erbe depurative

Verdure

10 erbe depurative

Quando si ha bisogno di depurare l'organismo un ottimo rimedio è l'utilizzo di erbe che svolgono una funzione depurative.

di Redazione

01 ottobre 2018

Erbe depurative

In molte situazioni si può sentire l’esigenza di riportare equilibrio nel proprio organismo. È un desiderio pressante dopo le festività natalizie o pasquali, quando siamo portati a mangiare di più, tra l’altro alimenti ricchi di grassi e zuccheri semplici. Stessa situazione si ha al ritorno dalle vacanze: i pranzi a buffet “tutto compreso”, gli snack e i dolciumi, assaggiati anche solo per curiosità, possono rendere impegnativo il lavoro di fegato, cistifellea e reni, dandoci un aspetto affaticato. Per rimediare dobbiamo tornare ad una dieta ricca di verdura e frutta, cereali integrali e proteine magre. Bere molto è poi un indispensabile aiuto per fegato e reni. Oltre all’acqua, possiamo prendere in considerazione tisane e decotti. Sono gradevoli e, se scelti con cura, aiuteranno gli organi atti alla depurazione. Ecco qualche suggerimento.

Tarassaco

Un classico delle tisane, famoso per la sua capacità di stimolare la diuresi. Ha anche effetti positivi a livello biliare ed epatico. Naturalmente possiamo usare le foglie fresche nelle insalate o nelle frittate; molto efficace è poi il decotto a base di foglie e radici essiccate. Sono sufficienti 5 g in una tazza, da far bollire per almeno 10 minuti.

Filipendula ulmaria

Agisce in maniera completa su fegato e reni stimolando la diuresi e riducendo significativamente gli stati infiammatori. È particolarmente indicata a chi soffre di gotta, di reumatismi e dolori articolari. Le tisane a base di quest’erba si trovano facilmente in erboristeria: si consigliano fino a 3 tazze al giorno.

Scorzonera e scorzo bianca

Queste radici, dallo spiccato sapore amaro, sono preziosissime per la nostra salute. Bisognerebbe consumarle, cotte, almeno una volta alla settimana: il contenuto di inulina favorisce il transito intestinale e la selezione di un buon microbiota. Ottimo anche il loro succo perché stimola il fegato: sono sufficienti 2-4 cucchiaini/die per non più di 4 giorni.

Borragine

Un’erba comune allo stato spontaneo. Le foglie vengono usate comunemente in cucina. I bellissimi fiori blu sono ottimi freschi come decorazione; da secchi, diventano un ingrediente di tisane e decotti (20 g/l). Favoriscono la sudorazione e sono un forte stimolo per il fegato. Vanno usati però con cautela da chi è soggetto a problemi epatici.

Fumaria officinalis

Questa erba, diffusa nei prati, ha interessanti capacità depurative perché stimola e regola l’azione del fegato e della cistifellea. Possiamo usarne tutte le parti in infusione, da assumere 2-3 volte al giorno. Efficace è anche la polvere, sciolta in acqua e presa regolarmente, quindici minuti prima dei pasti.

Calluna vulgaris

Comune nelle nostre composizioni invernali, è uno scrigno di virtù: ha proprietà diuretiche e drenanti ed è consigliata a chi soffra di calcoli renali e cistiti. Di solito si usano i rami freschi, raccolti da piante non trattate. È sufficiente una manciata in un litro d’acqua, da lasciare in infusione per 5 minuti.

Ribes nero

Questi arbusti spontanei vengono in aiuto di chi voglia perdere peso. Ci aiutano a proteggere il fegato e a stimolare diuresi e funzioni intestinali. Ottimo è il succo ricavato dai frutti, ma il massimo si ottiene dalla tintura madre o da foglie e germogli essiccati. È sufficiente lasciarne in infusione 3 gr in una tazza, per circa 10 minuti.

Rosmarino

Aromatica tra le più conosciute, è anche una preziosa officinale. È ottima per stimolare la secrezione della bile e quindi per facilitare la digestione, specialmente degli alimenti grassi. Possiamo usare l’olio essenziale od optare per una tisana di foglie fresche, da lasciare in infusione per 5 minuti.

