Bradicardia

Che cos'è la bradicardia e cosa comporta

La bradicardia è un disturbo che comporta la diminuzione della frequenza cardiaca nei soggetti adulti al di sotto di 60 battiti al minuto. Infatti la maggior parte delle persone ha una frequenza compresa tra 60 e 100 battiti al minuto, mentre il valore medio si aggira tra i 72 e 78. Molti atleti e individui sani che compiono regolarmente un intenso esercizio fisico presentano una bradicardia del tutto normale, in quanto non si tratta di un disturbo, ma di un fattore legato al fatto di praticare sport a livello agonistico. In altri soggetti, invece, la diminuzione della frequenza cardiaca è il sintomo di una malattia, ad esempio il mixedema, oppure di blocco cardiaco atrioventricolare. La bradicardia può essere anche un effetto dell’uso dei betabloccanti. A un epidosio grave o improvviso si associano molto frequentemente sintomi quali perdita di energia, debolezza e tendenza allo svenimento.
Sintomi bradicardia

Clinical Arrhythmias: Bradicardias, Complex Tachycardias and Particular Situations: Part II, An Issue of Cardiac Electrophysiology Clinics, 1e

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Che cos'è la bradicardia sinusale e le caratteristiche

Controllare battiti Esiste una forma particolare di questo disturbo che viene chiamata bradicardia sinusale. In questo caso si riscontra sempre una frequenza cardiaca molto più lenta rispetto alla media (i valori non superano i 60 battiti al minuto), ma questa si caratterizza per avere un ritmo regolare. La bradicardia sinusale è provocata dalla ridotta attività elettrica del nodo seno atriale, elemento regolatore del ritmo cardiaco. A differenza di quanto avviene nel blocco cardiaco, nella bradicardia sinusale non si verificano anomalie della trasmissione degli impulsi elettrici attraverso il cuore. Si tratta di un fenomeno normale negli atleti e negli in individui che compiono esercizio fisico regolare, ma è anche possibile realizzarla attraverso particolari tecniche di rilassamento. Infine questa forma di bradicardia può essere causata da ipotiroidismo, dall'infarto miocardico oppure dall'assunzione di farmaci come i betabloccanti e la digossina.

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I vari sintomi della bradicardia e i sistemi di diagnosi

Visita bradicardia La condizione diventa patologica e potenzialmente pericolosa quando l'apporto di sangue a tutti i vari tessuti e organi del corpo umano risulta compromesso: in questo modo si ricevono ossigeno e sostanze nutritive in quantità insufficiente rispetto alle necessità metaboliche. Per questo motivo esistono sintomi particolari che vengono associati tipicamente a una bradicardia patologica. I soggetti sono affetti frequentemente da senso di stanchezza e fatica, vertigini e dispnea. Inoltre possono verificarsi confusione, sincopi, ipotensione, dolori toracici e disturbi del sonno e della memoria. Anche i neonati e i bambini dall'età inferiore a un anno possono mostrare gli stessi sintomi, tuttavia la bradicardia si caratterizza per una frequenza cardiaca inferiore ai 100 battiti al minuto. Lo strumento più adatto per diagnosticare questo disturbo è un elettrocardiogramma, in quanto misura in modo rapido, semplice e immediato la frequenza cardiaca.


Bradicardia: Diagnosi e cura

Elettrocardiogramma Per diagnosticare la bradicardia è sufficiente sottoporsi a un elettrocardiogramma: lo strumento, infatti, consente di registrare la frequenza cardiaca e la conduzione degli impulsi elettrici del cuore attraverso piccoli sensori elettrici applicati alle braccia e al petto. Inoltre a volte si richiedono particolari esami del sangue per verificare se siano presenti patologie sottostanti legati al disturbo. Tra le malattie potenzialmente responsabili di bradicardia si ricordano l'ipotiroidismo e l'iperpotassiemia. Una volta diagnosticata la bradicardia si può iniziare il trattamento, che è diverso a seconda delle cause che l'hanno provocata. Ad esempio, la forma fisiologica oppure quella asintomatica in genere non necessitano di alcun tipo di intervento. In altri casi si prescrive la somministrazione di farmaci particolari oppure la diminuzione o la sospensione di quelli responsabili del disturbo. Infine, se la trasmissione degli impulsi elettrici del cuore subisce gravi variazioni, può essere necessario impiantare un pacemaker permanente.



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