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Sintomi cervicalgia

Aggiornato il 21 dicembre 20164 capitoli4 domande frequenti
Sintomi cervicalgia

Impariamoli a riconoscere

La cervicalgia è una manifestazione clinica dolorosa della parte superiore della colonna vertebrale. Per l'intensità del dolore o per i fastidi che accompagnano la sintomatologia dolorosa, la cervicalgia può diventare un problema particolarmente invalidante tanto da impedire le classiche azioni quotidiane. I sintomi comuni della cervicalgia sono: mal di testa, sensazione di nausea, vertigini, torcicollo. Inoltre, il dolore può irradiarsi e raggiungere altre parti del corpo, quali la nuca, le braccia e, non di rado, anche le mani. Infatti, può capitare di avvertire debolezza e formicolio agli arti superiori. Tutti questi sintomi possono essere accompagnati anche da altri disturbi come rigidità muscolare, perdita di equilibrio, ronzio nelle orecchie, disturbi della vista e dell'udito, problemi di deglutizione.

Comprendere le cause

Le cause della cervicalgia possono essere imputate a fattori traumatici (infortuni, lesioni pregresse e degenerate, colpo di frusta, trasporto di pesi), fattori posturali (postura scorretta che porta a piegare in avanti la colonna vertebrale, soprattutto la parte superiore e il collo, come, ad esempio, accade nel caso di chi trascorre ore alla guida o con il capo chino sulla scrivania, tablet, smartphone, ecc., e sedentarietà),artrosi cervicale (patologia degenerativa delle vertebre cervicali),ernia cervicale (schiacciamento dei dischi delle vertebre cervicali),ed altri quali stress e utilizzo di cuscini non idonei. Inoltre, è stato evidenziato che difetti occlusali dell'arcata dentale superiore su quella inferiore e alcuni difetti visivi, possono predisporre alla cervicalgia

Come diagnosticarla

La diagnosi della cervicalgia viene svolta da uno specialista, un fisiatra o un ortopedico, che, dopo aver svolto l'anamnesi del paziente e, quindi, recuperate tutte le informazioni necessarie alla elaborazione di un quadro clinico completo del paziente (come tipo di lavoro svolto, localizzazione e irradiazione del dolore), procede con l'esame obiettivo e con una valutazione muscolo-scheletrica e neurologica. A questo punto, se il medico sospetta che l'origine dei sintomi della cervicalgia sia da trovarsi in problematiche più serie come ernie o protusioni, allora procede con esami diagnostici approfonditi: Rx (radiografia), Tac (Tomografia assiale Computerizzata), Rm (Risonanza Magnetica) ed elettromiografia (che esamina il funzionamento della radice dei nervi e dei muscoli scheletrici). Ricevuti i risultati degli esami prescritti, lo specialista indicherà la cura adatta.

Cura e terapia

La terapia, nella fase acuta, prevede la somministrazione di farmaci analgesici e antinfiammatori come l'ibuprofene e il naprossene. I farmaci possono essere assunti per via orale o applicati localmente sotto forma di creme, cerotti o gel. In caso di dolore particolarmente intenso, si ricorre ad infiltrazione di anestetici locali e cortisone, associato, in alcuni casi, a miorilassanti (sopratutto se l'infiammazione persiste). Per il colpo di frusta, è previsto anche l'utilizzo di un collare. Episodi e sintomi di cervicalgia ricorrente sono affrontati con un percorso riabilitativo che aiuta a migliorare la funzionalità del collo grazie a massaggi e terapie, effettuati da mani esperte. Il percorso può prevedere anche cicli di TENS, ultrasuoni, terapie laser, massoterpia, agopuntura ecc.

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali principali che indicano una crisi di cervicalgia?
    I sintomi tipici includono dolore localizzato nella parte superiore della colonna vertebrale, spesso accompagnato da mal di testa, nausea e vertigini. È comune avvertire rigidità muscolare e torcicollo, ovvero difficoltà a muovere il collo. Un aspetto cruciale da monitorare è l'irradiazione del dolore: può estendersi dalla nuca alle braccia fino alle mani, causando talvolta formicolii o debolezza negli arti superiori. Altri disturbi correlati possono includere perdita di equilibrio, ronzii auricolari, problemi visivi o uditivi e persino lievi difficoltà nella deglutizione. La presenza combinata di questi sintomi suggerisce un'infiammazione o compressione nervosa che richiede attenzione immediata.
  • Quali sono le cause più comuni che scatenano il dolore al collo?
    Le origini della cervicalgia sono molteplici e spesso combinate. Tra le cause traumatiche figurano colpi di frusta, lesioni pregresse o il sollevamento di pesi eccessivi. Molto frequente è l'impatto dei fattori posturali: mantenere a lungo la testa china verso smartphone, tablet o computer, oppure guidare per molte ore, crea una tensione costante sui muscoli cervicali. Anche la sedentarietà gioca un ruolo chiave. Cause strutturali includono artrosi cervicale, ovvero l'usura degenerativa delle vertebre, ed ernie o protusioni dei dischi intervertebrali. Infine, stress cronico, cuscini inadeguati e persino difetti occlusali dentali o visivi possono predisporre o aggravare il disturbo.
  • Come avviene la diagnosi medica della cervicalgia?
    La diagnosi richiede la visita di uno specialista, come un fisiatra o un ortopedico. Il processo inizia con un'anamnesi dettagliata per comprendere il tipo di lavoro, la localizzazione del dolore e eventuali irradiazioni. Segue un esame obiettivo con una valutazione completa del sistema muscolo-scheletrico e neurologico. Se il medico sospetta patologie più complesse come ernie discali o protusioni significative, prescrive esami strumentali approfonditi. Questi includono radiografie (Rx) per valutare l'allineamento osseo, TAC per immagini dettagliate delle strutture, Risonanza Magnetica (RM) per visualizzare tessuti molli e nervi, ed elettromiografia per testare la funzione delle radici nervose e dei muscoli. Solo dopo l'analisi di questi dati si definisce il piano terapeutico.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili per curare la cervicalgia?
    Nella fase acuta, la terapia farmacologica è prioritaria, utilizzando analgesici e antinfiammatori non steroidei come ibuprofene o naprossene, assumibili oralmente o applicati localmente tramite creme, gel o cerotti. Nei casi di dolore severo, si può ricorrere a infiltrazioni di anestetici e cortisone, eventualmente associate a miorilassanti per ridurre le contratture. Per il colpo di frusta, l'uso temporaneo di un collare è indicato. Per i casi ricorrenti o cronici, si attiva un percorso riabilitativo specialistico. Questo include massaggi decontratturanti, tecniche manuali esperte e fisioterapia avanzata come TENS, ultrasuoni, laserterapia, massoterapia e agopuntura, finalizzati a ripristinare la mobilità e prevenire recidive.

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