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Rame

Aggiornato il 24 ottobre 20124 capitoli5 domande frequenti
alimenti e rame

Il rame

Il rame appartiene alla famiglia degli oligoelementi. Suddetto minerale, risulta indispensabile per tutte le possibili forme di vita per le diverse funzionalità che esso svolge. Nell’organismo umano, il rame funge da catalizzatore delle reazioni enzimatiche, garantendo il corretto funzionamento degli organi e di tutti i processi dipendenti da essi. Molti enzimi e molte proteine, con ruoli di rilievo per l’organismo, sono strettamente dipendenti dal rame, per cui funzionano solo in presenza di suddetto elemento, o disattivano le loro stesse funzionalità in caso di carenza. I settori in cui il rame viene maggiormente coinvolto, sono quelli legati al corretto apporto e svolgimento delle funzioni del ferro e dell’emoglobina, ad enzimi importanti con funzioni anti-ossidanti, di protezione dalle malattie degenerative. Il rame, ricopre un ruolo specifico nel contrastare l’insorgenza di malattie di tipo infettivo, stimolando la produzione di leucociti: la presenza di rame nel sangue, tende ad aumentare esponenzialmente in presenza di infezioni, mentre di contro, tende a diminuire la presenza di ferro che invece facilita la produzione virale e batterica. Questa specifica proprietà viene sfruttata dal punto di vista terapeutico: il rame viene somministrato se l’organismo è affetto da specifiche infezioni, poiché la sua presenza, favorisce l’innalzamento delle difese immunitarie, ai fini di una rapida risoluzione del processo infettivo. Il rame, è assolutamente indispensabile per la sopravvivenza degli organismi, umani animali e vegetali, anche se presente in minime quantità. Il quantitativo stesso, tende inoltre a variare, a seconda che si tratti di un soggetto adulto, di sesso maschile o femminile. Le dosi di questo elemento vanno aumentate nelle donne in attesa e in soggetti che ne palesano carenza; il fabbisogno giornaliero, è invece pari a meno di un milligrammo per i soggetti adulti di sesso maschile e femminile, e ancor inferiore nei neonati e nei bambini. Il rame viene coinvolto in una serie di processi di sintesi enzimatica e favorisce il corretto funzionamento di numerosi organi. Questo elemento gioca un ruolo fondamentale nella formazione del tessuto osseo, del cervello, del cuore. Si occupa inoltre della formazione e del trasporto dei globuli rossi, della formazione delle cellule, del lavoro attribuito alle proteine. Il rame, ha la capacità di contrastare l’attacco dei radicali liberi, per cui, favorisce il rinnovo cellulare. Il rame assume grande importanza nella regolazione dei processi legati al sistema cardio-vascolare: essendo uno stimolatore di elastina, il rame contribuisce a mantenere intatte le autostrade venose che si legano al cuore, prevenendo in questo modo la manifestazione di patologie ischemiche sul piano linfatico venoso e coronario. E’ inoltre utile per la regolarizzazione dei livelli di colesterolo nel sangue. L’importanza di questo oligoelemento sul piano del sistema linfatico venoso, fu appurata agli inizi del novecento, mediante uno studio specifico effettuato su cavie. I ratti, presi in esame, che venivano nutriti con del latte povero di rame, sviluppavano un quantitativo esiguo di globuli rossi. L’anemia dei ratti, era presente anche negli organismi umani che manifestavano la medesima carenza. Il rame, ha assunto dunque una grandissima importanza sul piano funzionale sia per forme di vita animale che umana.

Benefici del rame

Il rame, ha una grandissima importanza per il corretto sviluppo del feto. Le donne in fase di gestazione, e in fase di allattamento, devono infatti assumere un quantitativo maggiore del suddetto oligoelemento per favorire la corretta formazione e nutrizione del feto. Il neonato, possiede infatti un quantitativo relativamente alto di rame, quantitativo che tende a diminuire notevolmente durante le prime settimane di vita. Il latte materno o anche il latte in polvere, sono scarsi di rame, per cui, è necessario alimentarne il quantitativo per favorire tutte le funzioni necessarie. Il rame infatti, interviene nelle sintesi epatiche, nella respirazione cellulare, nel favorire il corretto funzionamento del cuore, nel tutelare la pelle e il sistema immunitario. Una carenza di rame, può comportare problemi di tipo neurologico, cardiaco e muscolare soprattutto ai nascituri. Patologie affini, possono manifestarsi anche in soggetti adulti a causa di una carenza di questo elemento. Per ovviare a queste mancanze, è sempre necessario alimentarsi in maniera corretta ed equilibrata. Il rame, viene assorbito dall’organismo mediante una dieta appropriata, che si basi su alimenti che ne contengono le giuste quantità. Esso passa per lo stomaco, poi nel duodeno, per arrivare all’intestino tenue. All’interno dell’organismo stesso, avvengono precisi processi definiti di “omeostasi”: suddetti processi, garantiscono l’assorbimento del giusto quantitativo di rame, evitandone le scorte in eccesso e soprattutto la perdita. Il rame è un potentissimo antiossidante, viene infatti chiamato in causa, per la ricostruzione delle cellule, per la stimolazione del collagene, per combattere le rughe e d i segni del tempo. Il rame viene assorbito mediante le cellule stesse, mediante il suo stretto legame con l’albumina, e con altri tipi di proteine che ne favoriscono la distribuzione. Il rame in surplus, tende a ritornare direttamente al fegato, ove si colloca la cosiddetta riserva di rame, alla quale l’organismo va ad attingere in caso di manifestata mancanza.

