriata il filo interdentale. Vi sono procedure precise da mettere a punto. Per prima cosa bisogna prendere una quantità abbondante di filo (si consiglia circa 45 cm) ed avvolgeene le estremità intorno a un dito di ciascuna mano. Non si deve mai usare due volte lo stesso segmento di filo interdentale, perchè sulla superficie rimangono attaccari pezzetti di cibo e di placca. Di conseguenza non è assolutamente igienico riutilizzare lo stesso filo. Tenendo il filo interdentale teso, lo si infila delicatamente nello spazio interdentale fino al margine della gengiva. Si sfrega quindi il filo sui lati di ciascun dente con un movimento dall'alto in basso e viceversa.

Non usare il filo interdentale: le conseguenze

Non usare il filo interdentale vuol dire favorire l'accumulo della placca che poi si trasforma in tartaro nelle zone che sono difficilmente raggiungibili con uno spazzolino. Di conseguenza con il tempo è necessario sottoporsi a un’approfondita pulizia dentale per rimuovere queste incrostazioni. Tra l'altro sia la placca che il tartaro predispongono gli individui a infezioni dentali e orali in quanto vi proliferano germi e batteri. Di conseguenza, non solo aumenta il rischio di carie, ma le persone sono soggette a gengiviti, a carie e al sanguinamento delle gengive. Altrettanto lesivo è usare in maniera frettolosa oppure scorretta il filo interdentale, in quanto può provocare traumi alle gengive oppure infiammarle. Se il filo interdentale si spezza più volte in un punto, vuol dire che vi è un otturazione debordante, una carie oppure un'incrostazione di tartaro.

Le controindicazioni dell'uso del filo interdentale

Si consiglia di usare il filo interdentale solo a partire dai 10 anni, in quanto a questa età i denti da latte sono stati sostituiti da quelli permanenti. Se si è affetti da impedimenti anatomici dentali, si sconsiglia l'uso del filo interdentale, in quanto questo strumento può causare traumi e piccole ferite alle gengive. Ciò vale per chi ha spazi interdentali molto stretti: di conseguenza è necessario optare per modelli molto più leggeri e delicati. In genere sulle confezioni sono riportate le caratteristiche del prodotto. Non si deve mai usare il filo interdentale nei 5-7 giorni che susseguono l'estrazione un dente, perché l'area in questione è gonfia, sensibile, dolorante e sanguina facilmente. In questi casi bisogna fare attenzione anche con lo spazzolino, perché può provocare a sua volta sanguinamenti e irritazione delle gengive.

Domande frequenti

  • Quando è meglio usare il filo interdentale: prima o dopo lo spazzolino?
    Esistono due approcci validi, entrambi efficaci se applicati con costanza. Alcuni dentisti consigliano di passare il filo prima dello spazzolino: in questo modo si rimuove la placca dalle fessure interdentali, permettendo al fluoro del dentifricio di penetrare meglio e proteggere i denti. Altri preferiscono l'ordine inverso, usando il filo alla fine per eliminare i residui lasciati dallo spazzolino. La scelta dipende principalmente dalle preferenze personali e dalla routine quotidiana; ciò che conta realmente è l'abitudine regolare e corretta, poiché l'obiettivo finale è garantire una pulizia completa di tutte le superfici dentali.
  • Quanto filo interdentale devo usare e come gestirlo durante l'igiene?
    La lunghezza ideale raccomandata è di circa 45 centimetri. Bisogna avvolgere la maggior parte del filo attorno agli indici di entrambe le mani, lasciando solo pochi centimetri di filo teso da manovrare tra i denti. È fondamentale non riutilizzare mai lo stesso segmento di filo: ad ogni dente corrisponde un nuovo tratto pulito. Questo accorgimento igienico evita di trasferire batteri e residui alimentari da una zona all'altra della bocca. Mantenere il filo ben teso facilita l'inserimento delicato nello spazio interdental senza danneggiare le gengive.
  • Cosa succede se smetto di usare il filo interdentale?
    L'omissione dell'uso del filo porta inevitabilmente all'accumulo di placca batterica negli spazi interdentali, aree non raggiungibili dallo spazzolino. Col tempo, questa placca si mineralizza trasformandosi in tartaro, che richiede interventi professionali per essere rimosso. L'ambiente creato dal tartaro favorisce la proliferazione di germi, aumentando significativamente il rischio di carie, gengiviti, infiammazioni gengivali e alitosi. Inoltre, la mancata rimozione meccanica dei residui alimentari accelera i processi di deterioramento dentale, rendendo necessaria una pulizia professionale più frequente e approfondita nel lungo termine.
  • È sicuro usare il filo interdentale se ho spazi interdentali molto stretti?
    Sì, ma richiede cautela e la selezione del prodotto giusto. Chi presenta spazi interdentali particolarmente ridotti potrebbe trovare difficile inserire il filo tradizionale, rischiando traumi o tagli alle gengive. In questi casi, è opportuno optare per fili cerati, che scivolano meglio, o per versioni ultra-sottili e delicate specificamente indicate per spazi angusti. Consultare il proprio dentista è essenziale per ricevere indicazioni personalizzate. L'uso improprio o forzato del filo può causare sanguinamento e infiammazione, peggiorando la situazione invece di migliorarla.
  • Posso usare il filo interdentale subito dopo aver fatto estrarre un dente?
    No, è assolutamente sconsigliato. Nei primi 5-7 giorni successivi all'estrazione, la zona interessata è estremamente sensibile, gonfia e soggetta a sanguinamento. Manipolare quella zona con il filo interdentale rischia di dislodare il coagulo protettivo, causando complicazioni come l'alveolite o emorragie persistenti. Durante questo periodo di guarigione, bisogna prestare massima attenzione anche allo spazzolino, evitando di toccare direttamente l'area operata. Seguire scrupolosamente le indicazioni post-operatorie fornite dal dentista è cruciale per una ripresa rapida e senza complicanze.