Persona affetta da ascite addominale

Pancia

Ascite addominale

L'ascite addominale si caratterizza per l'accumulo eccessivo, a volte cronico, di varie forme di liquido nella cavità addominale, vicino al peritoneo.

di Redazione

19 ottobre 2016

Che cos'è l'ascite addominale

L’ascite addominale si caratterizza nella cavità peritoneale per la formazione di una quantità eccessiva di liquido: in pratica l’accumulo avviene nello spazio tra i due peritonei, cioè lo strato di membrana che funge da rivestimento per l’esterno degli organi addominali e per l'interno della parete addominale. In base alla gravità dell’ascite addominale l’accumulo può essere anche di vari litri di liquido. Questa patologia può comparire in qualsiasi forma che provochi un generalizzato edema e, di conseguenza, la formazione di liquido con accumulo nei tessuti. Tra le malattie scatenanti più diffuse ci sono la sindrome nefrosica, lo scompenso cardiaco congenito e la cirrosi epatica. Quest'ultima può essere legata alla presenza di una malattia epatica (ad esempio l'epatite B e C) oppure all'abuso di alcol da parte del soggetto.

Le altre cause dell'ascite addominale

Bisogna ricordare che vi sono anche cause secondarie dell’ascite addominale, ad esempio il cancro. Questa patologia compare quando, nel caso di tumori al seno, polmonari oppure intestinali, si formano metastasi sulla superficie del peritoneo. Compare spesso anche nelle persone affette da tumore allo stomaco e a tutto il tratto gastrointestinale, al colon, all’utero, alle ovaie e al pancreas. In questo caso si parla di ascite maligna: il 10% di chi è affetto da ascite viene colpito da questa forma particolarmente grave. Al tempo stesso è presente anche in caso di tubercolosi intestinale, genitale oppure peritoneale. Esistono tre tipologie differenti di ascite addominale: quella chilosa si caratterizza per il fatto che il liquido accumulato è linfatico, proveniente da infiammazioni e lesioni delle vie linfatiche principali. L’ascite biliare invece presenta l’accumulo di liquido e bile, mentre si parla si forma emorragica se nella cavità peritoneale è presente del sangue.

I vari sintomi dell'ascite addominale

L'ascite addominale ha come sintomo principale il gonfiore, a volte abnorme, dell'addome. Oltre a questa particolarità fisica e al senso di fastidio addominale, l'ascite può provocare difficoltà a respirare: infatti questa patologia causa la compressione e l'immobilizzazione del diaframma, un muscolo cupoliforme che separa l’addome dal torace. In particolare la pancia si gonfia con il passare del tempo: per questo all’inizio è difficile rilevare l'ascite addominale attraverso l'esame fisico quando sono presenti piccole quantità di liquido. Le varie forme di ascite presentano sintomi simili tra loro, tuttavia c’è un’importante differenza tra la patologia provocata dalla cirrosi epatica e quella causata da tumori. Infatti nel primo caso la malattia è indolore o quasi, mentre nel secondo caso si avvertono spasmi e dolori all’addome molto intensi.

Come viene trattata l'ascite addominale

Per individuare la causa dell'ascite, il medico raccoglie un'anamnesi accurata ed esegue un esame fisico attento; inoltre preleva un campione del liquido ascitico da analizzare, inserendo un ago sterile di paracentesi attraverso la parete dell'addome. Il liquido è esaminato al microscopio per ricercare le cellule tumorali o batteri particolari, come il bacillo di Koch. Anche la composizione chimica, l'eventuale torbidità e il colore del liquido contribuiscono a determinare la forma dell’ascite addominale e le cause. Da queste ultime dipende il trattamento; in molti casi comprende riposo a letto e ridotta assunzione di sodio (sale) e liquidi. Se l’ascite addominale è legata a una malattia epatica, al paziente si vieta l’assunzione di alcol. Possono venire prescritti diuretici, in particolare il farmaco spironolattone. Se l'ascite provoca fastidio o difficoltà di respirazione, si effettua un drenaggio del liquido contenuto nella cavità peritoneale.

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Domande frequenti

  • Quali sono le cause principali dell'ascite addominale?
    Le cause più comuni dell'ascite sono legate a patologie epatiche, cardiache e renali. La cirrosi epatica, spesso dovuta ad alcolismo o epatiti virali, rappresenta la causa predominante. Altre condizioni frequenti includono lo scompenso cardiaco congestizio e la sindrome nefrosica, che provocano ritenzione idrica generalizzata. Tuttavia, esistono anche cause secondarie gravi come tumori addominali (stomaco, ovario, fegato) che generano metastasi peritoneali, portando all'ascite maligna. Inoltre, infezioni come la tubercolosi possono contribuire all'accumulo di liquido nella cavità addominale.
  • Come si manifesta clinicamente l'ascite e quali sono i sintomi distintivi?
    Il sintomo cardine è il progressivo gonfiore addominale, inizialmente difficile da notare ma evidente man mano che si accumulano litri di fluido. Questo rigonfiamento può causare dolore sordo o fastidio generale. Un sintomo critico è la dispnea, ovvero la difficoltà respiratoria, dovuta alla compressione del diaframma da parte dell'addome ingrossato. È importante distinguere la natura del dolore: nell'ascite da cirrosi il dolore è solitamente assente o lieve, mentre nell'ascite maligna o infettiva si manifestano spesso crampi addominali intensi e dolori acuti.
  • In cosa consiste la diagnosi medica per identificare l'ascite?
    La diagnosi inizia con un'accurata anamnesi e un esame fisico attentivo. Per confermare la presenza di liquido e determinarne la natura, il medico esegue una paracentesi diagnostica: un intervento minimamente invasivo in cui viene prelevato un campione di fluido ascitico tramite ago. Il liquido viene poi analizzato in laboratorio per valutarne colore, torbidità e composizione chimica. L'analisi al microscopio permette di cercare cellule tumorali, batteri specifici (come il bacillo di Koch per la tubercolosi) o altri indicatori che aiutino a risalire alla causa sottostante della patologia.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili per gestire l'ascite?
    Il trattamento varia in base alla causa scatenante. Una gestione conservativa comune include il riposo a letto, la restrizione rigorosa dell'apporto di sodio (sale) e dei liquidi, e l'astensione totale dall'alcol se la causa è epatica. Spesso vengono prescritti diuretici, come lo spironolattone, per favorire l'eliminazione dei fluidi. Nei casi in cui l'accumulo provochi disagio significativo o problemi respiratori, è necessario intervenire con il drenaggio del liquido (paracentesi terapeutica). Se la causa è un'infezione o un tumore, saranno necessari trattamenti specifici mirati alla patologia primaria.