Cardo mariano

Conosciuto già nell’antichità per i suoi effetti positivi sul fegato: stimola il rinnovamento dei tessuti riducendo l’impatto di epatiti e cirrosi. La parte più utilizzata sono i semi secchi, passati al mortaio. Possiamo aggiungerli alle pietanze o usarli per un decotto:3 g in 200 ml d’acqua, da lasciare sobbollire per circa mezz’ora.

Malva

Una delle officinali più famose. Usata per le sue virtù calmanti, induce anche rilassamento nell’intestino, favorendo il transito e l’eliminazione delle scorie. Possiamo raccogliere noi stessi i fiori, in zone poco inquinate, o acquistarli in erboristeria. Da essiccati sono ottimi per tisane, da consumare anche 4 volte al dì.

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Domande frequenti

  • Quali sono le migliori erbe depurative per supportare fegato e reni dopo le feste?
    Per ripristinare l'equilibrio post-festivo, il tarassaco è un classico insostituibile grazie alla sua potente azione diuretica e biliare. Il cardo mariano, invece, agisce specificamente sul fegato stimolando il rinnovo cellulare e proteggendolo dagli stress metabolici. Anche la fumaria officinalis risulta eccellente per regolare le funzionalità epatiche e della cistifellea. Combinare queste piante in tisane o decotti, insieme a una dieta leggera ricca di verdure e idratazione abbondante, aiuta a smaltire le tossine accumulate da eccessi alimentari e a ridurre il senso di pesantezza.
  • Come si preparano correttamente i decotti di tarassaco e cardo mariano?
    Per il tarassaco, utilizza 5 grammi di foglie e radici essiccate in una tazza d'acqua: porta a ebollizione e lascia cuocere per almeno 10 minuti per estrarre pienamente i principi attivi. Per il cardo mariano, schiaccia leggermente 3 grammi di semi secchi al mortaio e mettili in 200 ml d'acqua. Porta a bollore e fai sobbollire per circa mezz'ora. Entrambe le preparazioni vanno filtrate e consumate tiepide. Questi metodi di estrazione a caldo sono fondamentali per liberare i composti benefici contenuti nelle radici e nei semi, massimizzando l'effetto depurativo sugli organi preposti all'eliminazione delle scorie.
  • La borragine è sicura per tutti o presenta controindicazioni specifiche?
    La borragine è un'erba spontanea molto utile per favorire la sudorazione e stimolare il fegato, spesso impiegata sotto forma di infuso di fiori secchi. Tuttavia, va utilizzata con estrema cautela, soprattutto da chi soffre già di patologie epatiche preesistenti. Sebbene sia generalmente considerata benefica per la depurazione, la presenza di alcaloidi pirrolizidinici richiede prudenza nell'uso prolungato o ad alte dosi. Si consiglia di limitarne l'assunzione a cicli brevi e di consultare un professionista della salute prima di includerla nella propria routine, specialmente in caso di condizioni mediche croniche o gravidanza.
  • Quali erbe sono indicate per chi soffre di ritenzione idrica e dolori articolari?
    La Filipendula ulmaria è particolarmente indicata in questi casi, poiché agisce in modo completo su fegato e reni, stimolando la diuresi e riducendo significativamente gli stati infiammatori. È quindi un alleato prezioso per chi soffre di gotta, reumatismi e dolori articolari. Un'altra op valida è la Calluna vulgaris, nota per le sue proprietà diuretiche e drenanti, utile anche in caso di calcoli renali e cistiti. L'assunzione regolare di tisane a base di queste piante, fino a tre tazze al giorno per la filipendula, può aiutare a eliminare i liquidi in eccesso e alleviare l'infiammazione sistemica.
  • Come utilizzare scorzonera e scorzo bianco per migliorare il transito intestinale?
    Le radici di scorzonera e scorzo bianco sono ricche di inulina, una fibra prebiotica fondamentale per nutrire il microbiota intestinale e favorire un transito regolare. Il metodo migliore è consumarle cotte, preferibilmente almeno una volta a settimana, per apprezzarne il sapore amarognolo e i benefici digestivi. In alternativa, il succo fresco di queste radici è un potente stimolatore epatico: bastano 2-4 cucchiaini al giorno per un periodo massimo di quattro giorni. Questa breve somministrazione aiuta a 'pulire' il fegato senza sovraccaricare l'organismo, integrandosi perfettamente con una dieta depurativa.

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