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Aggiornato il 14 settembre 20124 capitoli5 domande frequenti
alimentazione

Alimentazione sbagliata

In Italia aumentano ogni giorno persone aventi problemi di alimentazione. Il problema principale non è strettamente collegato solo ad un'alimentazione sbagliata e ipercalorica che provoca inevitabilmente l'aumento dell'obesità, ma un alimentazione non corretta può arrivare anche dalla non assimilazione di tutte le sostanze nutritive. C'è insomma il rischio di imbattersi sempre più in carenze alimentari che inevitabilmente portano alla formazione di altre patologie. L'importanza di un'alimentazione corretta, completa e sana non deve essere trascurata, tutti gli alimenti, chi in quantità superiori, chi ridotte, sono assolutamente fondamentali e necessari per la nostra salute quotidiana. Oggi giorno ci si ammala molto più facilmente perché principalmente il cibo non è di buona qualità, è sempre quindi consigliabile cercare di non afffidarsi esclusivamente ai prodotti preconfezionati, ma optare, sempre se è possibile, per cibi provenienti da terre che siano state coltivate in modo naturale. C'è invece sempre meno attenzione nei riguardi di questo punto e ci si limita a comprare alimenti senza conoscere bene la loro provenienza. Non tutti hanno un proprio orto dove poter coltivare i vari prodotti, ma affidarsi a qualche persona esperta a voi vicina non sarebbe un'idea malvagia.

Lo iodio

Conoscere bene i propri alimenti e le varie proprietà nutritive è il primo passo verso una salute migliore. A tal proposito sempre più italiani si ritrovano con delle carenze alimentari, oltre sei milioni non assumono abbastanza iodio, un oligoelemento indispensabile per la funzione tiroidea. Anche per lo iodio non c'è l'attenzione dovuta da parte delle persone, questo sempre perché vige una certa ignoranza alimentare causata però dalla società odierna che impone determinati stili alimentari errati che non tutti riescono ad evitare. Lo iodio costituisce invece un fattore importante all'interno dell'alimentazione quotidiana, un aspetto che non bisogna assolutamente sottovalutare perché la sua carenza può creare problemi di salute non indifferenti. Lo iodio, come abbiamo accennato poc'anzi, è fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei che sono necessari per regolare il nostro metabolismo. Se quest'ultimo non funziona a dovere ecco che emergono i primi problemi di salute. La funzione quindi della tiroide non può essere messa in secondo piano, anzi diventa praticamente il primo punto da tener presente nel processo della funzionalità del nostro organismo. Lo iodio in questo caso è come se fosse il motore principale della tiroide è la classica benzina che innesca ad esempio i motore di un'auto e permette quindi il suo corretto funzionamento. Senza benzina l'automobile non parte e stessa situazione vale per lo iodio con la tiroide.

La tiroide

E' proprio in quest'organo, situato sulla base del collo in prossimità della laringe e della trachea, che ritroviamo ben l'80% di iodio del nostro corpo. Quando però attraverso l'alimentazione non si riesce ad assumere troppo iodio, ecco che la tiroide è superstimolata per cercare di sopperire alla scarsa produzione degli ormoni tiroidei. Cosa accade a questo punto? Se la carenza di iodio, con conseguente problema alla tiroide, avviene nei bambini, si sviluppa il cretinismo, una patologia che porta ad un ritardo della crescita. Negli adulti invece si avrà il cosiddetto gozzo. La tiroide, essendo superstimolata, si gonfierà perché necessita di assumere una maggiore dose giornaliera di iodio. In genere le dosi di iodio da assumere quotidianamente variano da uomo, donna e bambino. Una donna in età fertile deve assumerne150 microgrammi, che sale a 200 microgrammi durante la gravidanza e l’allattamento. Un bambino generalmente ne deve assumere 90 microgrammi, un adolescente 120 e un uomo adulto 130. Questo fa ben capire come le donne necessitano di assumere maggiormente iodio, non è un caso in effetti che patologie legate al malfunzionamento della tiroide siano diffuse quasi esclusivamente tra il sesso femminile.

