Sintomi bradicardia

Cuore

Bradicardia

La bradicardia è un disturbo del cuore che colpisce gli adulti. In questo caso il battito cardiaco rallenta e scende sotto i 60 battiti al minuto.

di Redazione

10 marzo 2017

Che cos'è la bradicardia e cosa comporta

La bradicardia è un disturbo che comporta la diminuzione della frequenza cardiaca nei soggetti adulti al di sotto di 60 battiti al minuto. Infatti la maggior parte delle persone ha una frequenza compresa tra 60 e 100 battiti al minuto, mentre il valore medio si aggira tra i 72 e 78. Molti atleti e individui sani che compiono regolarmente un intenso esercizio fisico presentano una bradicardia del tutto normale, in quanto non si tratta di un disturbo, ma di un fattore legato al fatto di praticare sport a livello agonistico. In altri soggetti, invece, la diminuzione della frequenza cardiaca è il sintomo di una malattia, ad esempio il mixedema, oppure di blocco cardiaco atrioventricolare. La bradicardia può essere anche un effetto dell’uso dei betabloccanti. A un epidosio grave o improvviso si associano molto frequentemente sintomi quali perdita di energia, debolezza e tendenza allo svenimento.

Che cos'è la bradicardia sinusale e le caratteristiche

Esiste una forma particolare di questo disturbo che viene chiamata bradicardia sinusale. In questo caso si riscontra sempre una frequenza cardiaca molto più lenta rispetto alla media (i valori non superano i 60 battiti al minuto), ma questa si caratterizza per avere un ritmo regolare. La bradicardia sinusale è provocata dalla ridotta attività elettrica del nodo seno atriale, elemento regolatore del ritmo cardiaco. A differenza di quanto avviene nel blocco cardiaco, nella bradicardia sinusale non si verificano anomalie della trasmissione degli impulsi elettrici attraverso il cuore. Si tratta di un fenomeno normale negli atleti e negli in individui che compiono esercizio fisico regolare, ma è anche possibile realizzarla attraverso particolari tecniche di rilassamento. Infine questa forma di bradicardia può essere causata da ipotiroidismo, dall'infarto miocardico oppure dall'assunzione di farmaci come i betabloccanti e la digossina.

I vari sintomi della bradicardia e i sistemi di diagnosi

La condizione diventa patologica e potenzialmente pericolosa quando l'apporto di sangue a tutti i vari tessuti e organi del corpo umano risulta compromesso: in questo modo si ricevono ossigeno e sostanze nutritive in quantità insufficiente rispetto alle necessità metaboliche. Per questo motivo esistono sintomi particolari che vengono associati tipicamente a una bradicardia patologica. I soggetti sono affetti frequentemente da senso di stanchezza e fatica, vertigini e dispnea. Inoltre possono verificarsi confusione, sincopi, ipotensione, dolori toracici e disturbi del sonno e della memoria. Anche i neonati e i bambini dall'età inferiore a un anno possono mostrare gli stessi sintomi, tuttavia la bradicardia si caratterizza per una frequenza cardiaca inferiore ai 100 battiti al minuto. Lo strumento più adatto per diagnosticare questo disturbo è un elettrocardiogramma, in quanto misura in modo rapido, semplice e immediato la frequenza cardiaca.

Diagnosi e cura

Per diagnosticare la bradicardia è sufficiente sottoporsi a un elettrocardiogramma: lo strumento, infatti, consente di registrare la frequenza cardiaca e la conduzione degli impulsi elettrici del cuore attraverso piccoli sensori elettrici applicati alle braccia e al petto. Inoltre a volte si richiedono particolari esami del sangue per verificare se siano presenti patologie sottostanti legati al disturbo. Tra le malattie potenzialmente responsabili di bradicardia si ricordano l'ipotiroidismo e l'iperpotassiemia. Una volta diagnosticata la bradicardia si può iniziare il trattamento, che è diverso a seconda delle cause che l'hanno provocata. Ad esempio, la forma fisiologica oppure quella asintomatica in genere non necessitano di alcun tipo di intervento. In altri casi si prescrive la somministrazione di farmaci particolari oppure la diminuzione o la sospensione di quelli responsabili del disturbo. Infine, se la trasmissione degli impulsi elettrici del cuore subisce gravi variazioni, può essere necessario impiantare un pacemaker permanente.

