Batteri e spore del tetano

Malattie

Tetano

Il tetano è una grave infezione del sistema nervoso che si può contrarre quando ci si ferisce in ambienti sporchi di terra, ruggine o polvere.

di Redazione

03 giugno 2016

Il batterio Clostridium tetani

Il tetano è una patologia provocata dall'infezione da parte del batterio Clostridium tetani. Il microrganismo è anaerobio e si sviluppa quindi soltanto in assenza di ossigeno. Si trova in natura sia come spora che in forma vegetativa. Il batterio produce la tetanospasmina, una tossina molto potente che attacca il tessuto nervoso causando la malattia che si manifesta con gravissime contrazioni spastiche di tutta la muscolatura. Le spore sono generalmente presenti nella terra e nella polvere e possono restarci per anni, in uno stato quiescente. L'infezione può avvenire quando entrano nell'organismo attraverso una ferita profonda e lacero-contusa e, in particolare, quando sono presenti dei tessuti in necrosi. Solitamente i germi penetrano attraverso tagli con metallo, vetro, legno o spine. In questi casi la spora può dar vita al batterio vero e proprio la cui tossina causa la patologia.

Azione della tossina tetanica e inizio della patologia

La tossina batterica raggiunge il sistema nervoso centrale passando attraverso il sangue e i vasi linfatici. La sua azione si esplica mediante interferenza con i neurotrasmettitori che regolano la contrazione muscolare. Il tetano causa una paralisi spastica per mancanza di inibizione motoria con la contrazione dolorosa dei muscoli agonisti ed antagonisti allo stesso tempo. Tra il momento del ferimento e l'inizio dei sintomi intercorre un periodo di incubazione variabile da 3 giorni a 3 settimane, sebbene in alcuni casi possa durare solo poche ore. Di solito ad una fase di incubazione breve corrisponde un quadro clinico più serio e viceversa. Generalmente gli spasmi cominciano dalla testa e quindi si diffondono al tronco e agli arti. Un sintomo tipico è il trisma, la contrattura del muscolo massetere che conferisce al viso il "riso sardonico", con l'impossibilità di aprire la bocca.

Sviluppo della malattia, sintomi e tetano neonatale

Dopo la contrattura della muscolatura del volto, il paziente accusa rigidità al collo, ha problemi di deglutizione e tensione del ventre. Tra gli altri sintomi si manifestano tachicardia, che può comportare gravi aritmie, febbre e sudorazione. Il soggetto colpito da tetano resta sempre cosciente e ad ogni minimo stimolo, anche solo la luce e il rumore, si scatenano contrazioni che causano forte dolore. La diagnosi è clinica e non si eseguono esami di laboratorio. Il tetano neonatale, che riguarda soprattutto i Paesi meno sviluppati, colpisce i bambini ai quali viene tagliato il cordone ombelicale con strumenti non disinfettati e che hanno la madre non vaccinata, che non ha potuto quindi trasmettere al feto gli anticorpi. Il periodo di incubazione è di una o due settimane e la sintomatologia è la stessa degli adulti ma con un elevato tasso di mortalità.

Il trattamento del tetano e la vaccinazione preventiva

La terapia del tetano prevede l'impiego di immunoglobuline umane antitetaniche (TIG), la scrupolosa pulizia della ferita che deve essere liberata dal tessuto in necrosi, l'utilizzo di disinfettanti come il perossido d'idrogeno (acqua ossigenata) con azione ossidante. Sono inoltre previsti antibiotici, come la penicillina, utili per evitare che la tossina in circolo si fissi sul tessuto nervoso e per inibirne l'ulteriore produzione da parte dei batteri. Le immunoglobuline non possono agire contro la tetanospasmina che ha già attaccato le cellule nervose ed il trattamento delle contrazioni muscolari è sintomatico, con farmaci anestetici, sedativi, neuroplegici e curaro-simili. La malattia può essere efficacemente prevenuta con la vaccinazione mediante l'anatossina, una tossina tetanica privata dell'azione tossica, che riesce a stimolare la formazione di anticorpi specifici.

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Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi del tetano dopo una ferita?
    I primi segni compaiono solitamente tra i 3 e i 30 giorni dopo l'infortunio, anche se in casi gravi possono emergere entro poche ore. Il sintomo iniziale più caratteristico è il trisma, ovvero la contrattura dolorosa dei muscoli masticatori che impedisce di aprire la bocca, conferendo al viso un'espressione nota come 'riso sardonico'. Successivamente, la rigidità si estende al collo, rendendo difficile la deglutizione, e poi al tronco e agli arti. È fondamentale notare che il paziente rimane cosciente durante tutto il decorso, e qualsiasi stimolo esterno come luci o rumori può innescare violenti spasmi muscolari.
  • Come si contrae il tetano? Quali ferite sono più a rischio?
    L'infezione avviene quando le spore del batterio *Clostridium tetani*, presenti nel suolo, nella polvere o sulla ruggine, penetrano nell'organismo attraverso lesioni cutanee. Le ferite più pericolose sono quelle profonde, lacero-contuse o punteggiate (da chiodi, aghi, spine), poiché creano un ambiente privo di ossigeno (anaerobio) ideale per lo sviluppo del batterio. La presenza di tessuti necrotici o corpi estranei nella ferita aumenta ulteriormente il rischio, favorendo la trasformazione delle spore in batteri attivi che producono la potente tossina tetanospasmina.
  • Esiste una cura definitiva per il tetano una volta insorti i sintomi?
    Non esiste una cura che annulli immediatamente i danni neurali; il trattamento è intensivo e mira a contenere la progressione della malattia. Si somministrano immunoglobuline umane antitetaniche per neutralizzare la tossina libera prima che attacchi i nervi, mentre gli antibiotici (come la penicillina) uccidono i batteri residui impedendo ulteriore produzione di tossina. È cruciale pulire chirurgicamente la ferita rimuovendo i tessuti morti. I sintomi muscolari vengono gestiti con sedativi, anestetici e farmaci rilassanti per controllare le convulsioni dolorose e prevenire complicanze respiratorie o cardiache durante la degenza ospedaliera.
  • Quanto dura il periodo di incubazione e quanto è grave?
    Il periodo di incubazione varia tipicamente dai 3 ai 30 giorni, ma può ridursi a poche ore nei casi più aggressivi. Esiste una correlazione diretta tra la brevità dell'incubazione e la gravità della prognosi: tempi più brevi indicano un'alta carica batterica e una rapida diffusione della tossina, portando a un quadro clinico più severo. La mortalità rimane elevata nonostante le cure moderne, specialmente negli anziani o in chi non è vaccinato. Il tetano neonatale, dovuto a parti in condizioni igieniche precarie, presenta un tasso di mortalità particolarmente alto nei paesi in via di sviluppo.
  • La vaccinazione protegge per sempre dal tetano?
    No, la protezione offerta dal vaccino antitetanico non è permanente. La vaccinazione primaria induce la produzione di anticorpi protettivi, ma i livelli di immunità diminuiscono col tempo. Per mantenere una protezione efficace, sono necessari richiami periodici. In Italia, il calendario vaccinale raccomanda richiami ogni dieci anni per gli adulti, oppure dopo eventi traumatici specifici se è passato più di un decennio dall'ultimo dose. Solo la vaccinazione attiva con anatossina permette al sistema immunitario di sviluppare una memoria specifica contro la tossina tetanica.

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