La carenza di iodio

In questo caso può esserci un problema alla tiroide che provoca un rallentamento del metabolismo, con conseguente accumulo di peso, oppure un'accelerazione totale, con perdita rapida di peso. Il problema della tiroide non deve essere sottovalutato, nelle donne insomma può portare ad infertilità, depressione, stanchezza cronica, svogliatezza ed in gravidanza c'è il rischio maggiore di aborto. Aspetti che sicuramente non faranno bene a chi desidera di avere un figlio, è quindi facile pensare come ci sia la necessità di incrementare l'assimilazione di iodio e ciò è possibile solo attraverso l'alimentazione, talvolta ci si affida a degli integratori alimentari. Gli alimenti più ricchi di iodio sono: pesce, carne, uova, cereali, frutta e verdura, ma sono soprattutto alcuni tipi di pesce come merluzzo, tonno, sgombro e cozze a contenere una grande quantità di iodio. Vi sono però anche alimenti che contrastano l'assunzione di iodio come cavoli, cipolle, ravanello, rucola, senape, noci e crescione è quindi bene fare molta attenzione a cosa si mangia se si vuole incrementare l'assimilazione di iodio.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi e rischi legati alla carenza di iodio?
    La carenza di iodio compromette la produzione di ormoni tiroidei, essenziali per regolare il metabolismo. Nei bambini, questa carenza può causare gravi ritardi nella crescita e nello sviluppo cognitivo, noti come cretinismo. Negli adulti, il sintomo più visibile è il gozzo, ovvero l'ingrossamento della tiroide che cerca di compensare la mancanza di iodio stimolandosi eccessivamente. Tra gli altri effetti negativi figurano il rallentamento metabolico con conseguente aumento di peso, stanchezza cronica, depressione e, nelle donne, possibili problemi di infertilità o maggior rischio di aborto durante la gravidanza. È fondamentale monitorare questi segnali per intervenire tempestivamente.
  • Quanta iodio si dovrebbe assumere giornalmente in base all'età e allo stato fisiologico?
    Il fabbisogno giornaliero di iodio varia significativamente in base all'età e alle condizioni fisiche. Un bambino ha bisogno di circa 90 microgrammi al giorno, mentre un adolescente ne richiede 120. Per un uomo adulto, la dose raccomandata è di 130 microgrammi. Le donne in età fertile devono assumerne 150 microgrammi, ma questa quantità aumenta a 200 microgrammi durante la gravidanza e l'allattamento, periodi in cui il fabbisogno è particolarmente elevato per sostenere lo sviluppo del feto e la salute neonatale. Rispettare queste dosi aiuta a prevenire disfunzioni tiroidee e supporta il corretto metabolismo.
  • quali alimenti sono le migliori fonti naturali di iodio?
    Le fonti alimentari più ricche di iodio provengono dal mare. Pesce come merluzzo, tonno e sgombro, nonché molluschi come le cozze, contengono elevate quantità di questo oligoelemento. Anche la carne, le uova, i cereali, la frutta e la verdura contribuiscono all'apporto quotidiano, sebbene in misura minore rispetto ai frutti di mare. Poiché il contenuto di iodio negli alimenti vegetali dipende dalla presenza del minerale nel suolo, preferire prodotti coltivati in modo naturale o provenienti da zone costiere può garantire un apporto più consistente. Integrare regolarmente questi alimenti nella dieta è il metodo più sicuro per mantenere livelli ottimali.
  • Esistono alimenti che ostacolano l'assorbimento dello iodio?
    Sì, alcuni alimenti possono interferire con l'assimilazione dello iodio o influenzare negativamente la funzione tiroidea. Tra questi vi sono crucifere come cavoli, rapini, rucola e crescione, nonché cipolle, ravanello, senape e noci. Questi alimenti contengono sostanze che, se consumate in grandi quantità crude, potrebbero bloccare l'uptake dello iodio da parte della tiroide. Tuttavia, la cottura riduce spesso l'effetto gozzigeno di molte verdure. Chi soffre di problemi tiroidei dovrebbe fare attenzione al consumo eccessivo di questi cibi crudi e variare la dieta per non compromettere l'equilibrio ormonale.
  • Perché la carenza di iodio colpisce prevalentemente le donne?
    Le donne sono statisticamente più soggette a patologie tiroidee e carenza di iodio principalmente a causa dei maggiori fabbisogni fisiologici. Durante la gravidanza e l'allattamento, il corpo femminile richiede fino a 200 microgrammi di iodio al giorno, una quantità superiore a quella necessaria agli uomini o alle donne non gravide. Inoltre, le fluttuazioni ormonali tipiche del ciclo mestruale e della menopausa interagiscono con la salute tiroidea. Questa vulnerabilità rende essenziale per le donne prestare particolare attenzione all'apporto dietetico, integrando pesce e altri alimenti ricchi di iodio per prevenire squilibri metabolici e riproduttivi.

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