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Domande frequenti

  • Quando la bradicardia è considerata normale e quando invece rappresenta un problema di salute?
    La bradicardia, definita come una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto, è spesso fisiologica e benigna negli atleti professionisti o nelle persone che praticano regolare attività fisica intensa, poiché il loro cuore è più efficiente. Tuttavia, diventa patologica quando è accompagnata da sintomi come svenimenti, estrema stanchezza, vertigini o difficoltà respiratorie. In questi casi, il rallentamento del battito impedisce al cuore di pompare abbastanza sangue agli organi vitali. È fondamentale distinguere tra una forma asintomatica, che non richiede cure, e una sintomatica, che può indicare problemi cardiaci strutturali o metabolici e necessita di valutazione medica immediata.
  • Quali sono i principali sintomi che dovrebbero allarmare e portare dal medico?
    I segnali d'allarme più comuni includono una forte sensazione di stanchezza cronica, debolezza improvvisa, vertigini o capogiri, specialmente in piedi. Altri sintomi importanti sono la dispnea (difficoltà a respirare), dolore al petto, confusione mentale, problemi di memoria e disturbi del sonno. Nei casi più gravi, si possono verificare sincope, ovvero veri e propri svenimenti, o ipotensione arteriosa. Se si sperimentano questi sintomi insieme a un polso lento, è essenziale consultare un medico, poiché potrebbero indicare che il cervello e altri organi non stanno ricevendo sufficiente ossigeno a causa del ridotto flusso sanguigno.
  • Come si effettua la diagnosi corretta della bradicardia?
    Lo strumento diagnostico principale è l'elettrocardiogramma (ECG), che registra l'attività elettrica del cuore e permette di misurare con precisione la frequenza dei battiti e la conduzione degli impulsi. L'ECG aiuta a distinguere tra bradicardia sinusale regolare e forme patologiche come i blocchi atrioventricolari. Spesso, il medico richiede anche esami del sangue per indagare cause sottostanti, come ipotiroidismo, squilibri elettrolitici (ad esempio iperpotassiemia) o infezioni. In alcuni casi, potrebbero essere necessari monitoraggi prolungati per catturare episodi intermittenti di rallentamento cardiaco che non emergono durante una visita breve.
  • Quali sono le cause principali e i fattori di rischio associati?
    Le cause variano notevolmente. Nelle persone sane e negli sportivi, è dovuta all'efficienza cardiovascolare. Patologicamente, può derivare dall'invecchiamento naturale del tessuto cardiaco, infarti pregressi, endocardite o miocardite. Condizioni sistemiche come l'ipotiroidismo (mixedema) e l'iperpotassiemia sono frequenti responsabili. Inoltre, molti farmaci possono rallentare il cuore, in particolare i betabloccanti, la digossina e alcuni calcio-antagonisti. Il blocco atrioventricolare, un'interruzione nella trasmissione degli impulsi elettrici, è un'altra causa grave. Identificare la causa specifica è cruciale per stabilire il percorso terapeutico adeguato.
  • Esistono trattamenti efficaci o rimedi naturali per curare la bradicardia?
    Il trattamento dipende interamente dalla gravità e dalle cause. Se la bradicardia è asintomatica o legata allo sport, generalmente non richiede interventi. Se causata da farmaci, il medico potrebbe ridurre il dosaggio o sospenderli. Per le forme sintomatiche, si possono prescrivere farmaci come atropina per aumentare temporaneamente la frequenza. Nei casi più severi, specialmente in presenza di blocchi elettrici permanenti, l'unica soluzione definitiva è l'impianto di un pacemaker cardiaco. Non esistono rimedi erboristici o naturali comprovati per curare la bradicardia patologica; l'automedicazione è sconsigliata e potenzialmente pericolosa. È indispensabile seguire rigorosamente le indicazioni cardiologiche.

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