Bellezzasalute.it · guide e consigli pratici
Dieta · Diete e malattie

Dieta frutta

Aggiornato il 19 novembre 20154 capitoli5 domande frequenti
La frutta è una fonte di vitamine

La frutta nella dieta

Secondo il modello di dieta maggiormente riconosciuto, quello della dieta Mediterranea, la frutta rappresenta un elemento indispensabile. Essa, infatti, è composta da una serie di sostanze chimiche chiamate zuccheri semplici, necessari al corpo per consentirgli di compiere le azioni più semplici. La presenza della frutta nella dieta è consigliata con almeno cinque porzioni quotidiane. Questo consentirà all'organismo di mantenersi idratato. Infatti, essendo la frutta carica di acqua, sali minerali e vitamine, ha una forte azione diuretica, facendo in modo che le cellule raggiungano un buon libello di idratazione e contribuendo a eliminare le scorie. Essa, inoltre, ha un buon potere saziante che aiuta a non esagerare durante i pasti. Tutte queste proprietà corrispondono a un valore calorico molto esiguo.

Composizione della frutta

Anche se la composizione corretta dipende dal tipo di frutto e dal suo grado di maturazione, ci sono degli elementi sempre presenti che possono essere considerati: - Acqua, essa rappresenta almeno l'80% del frutto. - Carboidrati, principalmente zuccheri semplici (fruttosio, saccarosio e glucosio) che sono facilmente digeribili e assimilabili dal corpo. La quota può variare dal 5 al 20%. - Proteine, il loro apporto è abbastanza scarso. Quantità maggiori possono essere trovati nei semi di alcuni frutti. - Fibra, sia il tipo solubile che insolubile. Essa è formata, infatti da pectine e emicellulose. Può rappresentare fino al 2-3% del frutto. - Vitamine. In base al loro contenuto, la frutta può essere divisa nel: gruppo della vitamina C (agrumi, meloni, fragole); gruppo della vitamina A (albicocche, pesche).

La frutta di stagione

Punto fermo della riconosciuta dieta Mediterranea è consumare solo ciò che offre la natura in quel periodo. Nella stagione invernale, più precisamente, sono comuni frutti come: arance, importanti per la vitamina C, castagne e mandaranci; questi stessi frutti rimangono disponibili fino a primavera. Con l'estate, viceversa, la natura è estremamente più prodiga, garantendo un'ampia scelta. In conseguenza di ciò, si trovano molto facilmente: albicocche, ciliege, fragole, pesche, che sono l'ideale per creare ottimi frullati. L'autunno porta a una drastica diminuzione della varietà di frutta disponibile ed è caratterizzato dall'uva. Inoltre, ci sono frutti che sono presenti praticamente per tutto l'anno quali: mele, pere, banane, prugne, kiwi, necessari per il corretto funzionamento intestinale.

Quando mangiare la frutta

Secondo il modello proposto dalla dieta Mediterranea, cinque dovrebbero essere le porzioni quotidiane di frutta ma non sempre è possibile rispettare questa regola. Infatti, alcuni soggetti possono trovare difficoltà nella digestione, incorrendo in gonfiori e dolori addominali. Per evitarlo, è consigliabile consumare frutta lontano dai pasti e stando attenti a scegliere frutti non troppo maturi. Un altro errore quando si comincia la dieta, è sostituire pasta, pane o interi pasti con la frutta. Questo è deleterio in quanto il corpo ha bisogno anche degli zuccheri complessi dei farinacei e, inoltre, esagerare con le quantità di frutta porta a incamerare un quantitativo di zuccheri non indifferente, che non garantirà l'attivazione di un processo chiamato lipolisi, che consiste nello scioglimento delle riserve di grasso.

Domande frequenti

  • Quante porzioni di frutta si dovrebbero mangiare ogni giorno?
    Il modello dietetico più riconosciuto, ovvero la dieta Mediterranea, consiglia di consumare almeno cinque porzioni di frutta al giorno. Questa quantità garantisce all’organismo un adeguato apporto di vitamine, minerali e acqua, fondamentali per mantenere le cellule ben idratate e favorire l’eliminazione delle scorie tossiche grazie alla spiccata azione diuretica della frutta. Inoltre, le fibre presenti contribuiscono a un senso di sazietà utile a controllare l’apporto calorico complessivo senza sacrificare nutrienti essenziali.
  • È meglio mangiare la frutta a colazione o dopo i pasti?
    Per chi soffre di digestioni lente, gonfiore o dolori addominali, è altamente consigliato consumare la frutta lontano dai pasti principali. Mangiarla a stomaco vuoto o come spuntino intermedio permette una digestione più rapida ed efficiente, evitando fermentazioni indesiderate. Sebbene sia comunemente associata alle colazioni, la sua posizione ideale dipende dalla tolleranza individuale: l’importante è evitare di accompagnarla a cibi ricchi di proteine o grassi complessi che ne rallenterebbero lo svuotamento gastrico.
  • Sostituire i carboidrati (pasta/pane) con la frutta fa dimagrire?
    No, questa pratica è controproducente e potenzialmente dannosa. Il corpo necessita degli zuccheri complessi contenuti nei cereali per un rilascio energetico stabile e prolungato. Sostituire interi pasti con la frutta introduce un eccessivo carico di zuccheri semplici (fruttosio e glucosio), che vengono assorbiti rapidamente. Questo picco glicemico impedisce l’attivazione della lipolisi, il processo fisiologico che permette di bruciare le riserve di grasso corporeo, bloccando di fatto il dimagrimento e causando possibili cali energetici successivi.
  • Quali sono i frutti migliori per l’inverno e quali per l’estate?
    Seguire la stagionalità garantisce il massimo apporto nutrizionale e rispetto per l’ambiente. In inverno spiccano agrumi come arance e mandarini, ricchi di vitamina C, insieme a castagne e mandaranci, disponibili fino alla primavera. L’estate offre invece una vasta gamma di frutti ideali per rinfrescarsi e creare frullati, tra cui albicocche, ciliege, fragole e pesche. In autunno, l’uva domina la scena, mentre mele, pere, banane, prugne e kiwi restano disponibili quasi tutto l’anno, supportando costantemente la funzionalità intestinale.
  • La frutta matura è più nutriente di quella acerba?
    La composizione nutrizionale varia in base al grado di maturazione. Generalmente, la frutta più matura presenta livelli più elevati di zuccheri semplici, rendendola più dolce e facile da digerire, ma anche più calorica. Tuttavia, per chi ha problemi digestivi, i frutti leggermente meno maturi sono spesso meglio tollerati perché contengono meno zuccheri liberi e una struttura cellulare più compatta. È quindi importante bilanciare la maturità in base alle proprie esigenze digestive e ai fabbisogni energetici specifici.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche