Robin McKenzie (1931-2013)

Medicina Sportiva

Mckenzie esercizi

Vita frenetica e posture scorrette portano con se dolori alla schiena ed al collo. I Mckenzie esercizi offrono una soluzione rapida e sicura.

di Redazione

30 giugno 2017

Metodo McKenzie

Il fisioterapista Neozelandese Robin Mckenzie ha iniziato a sviluppare un metodo per curare problematiche inerenti la schiena ed il collo verso la fine del 1950, introducendo una serie di esercizi passivi ed attivi da svolgere sotto supervisione di un fisioterapista ma anche in piena autonomia.I McKenzie esercizi si basano su un concetto semplice ma estremamente efficace. La postura in flessione tipica di chi sta seduto porta alla riduzione degli spazi anteriori presenti tra vertebre contigue, con obbligo da parte del disco intervetebrale di portarsi posteriormente, dove è presente il midollo spinale. Da questa condizione, una volta resasi cronica la riduzione dello spazio anteriore, possono svilupparsi protrusioni prima ed ernie poi, il tutto accompagnato da dolore. I McKenzie esercizi hanno la capacità di riportare lo spazio anteriore presente tra i corpi vertebrali alla normalità.

McKenzie esercizi passivi

Nella categoria degli esercizi passivi, che utilizzano la forza di gravità come mezzo per esercitare un effetto terapeutico sul paziente abbiamo due esercizi. Nel primo esercizio il paziente si pone a faccia in giù, sdraiato su un materassino da ginnastica, portando le mani tra la fronte ed il materassino. Questa posizione di apparente riposo deve essere mantenuta per almeno cinque minuti. Se si dovesse avvertire dolore è possibile mettere un cuscino tra addome e materassino. Nel secondo esercizio partendo dalla posizione dell'esercizio numero uno ci si appoggia sui gomiti che sono stati portati all'altezza delle spalle, mantenendo anche in questo caso la posizione per cinque minuti. L'esecuzione dell'esercizio deve essere praticata ponendo particolare attenzione a mantenere la muscolatura paravertebrale in stato di rilassamento.

Mckenzie esercizi attivi

Nella fase attiva si svolgono i McKenzie esercizi partendo dalla posizione prona (a faccia in giù su materassino) o in piedi. Le mani vengono portate all'altezza delle spalle e i fianchi vengono mantenuti aderenti al materassino da ginnastica. Da questa posizione facendo forza solo con le braccia si allontanano le spalle dal materassino. Attenzione a non contrarre i glutei o i muscoli paravertebrali. La spinta deve essere generata dalle braccia, cui segue l'estensione della colonna vetebrale. Raggiunta la massima estensione,senza staccare il bacino dal materassino si mantiene la posizione per dieci secondi. Un secondo esercizio attivo prevede di posizionarsi in piedi, con i piedi leggermente divaricati. Le mani si posizionano sulla zona lombare con i pollici rivolti verso l'alto. Da questa posizione si estende la colonna all'indietro, mantenendo la posizione per circa 20 secondi per poi tornare alla posizione di partenza e ripetere.

