Muscoli contratti

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Muscoli contratti

I muscoli contratti si manifestano con un forte dolore che può interessare una parte del corpo, provocando indolenzimenti e fitte.

di Redazione

06 aprile 2017

Come funzionano i muscoli del corpo umano

I muscoli sono composti da tessuto muscolare, piccoli fasci di fibre striate avvolte da tessuto connettivo. Questa sorta di trama formata da materiale biologico è in grado di contrarsi. Il tessuto muscolare nel nostro corpo costituisce il 40% della struttura umana, esso gioca un ruolo fondamentale nell'assicurare la mobilità, assieme alle ossa e alle articolazioni. I muscoli contratti sono la conseguenza di sport troppo faticosi, movimenti improvvisi e involontari che sollecitano eccessivamente la muscolatura, innescando un fenomeno di difesa biologico dell'organismo. I muscoli contratti principalmente sono il bicipite femorale, i muscoli adduttori, i dorsali ed il trapezio. Questa lesione si manifesta con un'intensa rigidità del muscolo e un dolore più o meno intenso localizzato in una zona specifica del corpo, questi sintomi possono manifestarsi per un periodo più o meno lungo che può raggiungere e superare i 7 giorni. Colpo di frusta, torcicollo e colpo della strega: questi sono i principali termini usati nel gergo comune in base alla zona colpita.

Le cause dei muscoli contratti

Abbiamo detto che una delle cause dei muscoli contratti è un allenamento troppo intenso che sollecita eccessivamente la muscolatura. Un eccessivo carico nel corpo umano porta i muscoli al limite della sopportazione: spesso anche un allenamento effettuato senza un adeguato riscaldamento porta ad avere i muscoli contratti. Altre cause sono collegate al mantenimento di una posizione sbagliata per svariate ore, allo svolgimento di lavori pesanti che provocano stiramenti muscolari e distorsioni. Un movimento involontario o la presenza di problematiche inerenti i muscoli, come malattie genetiche anche gravi, possono portare alla contrattura muscolare e nei casi più gravi può avvenire la lesione del muscolo. In presenza di una cattiva circolazione sanguigna o nel delicato periodo della gravidanza, occorre effettuare una ginnastica dolce per curare la rigidità muscolare.

Sintomi delle contratture muscolari

I muscoli contratti provocano un dolore più o meno intenso e ben focalizzato in una zona del corpo, ciò può avvenire a causa della stanchezza muscolare o a seguito di uno sforzo eccessivo. Oltre a un indolenzimento generale, è possibile che a questa contrattura si associno anche forti mal di testa o vertigini, se la rigidità muscolare interessa la zona della cervicale. I dolori solitamente si manifestano a muscolo freddo, ovvero qualche ora dopo l'attività. Lo stato di contrazione del muscolo lo porta ad avere un aspetto gonfio e al tatto risulta rigido, questa rigidità porta ad avere problemi di mobilità in quanto il muscolo non è in grado di compiere la normale attività che permette di muovere l'arto a cui è connesso.

Rimedi e tempi di recupero

In presenza di muscoli contratti è necessario adottare degli accorgimenti che aiutino a lenire il dolore. Il primo accorgimento da apporre è quello di evitare qualsiasi tipo di attività che interessi i muscoli contratti, in modo che la tensione presente possa allentarsi. L'applicazione di impacchi caldi favorisce lo scioglimento della contrattura ed il rilassamento delle fibre. Occorre inoltre riposare su materassi comodi e tenere la parte contratta al caldo: il calore infatti induce la vasodilatazione che favorisce la ricostruzione dei tessuti muscolari lesi. Altri sistemi che possono aiutare nella decontrazione dei muscoli sono i massaggi decontratturali e lo streaching, il primo rilassa i muscoli coinvolti e il secondo favorisce il riallungamento delle fibre. Nel caso in cui la lesione e i sintomi non dovessero scomparire nel giro di 8 giorni è consigliabile consultare un medico.

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Domande frequenti

  • Quali sono le cause principali di una contrattura muscolare?
    Le contratture muscolari derivano principalmente da sforzi eccessivi, come allenamenti intensi privi di un adeguato riscaldamento, o da movimenti improvvisi e involontari. Anche mantenere posture scorrette per lunghe ore, svolgere lavori pesanti o soffrire di cattiva circolazione possono innescare questo meccanismo di difesa biologica. In rari casi, possono essere associate a patologie genetiche o condizioni specifiche come la gravidanza. È fondamentale identificare la causa scatenante per prevenire recidive e gestire correttamente la fase acuta del dolore.
  • Come riconoscere i sintomi di un muscolo contratto?
    Il sintomo principale è un dolore intenso e localizzato, spesso accompagnato da una sensazione di rigidità e gonfiore nella zona colpita. Il muscolo appare duro al tatto e limita fortemente la mobilità dell'arto interessato. A differenza dello strappo, il dolore si manifesta spesso a muscolo freddo, alcune ore dopo l'attività fisica. Se la contrattura interessa la cervicali, possono comparire mal di testa o vertigini. La rigidità persiste per diversi giorni, rendendo difficile eseguire i normali movimenti quotidiani.
  • Cosa fare subito dopo aver avvertito il dolore? I rimedi naturali efficaci.
    La prima regola è il riposo assoluto: evita qualsiasi attività che solleciti il muscolo colpito per permettere alla tensione di allentarsi. L'applicazione di calore, tramite impacchi caldi o borse dell'acqua calda, è altamente raccomandata perché favorisce la vasodilatazione, migliora la circolazione e aiuta a sciogliere le fibre muscolari contratte. Mantieni la zona al caldo e riposa su un materasso confortevole. Massaggi delicati e stretching leggero, eseguiti con cautela, possono accelerare il processo di decontrazione e favorire il riallungamento delle fibre.
  • Quanto tempo ci vuole per guarire da una contrattura?
    I tempi di recupero variano in base alla gravità della contrattura, ma generalmente i sintomi possono durare da alcuni giorni fino a oltre una settimana. Nella maggior parte dei casi lievi-moderati, con il giusto riposo e l'applicazione di calore, il miglioramento si nota entro pochi giorni. Tuttavia, se il dolore e la rigidità persistono oltre 8 giorni nonostante i trattamenti domiciliari, è essenziale consultare un medico specialista. Una valutazione professionale è necessaria per escludere lesioni più gravi, come stiramenti o rotture parziali, che richiedono protocolli terapeutici specifici.

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