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Cibo vegano

Aggiornato il 12 luglio 20174 capitoli5 domande frequenti
Frutta e verdura

Cibo vegano moda o stile di vita

È in crescita il numero di persone che preferisce il cibo vegano e rinuncia all'utilizzo della carne e dei derivati animali. La dieta desta molte perplessità, in molti si chiedono se nutrirsi soltanto di alimenti di origine vegetale sia una moda o una scelta di vita. Oggi il cibo vegano è reperibile ovunque, anche i menù dei ristoranti si sono adeguati alla domanda di mercato. I ricercatori asseriscono che una dieta vegetale porta vantaggi alla salute e al benessere del pianeta. La dieta vegana, che esclude qualsiasi tipo di carne e prodotti derivati dagli animali, previene molte malattie che interessano l'apparato cardiocircolatorio e digerente, ma non può adattarsi a tutti. Prima di passare al veganismo bisogna valutare nel soggetto l'età, le abitudini alimentari, lo stile di vita e di salute generale.

I pro della dieta vegana

Uno dei vantaggi della dieta vegana è la perdita di peso per il basso contenuto di calorie presenti negli alimenti. Il consumo di frutta, verdura e cereali mantiene basso l'apporto di grassi, a differenza di carne e latticini. Il cibo vegano previene nell'individuo diverse malattie gravi quali: il colesterolo, responsabile di disfunzioni cardiovascolari, il diabete, l'ipertensione e alcune tipologie di cancro. Per i vegani inoltre ci sono fonti alternative di vitamina B12 presenti nella soia, nel tofu, nei cereali e nel latte vegetale. In caso di carenza si può ricorrere agli integratori ma con parsimonia. Inoltre è dimostrato che il veganismo è più ecologicamente sostenibile. Gli scienziati sostengono che la produzione di 1 Kg di proteine animali richiede 200 volte più acqua rispetto alla produzione di 1 Kg di cereali.

I contro della dieta vegana

La dieta vegana permette di perdere peso corporeo in modo rapido e veloce perché si eliminano alimenti che contengono grassi. Il basso contenuto di calorie non riesce ad apportare all'organismo l'energia di cui necessita, di conseguenza si avverte spesso un senso di fame che viene placato mangiando carboidrati e spuntini vegani. In apparenza hanno il compito di "riempire", ma in realtà sviluppano un impatto negativo sulla salute. Chi si avvicina alla dieta vegana lo deve fare gradualmente per abituare l'organismo al cambiamento alimentare, perché alcuni cibi come i legumi, non tutti li tollerano alla stessa maniera. Se somministrati in eccesso e non combinati in maniera adeguata con i cereali, potrebbero causare gonfiore addominale. Se non si ha dimestichezza con il cibo vegano si incorrere in carenza di ferro.

La piramide vegana

Gli alimenti che privilegia la "piramide vegana" sono i cereali come la quinoa, la farina d'avena, il pane e la pasta integrale. I cereali sono una fonte di energia, molto nutrienti e ricchi di fibre. Frutta e verdura sono una risorsa naturale di fibre e sali minerali in grado di prevenire diverse malattie. Il cibo vegano non include i latticini ma prende il calcio dai semi di sesamo, dal burro di mandorle, dai prodotti di soia. Per fissare il minerale nelle ossa c'è bisogno della vitamina C contenuta nel succo di arancia. È necessario consumare anche 2-3 porzioni giornaliere di proteine contenute principalmente nelle lenticchie, nei fagioli, nella soia, nelle noci e negli hamburger vegani. La vitamina D si ottiene dalla luce solare, la vitamina B12 dagli integratori, gli omega 3 dai semi di lino e dalle noci.

Domande frequenti

  • Il veganismo garantisce automaticamente una perdita di peso sana?
    Non necessariamente. Sebbene la dieta vegana riduca l'apporto calorico grazie alla minore presenza di grassi animali, il basso contenuto energetico può portare a sensazioni di fame intensa. Questo spinge spesso a consumare troppi carboidrati e snack vegani processati, che pur essendo 'vegetali', possono avere un impatto negativo sulla salute e bloccare il dimagrimento. Una perdita di peso efficace richiede attenzione alla qualità degli alimenti, privilegiando verdure, legumi e cereali integrali, piuttosto che limitarsi a eliminare prodotti animali senza bilanciare correttamente i macronutrienti.
  • Come si reintegra la vitamina B12 in assenza di prodotti animali?
    La vitamina B12 è fondamentale per il sistema nervoso ed ematopoietico e si trova naturalmente quasi esclusivamente negli alimenti animali. Nella dieta vegana rigorosa, fonti come soia, tofu e latte vegetale ne contengono quantità variabili e spesso insufficienti o non biodisponibili. Pertanto, è fortemente consigliato assumere integratori specifici di vitamina B12 sotto controllo medico. L'automedicazione va evitata; un'integrazione corretta e costante è essenziale per prevenire anemie e danni neurologici irreversibili, garantendo il benessere a lungo termine.
  • Quali sono i rischi principali legati all'introduzione dei legumi nella dieta vegana?
    I legumi sono eccellenti fonti proteiche, ma il loro consumo eccessivo o scorretto può causare disturbi gastrointestinali significativi, come gonfiore addominale e flatulenza. Molti soggetti non tollerano bene questi alimenti se introdotti bruscamente o se non vengono combinati adeguatamente con i cereali. Per migliorare la digestione e l'assorbimento delle sostanze nutritive, è consigliabile ammorbidire i legumi prima della cottura, sciacquarli accuratamente e introdurli gradualmente nella dieta. Questa accortezza aiuta l'organismo ad abituarsi ai cambiamenti e minimizza i fastidi digestivi iniziali.
  • È possibile assumere abbastanza calcio senza latticini?
    Sì, è assolutamente possibile ottenere il calcio necessario attraverso fonti vegetali. Ottime alternative includono semi di sesamo, burro di mandorle e prodotti a base di soia fortificata. Tuttavia, l'assunzione di calcio deve essere supportata da altri fattori: la vitamina C, presente ad esempio nel succo d'arancia, aiuta a fissare il minerale nelle ossa. Inoltre, la vitamina D, ottenuta principalmente dall'esposizione solare moderata, è cruciale per il metabolismo osseo. Un approccio equilibrato che combini queste fonti naturali assicura la salute scheletrica senza ricorrere ai latticini.
  • Cosa dice la ricerca sull'impatto ambientale del veganismo?
    La ricerca scientifica conferma che il veganismo è una scelta ecologicamente più sostenibile rispetto alle diete ricche di proteine animali. Produire un chilo di proteine animali richiede circa 200 volte più acqua rispetto alla produzione di un chilo di cereali. Ridurre il consumo di carne e derivati animali diminuisce drasticamente l'impronta idrica e carbonica individuale. Scegliere alimenti vegetali locali e di stagione amplifica ulteriormente questo beneficio, contribuendo alla conservazione delle risorse naturali e alla riduzione dell'inquinamento legato all'allevamento intensivo e al trasporto globale delle merci.

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