Esercizi McKenzie per il collo

I McKenzie Esercizi trovano applicazione anche nel dolore cronico del collo. Sono stati sviluppati una serie di esercizi che hanno come obbiettivo il recupero dei movimenti normali del collo e l'eliminazione del dolore. Un primo esercizio va svolto stando seduti su una sedia, rilassandosi bisogna guardare davanti a sé, poi senza spostare il mento in alto o in basso si deve portare indietro la testa per almeno cinque secondi. Questo esercizio va svolto sempre prima di eseguire i successivi. Adesso è possibile eseguire un altro esercizio, sempre da posizione seduta si porta il mento in alto come a guardare il soffitto mantendo la posizione per trenta secondi durante il quale si possono anche compiere delle piccole rotazioni a destra o sinistra. Infine si puo concludere con un ultimo esercizio in cui si porta il mento verso il petto, mantenedo questa posizione in flessione per dieci secondi.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra gli esercizi passivi e quelli attivi del metodo McKenzie?
    La distinzione fondamentale risiede nell'utilizzo della forza muscolare. Gli esercizi passivi sfruttano principalmente la gravità e il rilassamento muscolare; ad esempio, sdraiarsi a pancia in giù o appoggiarsi sui gomiti richiede di mantenere i muscoli paravertebrali sciolti mentre il corpo si posiziona. Al contrario, gli esercizi attivi implicano un'azione volontaria e dinamica dei muscoli, in particolare delle braccia e delle spalle, per generare un'estensione della colonna vertebrale. Nella versione attiva, come l'inarcamento da prono, si usa la forza delle braccia per sollevare il busto mantenendo i fianchi ancorati al pavimento, attivando consapevolmente la catena posteriore.
  • Come si eseguono correttamente gli esercizi McKenzie per alleviare il mal di schiena?
    Per iniziare, sdraiati a pancia in giù su una superficie stabile, con le mani accanto alla testa o sotto la fronte. Mantieni questa posizione per almeno cinque minuti, assicurandoti che la muscolatura sia completamente rilassata; se senti fastidio, puoi inserire un cuscino sotto l'addome. Successivamente, passa alla fase attiva: restando a pancia in giù, appoggia le mani alle spalle e spingi il busto verso l'alto usando esclusivamente la forza delle braccia, senza contrarre glutei o schiena. Raggiunta la massima estensione, mantieni la posizione per dieci secondi prima di scendere lentamente. È cruciale non usare la forza della schiena per sollevarsi.
  • È sicuro eseguire questi esercizi in autonomia o serve sempre un fisioterapista?
    Il metodo McKenzie è progettato specificamente per permettere ai pazienti di gestire autonomamente il proprio trattamento dopo aver compreso la propria risposta biomeccanica. Tuttavia, è fortemente consigliato ricevere una valutazione iniziale da un professionista qualificato per identificare quale serie di movimenti è adatta al proprio problema specifico e per verificare che l'esecuzione sia corretta. L'autogestione diventa sicura quando si impara a riconoscere i segnali del corpo: se un movimento centralizza il dolore (lo sposta dal braccio/gamba verso la schiena), è generalmente positivo; se lo periferizza (lo spinge più lontano), bisogna interrompere l'esercizio e consultare un esperto.
  • Quali esercizi McKenzie sono indicati per il dolore al collo e come si praticano?
    Gli esercizi per il collo mirano a recuperare la mobilità e ridurre il dolore cronico. Inizia seduto, guardando dritto avanti, e porta delicatamente la testa indietro mantenendola allineata (senza alzare o abbassare il mento), tenendo la posizione per cinque secondi. Questo prepara la cervicali. Poi, sempre seduto, guarda verso il soffitto mantenendo la posizione per trenta secondi, effettuando eventuali piccole rotazioni laterali. Infine, esegui una flessione portando il mento verso il petto, mantenendo la posizione per dieci secondi. Questi movimenti alternano estensione e flessione per mobilizzare le vertebre cervicali in modo controllato.
  • In che modo gli esercizi McKenzie contrastano le ernie o le protrusioni discali?
    Il principio fisiologico si basa sulla correzione posturale. Chi sta seduto a lungo assume una postura in flessione che riduce lo spazio anteriore tra le vertebre, spingendo il nucleo del disco intervertebrale posteriormente, verso il midollo spinale. Con il tempo, questo può causare protrusioni o ernie. Gli esercizi McKenzie promuovono l'estensione della colonna vertebrale, ripristinando lo spazio anteriore tra i corpi vertebrali. Questa azione aiuta a riportare il materiale discale nella sua posizione corretta, riducendo la pressione sulle strutture nervose circostanti e alleviando il dolore associato a queste condizioni degenerative.

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