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Partorire in acqua

Aggiornato il 16 marzo 20166 capitoli5 domande frequenti
parto in acqua

Partorire in acqua

Il parto è un evento molto importante nella vita di una donna. Per alcune donne rappresenta un brutto ricordo, specie se si presentano problemi durante la gravidanza. In questi casi, il supporto psicologico è fondamentale. Quando la gravidanza procede per il verso giusto, la neomamma non aspetta altro di tenere sul proprio petto il nascituro. E' un momento in cui si alternano dolore e piacere, ansia e tranquillità, per cui difficilmente si dimenticano un emozione simile. In ogni caso, molte strutture ospedaliere si stanno organizzando per attenuare e contenere i dolori del parto 'naturale' mediante il parto in acqua. Secondo alcuni studiosi, il movimento ondulatorio dell'acqua determina un'effetto piacevole sul corpo della donna. La mente della donna sarà distratta dal dolore poichè sono messi in circolo gli ormoni del piacere.

Le origini

Il parto in acqua è una tecnica che ha avuto origine negli anni 90'. Inizialmente, le partorienti venivano immerse nell'acqua calda per facilitare il lavoro del neonato. Questa pratica, attualmente, è molto diffusa e viene effettuata in diverse strutture ospedaliere di molti paesi Europei e anche in Italia, prevalentemente nel centro-nord. Il parto in acqua può essere compiuto anche da coloro che sono al primo parto il cui utero non è estremamente dilatato. Le ostetriche decidono s'è il caso di effettuare un parto in acqua valutando diversi fattori. Quando si presenta una gravidanza a rischio, si preferisce eseguire un parto cesareo e quindi proseguire con un iniezione epidurale. L'equipe medica, inoltre, può far espletare il parto anche in casa, ovvero tra le proprie mura domestiche. C'è bisogno di una maggiore competenza, in quando bisogna prevenire un'eventuale problematica ed essere sempre pronti ad agire.

Come si svolge il parto in acqua

Il parto in acqua prevede l'utilizzo di una vasca idromassaggio con termostato regolarizzabile. Le caratteristiche della vasca devono essere ben precise: essa deve avere dimensioni tali da poter consentire alla partoriente di compiere tutti i movimenti desiderati ( può accovacciarsi, alzarsi, uscire e rientrare liberamente); la vasca deve essere dotata di maniglie mediante le quali la donna può alzarsi e aggrapparsi per sopportare il dolore delle contrazioni. L'acqua della vasca deve essere impostata sui 36°C. Solo al momento dell'espulsione, la temperatura viene innalzata per favorire l'adattamento al neonato. Inoltre, la vasca deve disporre di un sistema di filtrazione che permetta un costante ed efficiente ricambio di acqua pulita, poichè durante e in precedenza all' espulsione del feto, la madre emette vari liquidi biologici che contaminano l'acqua. Il meccanismo filtrante è indispensabile per l'igiene della madre e del nascituro affinchè si riduca la carica microbica nella vasca. L'emissione di materiale fecale nella vasca contamina l’acqua da diversi microrganismi, come l'Escherichia Coli. Questo batterio vive nell'intestino dell'uomo e si elimina mediante le feci; anche se rappresenta un comune abitante dell'intestino e ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, ci sono situazioni in cui E. coli può provocare malattie nell'uomo e negli animali, sopratutto nei neonati le cui difese immunitarie non sono completamente sviluppate. Alla donna, una volta nella vasca, va monitorata la frequenza cardiaca del nascituro per essere sicuri che il feto sia in vita. Il neonato deve poter disporre di un ambiente termico appropriato, quindi deve essere impostato a inizio del travaglio. Ci sono travagli che possono durare anche un'intera giornata.