Carenze di rame

L’assorbimento del rame, però, può essere per cosi dire ostacolato da altri processi o da altri elementi: il rame infatti può essere inibito dalla presenza di zinco, del ferro o di alcune vitamine. Il rame può inoltre non essere assorbito completamente dall’organismo, nonostante il notevole apporto mediante l’alimentazione, in caso di problematiche relative all’apparato digerente. In questo caso, è possibile registrare una mancanza di questo oligoelemento che arriva all’organismo, ma senza successo. Il rame viene espulso dal corpo tramite sintesi biliare o tramite feci. Come sottolineato sopra, il rame non è prodotto dagli organismi viventi, per cui è necessario farne scorte di rifornimento mediante l’alimentazione. I cibi, in cui questo elemento è maggiormente contenuto, sono i molluschi e tutte le varietà dei crostacei, alcuni tipi di carne, e alcuni legumi tra cui i fagioli e lenticchie, il cioccolato, la frutta secca. Altre fonti di rame sono le patate, i piselli e il frumento e alcuni frutti, tra cui vanno menzionate le mele e alcuni frutti esotici. Anche l’acqua è ricca di rame, ma solo in quantità minime. Il contenuto maggiore arriva dal cibo stesso. Essendo differenti gli alimenti in cui il rame è contenuto, è parecchio difficile registrare una notevole carenza di rame. Gli individui che manifestano questo tipo di problematica, possono rimediare assumendo specifici integratori: la terapia riparatoria, viene di solito consigliata se la presenza di rame è determinata da determinate patologie: eccessiva presenza di ferro, eccessiva presenza di zinco, difficoltà digestive, cure farmacologiche che tendano ad inibire l’assorbimento del rame, o anche in caso di malattie relative al tessuto osseo. Superano ampiamente in numero in casi di carenza di rame che di eccesso: quest’ultimo viene curato con l’eliminazione dei cibi che lo contengono. La carenza invece, può causare problematiche di diverso genere inerenti al sistema immunitario, all’apparato linfatico venoso, al cuore, al cervello, all’apparato digerente, alle ossa. Le conseguenze peggiori sono un rischio elevato di contrazione di infezioni, patologie inerenti al miocardio, infarti ed ictus, stress, deperimento, mancanza di concentrazione, anemia, stanchezza. Di contro, quantitativi eccessivi di rame (assolutamente più rari), possono determinare controindicazioni come diarrea e vomito, patologie del fegato, disturbi quali stress, nervosismo irritabilità, in alcuni casi il rame può diventare tossico e portare anche a stati comatosi e alla morte. Il nostro organismo, in ogni caso è sufficientemente in grado di bilanciare le giuste quantità di suddetto minerale, senza registrarne mancanze o eccessi.

