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In Acqua

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Il dorso è uno stile di nuoto particolarmente complesso. Rispetto agli altri stili, prevede che il viso sia rivolto in alto fuori dall’acqua. Si nuota in posizione orizzontale, sfruttando la potenza delle braccia e delle gambe.

di Redazione

24 settembre 2026

Nuoto: stile dorso

Il nuoto è da sempre apostrofato come lo sport più completo fra tutti. Il corpo è completamente immerso nell’acqua e con questa diventa un tutt’uno attraverso la sincronia dei movimenti che il nuotatore effettua fendendola, solcandola, carezzandola. È uno sport che si declina in diversi stili che coinvolgono tutta la muscolatura del corpo, in particolare gli arti inferiori e superiori. Il dorso è una di queste particolari declinazioni. Non è solo un modo di nuotare, puro e semplice. È uno stile preciso del nuoto che richiede un’armonia totale tra gli arti e un sincronismo esatto. Il dorso viene comunemente definito da molti come lo stile più semplice; solitamente ci si approccia al nuoto con questo tipo di nuotata, ma ciò non lo esula da particolari difficoltà che a questo stile sottendono, che vengono ampiamente superate solo con il tempo e con l’abilità di conoscere il proprio corpo e il proprio stile. L’affinamento di questo stile avviene con il tempo e con l’esperienza.

Come si nuota in questo stile

Nel dorso, si nuota con il viso rivolto verso l’alto, di conseguenza, rispetto agli altri stili, la respirazione è favorita ampiamente. Il corpo deve trovarsi in posizione orizzontale rispetto all’acqua; le gambe restano distese esattamente come le braccia. Il capo invece è fermo e lo sguardo è tendenzialmente rivolto in alto. Le gambe danno la spinta e favoriscono l’avanzata, per cui è importante che restino ben salde e che si muovano sincronicamente durante la nuotata. I piedi devono restare dritti, come se si stesse ballando sollevandosi sulle punte. In questo modo i muscoli delle gambe saranno maggiormente tesi e si eviterà uno spreco di energia nei movimenti. Le gambe devono muoversi velocemente effettuando affondi nell’acqua di circa quaranta centimetri. I movimenti devono essere veloci ma non convulsi. È importante che le gambe siano sempre in armonia con le braccia. Non devono inoltre superare il pelo dell’acqua, infatti né i piedi né le ginocchia devono fuoriuscire.

Il sincronismo del corpo

Tutto si svolge sotto il pelo dell’acqua, anche se si ha la tendenza a sollevare le ginocchia verso l’alto. Le braccia, in questo stile, hanno un’importanza fondamentale, poiché danno una spinta superiore rispetto alle gambe. Le bracciate devono essere precise e veloci. Il braccio, durante la fase di sollevamento, deve essere teso; il palmo della mano, invece, deve rivolgersi all’esterno. Durante la bracciata, il braccio deve sfiorare la testa e l’orecchio, per poi affondare la mano nuovamente nell’acqua. Le braccia si alternano: mentre la destra sale, la sinistra scende e viceversa. La spinta viene data nell’acqua ed è detta anche trazione. La frustata, ovvero il movimento del braccio fuori dall’acqua, serve solo per il sincronismo del movimento stesso.

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Domande frequenti

  • Lo stile dorso è davvero il più facile per imparare a nuotare?
    Anche se spesso viene consigliato ai principianti perché permette di respirare liberamente senza dover girare la testa, il dorso nasconde diverse complessità tecniche. La difficoltà principale risiede nel mantenere il corpo perfettamente orizzontale e nella coordinazione degli arti senza poter vedere dove si va. Richiede un equilibrio delicato: le gambe devono rimanere tese e vicine alla superficie per evitare resistenza, mentre le braccia devono eseguire un movimento circolare preciso. Con la pratica e l'esperienza, questi elementi diventano naturali, trasformando uno stile apparentemente semplice in una tecnica raffinata.
  • Qual è la corretta posizione delle gambe durante il dorso?
    Le gambe sono fondamentali per la propulsione e l'equilibrio. Devono restare distese e unite, muovendosi con un'onda continua dal bacino, non dalle ginocchia. È cruciale che i piedi siano rilassati ma puntati, simili a un movimento di danza sulle punte, per massimizzare la spinta. Le ginocchia e i piedi non devono mai emergere dalla superficie dell'acqua; se così fosse, si creerebbe un'eccessiva resistenza idrodinamica. Gli affondi devono essere rapidi ma controllati, coprendo una profondità di circa 40 centimetri, mantenendo sempre la sincronia con il movimento delle braccia.
  • Come devono muoversi le braccia nello stile dorso?
    Le braccia svolgono il ruolo principale nella propulsione. Il movimento si divide in due fasi: la trazione sott'acqua e il recupero aereo. Durante la trazione, il braccio entra nell'acqua vicino alla linea mediale del corpo, il palmo ruota verso l'esterno e spinge indietro fino al fianco. Nel recupero, il braccio rimane teso e scorre sopra l'acqua, sfiorando quasi le tempie o le orecchie prima di rientrare. Le braccia lavorano in alternanza: mentre una tira, l'altra recupera. Questo sincronismo garantisce una continuità di avanzamento senza interruzioni nella velocità.
  • Quanto conta la respirazione nello stile dorso rispetto ad altri stili?
    La respirazione nello stile dorso è notevolmente facilitata rispetto al rana o al farfalla, poiché il viso è costantemente rivolto verso l'alto, fuori dall'acqua. Questo permette un respiro continuo e regolare senza bisogno di coordinare il respiro con battute specifiche delle gambe. Tuttavia, bisogna prestare attenzione a non irrigidire il collo o a inclinare troppo indietro la testa, il che potrebbe compromettere la posizione orizzontale del corpo. Una respirazione diaframmatica calma e costante aiuta a mantenere il rilassamento muscolare necessario per un nuoto efficiente e privo di sprechi energetici.

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