Perchè scegliere il parto in acqua

La donna che decide di partorire in acqua, si sentirà più leggera e si sentirà trasportata dall'acqua stessa. Infatti i movimenti inducono la donna a partorire più facilmente e la dilatazione della zona interessata avviene più rapidamente. Questa tecnica è quasi indolore. La procedura del parto in acqua è particolarmente adatta, quindi, per le donne in sovrappeso, poichè non solo l'acqua svolge un effetto dilatante della cervice, ma la donna avrà più possibilità di muoversi, cosa che non accade sul letto del ginecologo. La paziente che decide di partorire in acqua è meno ansiosa e più serena. Siccome il dolore percepito è relativamente basso, la madre è più concentrata durante la spinta e riesce a respirare meglio. L’umidità dell’ambiente le permette di inspirare profondamente e può essere di particolare aiuto nelle donne asmatiche. Al momento del parto non vi è alcun pericolo per il nascituro. Non ingerirà l'acqua in quanto l'equipe medica procederà con le prime procedure assistenziali, ovvero si occuperà di deporre il neonato su un piano rigido sul quale sarà effettuata l'aspirazione oro-faringea. Nei tessuti molli dell'apparato respiratorio, possono essere contenute piccole quantità di liquido amniotico che possono causare distress respiratorio, sopratutto se il neonato è pretermine. Il neonato inoltre va asciugato con un telino sterile e riscaldato, affinchè non subisca bruschi cali di temperatura. Il tono muscolare, il colorito, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la reattività agli stimoli sono solo alcuni parametri che vanno valutati. Il neonato presenterà, al momento della nascita, un colore bluastro delle estremità corporee, come dita delle mani e dei piedi, bocca, e orecchie, il che è del tutto fisiologico e non deve destare preoccupazione. La recisione del cordone avviene in sala parto, mediante l'ausilio di due pinze emostatiche, poste a pochi centimetri dall'addome del piccolo. Il braccialetto identificato sarà posto sia alla madre che al neonato, sul quale saranno segnati il peso, il cognome della madre e la data di nascita. Sono molti i casi di scambi di neonati nell'unità di degenza, per cui è necessario fare molta attenzione. Occorre tenere presente anche la gioia della madre, che vedrà per la prima volta il suo bambino tanto immaginato. L'acqua facilita l'espulsione del feto, per cui si sentirà meno dolore e la madre accoglierà diversamente il proprio piccolo.

I benefici del parto in acqua

Durante il parto in acqua, la carica microbica può causare danni al nascituro? Quale meccanismo fisiologico fa si che il neonato non ingerisca acqua durante il parto? Queste sono solo alcune domande che la madre pone all'equipe medica ed infermieristica per salvaguardare la vita e la salute di suo figlio. Abbiamo già detto che la carica microbica può essere controllata mediante dei sistemi di filtrazione molto moderni, simili a quelli che si trovano nelle camere operatorie. Anche in quei casi, le infezioni sono molto temute. Molto spesso ci si preoccupa più delle infezioni anzicchè dell'intervento chirurgico in se per se. Un infezione contratta durante un intervento chirurgico mette in cattiva luce l'ospedale stesso. Chi si sottoporrebbe ai ferri, sapendo che in quel determinato ospedale, non avviene una corretta sterilizzazione dei presidi e dell'ambiente? Nessuno. E lo stesso accade per una partoriente, la quale è estremamente attenta alla vita del suo piccolo indifeso. Nessuna futura mamma partorirebbe in luogo sporco e malsano. Ad essere compromessa, non è solo la vita del nascituro, ma anche la sua. Le infezione che una partoriente può contrarre sono tantissime, proprio perchè espone i suoi genitali all'ambiente esterno.

Recenti studi

Dopo anni di ricerche e di studi, si è giunti alla conclusione che il parto in acqua rappresenta una modalità di nascita sicura per il neonato. Ciò è dovuto ad un riflesso del neonato, il diving reflex, il riflesso dell'immersione. In neonato, in modo del tutto naturale, evita che l'acqua penetri nella trachea e nell'esofago. A contatto con l'acqua della vasca e il liquido amniotico nel grembo della madre, sono costantemente stimolati i recettori cutanei, i quali bloccano la respirazione mediante il naso. Infatti il neonato, almeno inizialmente, respira mediante il naso. Nelle fasi successive, l'alitamento delle pinne nasali delle far sospettare dispnea. Il diving reflex fa si che il neonato possa trattenere il respiro se posto in acqua per alcuni secondi. Molto importante è anche la presenza del personale qualificato (tra cui l’ostetrica, l’infermiera pediatrica eccetera),i quali saranno pronti ad aiutare la futura mamma durante il momento più importante della sua vita, e la nuova creatura che sta per affacciarsi al mondo, e prestare soccorso in caso di necessità. Quando le contrazioni diventano più fitte e si presentano con una maggiore frequenza, si intuisce che questa lotta tra gioia e dolore sta per giungere al termine e per la mamma è arrivato il momento di spingere forte seguendo, anche, le direttive dell’ostetrica. L'ostetrica cercherà di dare dei tempi al parto e alle spinte che la neomamma dovrà compiere, in modo da evitare ulteriori lacerazioni dell’utero e della vagina e ulteriore dolore. Si è potuto osservare anche che, nel caso del parto in acqua, tra le tante posizioni che la donna può assumere nella vasca, diversamente da come succede per i consueti parti, la posizione semi-eretta della donna facilita la fuoriuscita del bambino. Quindi si può affermare che parto in acqua è un'esperienza più dolce di quello tradizionale e limita le problematiche che sono presenti nel post-parto.

