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Astigmatismo ipermetropico

Aggiornato il 22 giugno 20174 capitoli5 domande frequenti
Occhiali per astigmatismo ipermetropico

Che cos’è l’astigmatismo ipermetropico e le sue caratteristiche

L’astigmatismo ipermetropico è un disturbo visivo molto particolare: in questo caso il paziente soffre al tempo stesso sia di una forma di astigmatismo che di una di ipermetropia. Infatti questi due problemi possono essere presenti contemporaneamente nell’occhio del soggetto. Da un lato l’ipermetropia si manifesta quando la cornea e il cristallino si caratterizzano per avere una minore capacità rifrattiva oppure quando il bulbo oculare presenta una forma schiacciata. Si tratta della situazione opposta a quanto avviene con la miopia, dove la lunghezza del bulbo oculare risulta troppo grande rispetto alla sua potenza ottica. Invece l’astigmatismo è provocato da una curvatura non uniforme della cornea. Di conseguenza i raggi luminosi non riescono a focalizzarsi su un punto preciso, rendendo poco nitida la vista.

Cosa accade se si soffre di astigmatismo ipermetropico

Quando si soffre di astigmatismo ipermetropico il soggetto è affetto dai problemi alla vista causati da entrambi i difetti visivi: innanzitutto si hanno difficoltà a percepire in maniera nitida, visualizzare e mettere a fuoco gli oggetti da vicino, a differenza di quanto accade per la miopia. Infatti il punto di fuoco non è sulla retina ma dietro di essa. Al tempo stesso anche gli oggetti vengono percepiti in maniera poco definita e sfuocata a causa dell’anormale curvatura della cornea. Di conseguenza l’astigmatismo ipermetropico provoca nei pazienti una visuale generalmente poco nitida, sia da vicino che da lontano: per questo motivo si distingue da tutti gli altri disturbi visivi. Questo difetto dell’occhio nella maggior parte dei casi è di origine genetica ma può manifestarsi anche in seguito a una malattia dell’organo oppure a un trauma.

Quali sono le forme di astigmatismo ipermetropico

Esistono due forme diverse di astigmatismo ipermetropico, che si differenziano tra loro a seconda della gravità del disturbo visivo e delle sue caratteristiche. Si parla infatti di una forma di tipo composto quando i due fuochi della visuale cadono entrambi in un punto dietro la retina. Invece l’astigmatismo ipermetropico può essere detto semplice nel caso in cui un fuoco della visuale cada dietro la retina e l’altro su di essa. Si tratta, proprio come si deduce dal nome, di una forma meno problematica in quanto il bulbo oculare non risulta così schiacciato rispetto alla media. In ogni caso entrambe le forme possono essere corrette attraverso una semplice operazione laser, facendo così tornare nitida e pulita la vista. Si tratta di di un esempio di chirurgia refrattiva non invasiva che non prevede il ricovero in ospedale.

Cosa tenere a mente

L’astigmatismo ipermetropico si manifesta quando il paziente presenta associati una cornea di forma ovaloide invece che tonda e una mancanza di capacità di refrazione del cristallino e della cornea. Per risolvere questo problema è necessario intervenire alla base attraverso un intervento agli occhi. Dato che esistono diverse tecniche e modalità di intervento è fondamentale che prima di sottoporsi all’operazione laser il paziente venga sottoposto a una serie di esami oftalmologici da parte del proprio medico oculista. In questo modo si valuta il singolo caso per determinare se l’intervento sia possibile e consigliabile e quale sia la tecnica più adeguata in base alle caratteristiche dell’occhio del soggetto. In alternativa il paziente deve indossare in maniera costante degli occhiali le cui lenti siano progettate appositamente per correggere la visuale sia degli oggetti lontani che di quelli vicini.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali dell'astigmatismo ipermetropico?
    I sintomi tipici includono una visione generalmente sfocata sia da vicino che da lontano, a differenza della miopia che colpisce principalmente la visione distante. Il paziente fatica a mettere a fuoco gli oggetti vicini e percepisce le immagini poco definite a causa della curvatura irregolare della cornea e della posizione del punto focale dietro la retina. Spesso si accompagnano affaticamento visivo, mal di testa e sensazione di bruciore agli occhi, specialmente dopo attività che richiedono concentrazione visiva prolungata.
  • Come si distinguono le forme semplici e composte di astigmatismo ipermetropico?
    La distinzione dipende dalla posizione dei due fuochi ottici rispetto alla retina. Nell'astigmatismo ipermetropico semplice, uno dei due fuochi cade esattamente sulla retina, mentre l'altro rimane dietro di essa; questa forma è generalmente meno grave. Nella versione composta, entrambi i fuochi si trovano dietro la retina, indicando un bulbo oculare più schiacciato e una maggiore difficoltà rifrattiva. Entrambe le forme compromettono la nitidezza visiva ma richiedono valutazioni specifiche per la correzione.
  • È possibile correggere l'astigmatismo ipermetropico senza occhiali?
    Sì, oltre all'utilizzo di occhiali con lenti speciali o lenti a contatto toriche, è possibile optare per interventi chirurgici laser. La chirurgia refrattiva, come il LASIK, permette di modificare la curvatura della cornea per riportare i raggi luminosi a focalizzare correttamente sulla retina. Si tratta di una procedura ambulatoriale, non invasiva e senza ricovero ospedaliero, che offre una soluzione definitiva ripristinando una visione nitida e pulida.
  • Quali esami sono necessari prima di un intervento laser?
    Prima di sottoporsi a chirurgia refrattiva, è fondamentale effettuare una serie completa di esami oftalmologici presso un medico specialista. Questi test servono a valutare la salute generale dell'occhio, misurare la curvatura corneale, determinare l'entità del difetto visivo e verificare se ci controindicazioni cliniche. Solo grazie a questa analisi dettagliata il medico potrà stabilire se l'intervento è sicuro e indicare la tecnica laser più adatta al caso specifico.
  • Cosa causa l'astigmatismo ipermetropico?
    Le cause principali sono genetiche, poiché spesso il disturbo è ereditario. Tuttavia, può manifestarsi anche successivamente alla nascita a seguito di malattie oculari o traumi fisici all'occhio. Anatomicamente, deriva dalla combinazione di un bulbo oculare leggermente schiacciato (che riduce la capacità rifrattiva) e una cornea dalla curvatura non uniforme, simile a quella di una palla da rugby invece che di una sfera perfetta, impedendo la corretta messa a fuoco.

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