Morbo di Wilson e morbo di Menkes

Due patologie molto rare, tendono ad impedire l’assorbimento del rame da parte degli organi, e possono quindi conseguenza portare gravi scompensi e la morte. Il morbo di Menkes, è una patologia che interessa il fegato: suddetta patologia impedisce l’assorbimento del rame, che resta nell’intestino e non arriva al fegato. Questa patologia, comporta gravissime conseguenze come problemi a livello neuronale, mancanza di capelli, difficoltà deambulatorie. Si manifesta sempre nei neonati e nei bambini, e ancora oggi, è difficile trovare una cura idonea. Il morbo di Wilson, è l’antitesi del morbo di Menkes. Questa patologia, presenta invece un accumulo eccessivo di rame nel fegato che comporta scompensi come difficoltà di movimento, problemi circolatori, problemi cardiaci, ritardi mentali. Questa malattia, risulta essere curabile ad oggi, e si presenta anch’essa nei neonati. Il rame è di fondamentale importanza anche per la vita degli animali e delle piante. Esso infatti, se carente, viene somministrato nelle giuste dosi. Il quantitativo di minerali, viene riscontrato mediante specifiche analisi, o mediante il test del mineralogramma. La maggior parte delle patologie riguardanti il corpo umano, derivano da una carenza di minerali, proteine, vitamine. Tutte queste sostanze, vengono o sintetizzate dallo stesso organismo, o assimilate, mediante una corretta alimentazione. Per mangiare sano, è necessario variare, ovvero inserire nella propria dieta, una serie di cibi diversi, aumentando il dosaggio di quello che contengono elementi di cui è possibile registrare eventuali carenze. Non esiste altro modo per assicurarsi un benessere quotidiano, se non quello di mangiare bene e nutrirsi in maniera precisa e peculiare. Per non scarseggiare di rame, è bene inserire nella propria dieta carne, pesce, cioccolata e legumi in quantità. Il cibo è la salvezza del nostro benessere quotidiano e futuro.

Domande frequenti

  • Quali sono gli alimenti più ricchi di rame da includere nella dieta?
    Per garantire un adeguato apporto di rame, è fondamentale variare la dieta inserendo cibi specifici. Le fonti principali includono i molluschi e i crostacei, che ne sono particolarmente ricchi, seguiti da varie tipologie di carne. Tra i vegetali, spiccano i legumi come fagioli e lenticchie, insieme a noci, mandorle e altra frutta secca. Altri ottimi fornitori sono il cioccolato fondente, le patate, i piselli, il grano e alcuni frutti come le mele. Anche l'acqua può contribuire, sebbene in quantità minori rispetto al cibo solido. Una dieta equilibrata e varia riduce drasticamente il rischio di carenza.
  • Come agisce il rame sul sistema immunitario e contro le infezioni?
    Il rame svolge un ruolo cruciale nel potenziare le difese immunitarie, in particolare stimolando la produzione di leucociti, le cellule bianche del sangue responsabili della lotta contro patogeni e virus. Durante un'infezione, i livelli ematici di rame tendono ad aumentare significativamente per contrastare l'attacco esterno. Parallelamente, il rame aiuta a ridurre la disponibilità di ferro, un nutriente che spesso favorisce la proliferazione batterica e virale. Questa duplice azione rende il rame un alleato essenziale per accelerare la risoluzione dei processi infettivi e mantenere l'organismo in stato di salute ottimale.
  • Chi ha bisogno di dosi maggiori di rame e perché?
    Il fabbisogno giornaliero standard per un adulto è inferiore a un milligrammo, ma ci sono fasi della vita che richiedono un aumento dell'apporto. Le donne in gravidanza e quelle in allattamento necessitano di quantità superiori per supportare la corretta formazione e nutrizione del feto, nonché per prevenire complicanze neurologiche o cardiache nel neonato. Inoltre, i soggetti che presentano evidenti carenze cliniche, chi soffre di patologie che compromettono l'assorbimento intestinale o chi assume farmaci che interferiscono con il metabolismo minerale, dovrebbe monitorare attentamente i propri livelli e, sotto consiglio medico, integrare la dieta.
  • Cosa succede in caso di carenza o eccesso di rame?
    La carenza di rame è rara ma può causare anemia, stanchezza cronica, indebolimento del sistema immunitario, problemi cardiovascolari e neurologici, oltre a fragilità ossea. Al contrario, un eccesso di rame è molto più raro e generalmente dovuto a cause genetiche o ambientali; i sintomi includono nausea, vomito, diarrea, irritabilità e, nei casi gravi, danni epatici o tossicità sistemica. L'organismo possiede meccanismi di omeostasi efficaci: regola l'assorbimento e smaltisce l'eccesso attraverso la bile e le feci, accumulando riserve nel fegato quando necessario. Tuttavia, squilibri persistenti richiedono valutazione medica.
  • Esistono fattori che bloccano l'assorbimento del rame?
    Sì, l'assorbimento del rame a livello intestinale può essere compromesso da diversi fattori. La contemporanea assunzione di alte dosi di zinco o ferro può inibire l'assimilazione del rame, creando una competizione per i siti di assorbimento. Inoltre, condizioni patologiche dell'apparato digerente, come malattie infiammatorie intestinali o interventi chirurgici, possono ridurre drasticamente la capacità dell'intestino di captare il minerale. Anche alcune vitamine, se assunte in modo sbilanciato, potrebbero interferire. Chi soffre di questi disturbi digestivi potrebbe assorbire poco rame pur consumando cibi ricchi, rendendo talvolta necessaria un'integrazione mirata supervisionata da specialisti.

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