Domande frequenti

  • È sicuro per il neonato partorire in acqua? Riesce ad annegare?
    Sì, il parto in acqua è considerato sicuro grazie al "riflesso d'immersione" (diving reflex) presente nei neonati. Questo meccanismo fisiologico impedisce automaticamente l'inspirazione quando il viso entra in contatto con l'acqua, bloccando la respirazione attraverso il naso e chiudendo le vie aeree. Il bambino non respira ancora polmonarmente mentre è immerso, poiché ottiene ossigeno tramite il cordone ombelicale. Una volta estratto dalla vasca e portato all'aria, il primo pianto attiva la respirazione polmonare. È fondamentale che il personale medico sia presente per gestire immediatamente le prime cure e garantire che il neonato inizi a respirare correttamente senza rischi.
  • Quali sono i benefici principali del parto in acqua per la madre?
    Partorire in acqua offre numerosi vantaggi fisici e psicologici. L'acqua calda, solitamente mantenuta a 36°C, favorisce il rilassamento muscolare, riducendo significativamente la percezione del dolore e l'ansia. La galleggiabilità permette alla donna di muoversi liberamente, assumendo posizioni comode (come quella semi-eretta o accovacciata) che facilitano la dilatazione cervicale e la discesa del feto. Questo movimento continuo aiuta a velocizzare le fasi del travaglio e riduce il rischio di lacerazioni. Inoltre, l'ambiente umido facilita una respirazione profonda e regolare, utile soprattutto per le donne asmatiche o in sovrappeso, rendendo l'esperienza complessivamente più dolce e meno traumatica.
  • Come vengono garantiti igiene e sicurezza dalle infezioni durante il parto acquatico?
    L'igiene è rigorosamente controllata attraverso vasche dotate di sistemi di filtrazione avanzati, simili a quelli delle sale operatorie, che garantiscono un ricambio costante e efficiente dell'acqua per ridurre la carica microbica. Poiché durante il travaglio possono esserci emissioni di fluidi biologici, la filtrazione continua previene contaminazioni. Nonostante ciò, il personale medico monitora attentamente la situazione e, in caso di gravidanze a rischio o complicazioni, si opta per alternative più sicure come il parto cesareo. La struttura deve essere certificata e le procedure igieniche seguite con la stessa strictness di un intervento chirurgico, assicurando che né la madre né il neonato siano esposti a rischi infettivi.
  • Chi può accedere al parto in acqua e chi ne è escluso?
    Non tutte le donne possono partorire in acqua. L'idroterapia è generalmente indicata per gravidanze a termine, monosessuate, con presentazione cefalica e senza complicazioni mediche. Ostetriche e medici valutano caso per caso: sono escluse le gravidanze a rischio, quelle con infezioni attive, o quando sono necessarie monitoraggi continui invasivi. Se il travaglio presenta anomalie o se il feto mostra segni di sofferenza, si preferisce il parto tradizionale o il ricorso al cesareo. Inoltre, la disponibilità dipende dalla struttura ospedaliera, essendo questa pratica più diffusa nei centri del Nord-Centro Italia rispetto ad altre regioni.
  • Cosa succede subito dopo la nascita del bambino in acqua?
    Appena il neonato nasce, viene sollevato delicatamente fuori dall'acqua per essere deposto su un piano caldo e asciutto vicino alla vasca. Il personale sanitario effettua immediatamente l'aspirazione oro-faringea per rimuovere eventuali residui di liquido amniotico e verifica i parametri vitali come frequenza cardiaca, respiratoria e colorito. Il bambino viene asciugato con un telo sterile e avvolto per mantenere la temperatura corporea, evitando bruschi cali termici. Successivamente, il cordone ombelicale viene reciso con pinze emostatiche e vengono applicati i braccialetti identificativi a madre e figlio. In questa fase iniziale, è normale notare un colorito bluastru degli arti, fenomeno fisiologico che si risolve rapidamente con l'inizio della respirazione autonoma.

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