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Salute · Esami del sangue

Esame emocromo

Aggiornato il 19 gennaio 20174 capitoli5 domande frequenti
Un prelievo di sangue

Che cos'è l'esame emocromo e a che serve?

L'esame emocromo, noto come il nome scientifico di esame emocromocitometrico o di emogramma, è un prelievo di sangue che consente di monitorare i valori sanguigni e di tenere sotto controllo il funzionamento di base del nostro corpo. L'emocromo rivela infatti la quantità dei globuli presenti nel sangue come leucociti o globuli bianchi e di eritrociti o globuli rossi. Inoltre attraverso il test vengono rilevati i valori dei trombociti, i livelli dell'ematocrito (HCT) e dell'emoglobina. In buona sostanza l'esame emocromo è la conta completa del sangue: ci dice se siamo malati o no. Il test ci consente anche di rilevare patologie come la leucopenia, l'anemia, la piastrinopenia, la trombocitopenia, la microcitosi o al contrario la macrocitosi, disturbi clinici che possono comportare gravi conseguenze. Infine con l'emocromo si controlla anche la ves, la velocità di eritrosedimentazione degli eritrociti, spia della presenza di infezioni o processi infiammatori in corso.

Dove si fa l'esame emocromo e come si svolge il test?

L'esame emocromo va effettuato necessariamente in un laboratorio di analisi specializzato, in una struttura medica convenzionata oppure in una struttura ospedaliera. Il test è veloce: richiede pochi minuti di attesa e svolgimento. Un campione di sangue di pochissimi millilitri viene prelevato con una siringa di uso comune: l'ago viene inserito in una vena del braccio. Il sangue viene conservato in provetta in ambienti termocondizionati: la provetta contiene un agente anticoagulante che impedisce al sangue di raggranellarsi. A questo punto il sangue viene processato elettronicamente: il macchinario procede alla conta dei globuli ed elabora gli altri valori. Per sottoporsi all'esame emocromo bisogna rispettare alcune regole di base: il prelievo va eseguito nelle prime ore del mattino quando l'organismo non è ancora contaminato da agenti atmosferici o stress. Bisogna presentarsi in laboratorio a stomaco vuoto per evitare che cibi o bevande possano alterare i normali valori del sangue.

Guida alla lettura dei risultati dell'esame emocromo

L'esame emocromo fornisce la conta completa del sangue: il laboratorio rileva il valore in corpo e accanto segna anche quello di riferimento. I globuli bianchi, detti anche leucociti, dovrebbe essere compresi tra i 4.500 e gli 8.500: se la conta è inferiore o superiore rispetto a questi dati, potremmo essere in presenza di una leucopenia o di una leucocitosi. I globuli rossi, invece, sono tra i 4.500.000 e i 5.900.000 nell'uomo e i 4.000.000 e i 5.500.000 nella donna: un'alterazione nasconde anemia, poliglobulia o eritrocitosi. L'emoglobina, che indica il contenuto cellulare medio di emoglobina, è tra i 13 e 17,5 g/dL nell'uomo e tra i 12 e i 15,5 g/dL nella donna. Gli altri parametri dell'emocromo sono il volume corpuscolare medio, la concentrazione cellulare media di emoglobina e la percentuale di reticolociti. Infine le piastrine: la conta normale è tra 150.000 e 400.000: livelli più bassi o più alto pui significanoe che siamo affetti da piastrinopenia o trombocitopenia.

Quali malattie rivela l'esame emocromo?

L'emocromo ci rivela la presenza di alcune patologie ed è prova che ci sono infezioni in corso nel nostro organismo. In particolare, il test conferma la presenza di anemia di tipo sideropenia se provocata da carenza di ferro e di anemia sideroblastica otalassemie se causata da scompensi dell'emoglobina. L'esame, infatti, è utilizzato come diagnosi per confermare il sospetto di alterazioni dei globuli rossi scatenato da carenze di vitamine, displasie o altre malattie congenite. Inoltre può far emergere carenze di ferro che portano a emoglobinopatie e sideropenia. Se dal referto salta fuori la mancanza di enzimi, potremmo avere una malattia autoimmune. Si consiglia di fare l'esame emocromo almeno due volte l'anno nei soggetti adulti, tre in quelli anziani e negli adolescenti se volete tenere sotto monitoraggio i valori del sangue. Per i bambini, invece, è sufficiente ripetere l'analisi del sangue una volta ogni 12 mesi.

Domande frequenti

  • È necessario essere a digiuno prima di effettuare l'emocromo?
    Sì, è fondamentale presentarsi al laboratorio a stomaco vuoto per garantire l'affidabilità dei risultati. L'assunzione di cibo o bevande diverse dall'acqua può alterare temporaneamente alcuni valori ematici, compromettendo la precisione del test. Si raccomanda di eseguire il prelievo nelle prime ore del mattino, quando l'organismo è meno soggetto agli effetti dello stress quotidiano e delle variazioni ambientali. Questo accorgimento permette ai medici di interpretare correttamente i dati relativi alle cellule del sangue e ai marcatori infiammatori, evitando falsi positivi o negativi che potrebbero portare a diagnostica errata.
  • Quali sono i valori normali dei globuli bianchi e cosa indicano se alterati?
    I valori normali dei leucociti (globuli bianchi) si attestano generalmente tra 4.500 e 8.500 per microlitro di sangue. Una conta inferiore a questa soglia indica leucopenia, condizione che può rendere l'organismo più vulnerabile alle infezioni a causa di un sistema immunitario indebolito. Al contrario, un valore superiore segnala leucocitosi, spesso associata a infezioni in corso, infiammazioni acute o, in casi più rari, a patologie del midollo osseo. Monitorare questo parametro è essenziale per valutare lo stato di salute generale e identificare tempestivamente eventuali processi infettivi o infiammatori attivi nel corpo.
  • Come si interpreta l'emoglobina nell'emocromo per diagnosticare l'anemia?
    L'emoglobina è la proteina responsabile del trasporto dell'ossigeno; i suoi valori normali variano tra 13 e 17,5 g/dL negli uomini e tra 12 e 15,5 g/dL nelle donne. Valori inferiori a questi range indicano anemia, che può essere causata da carenza di ferro (sideropenia), carenze vitaminiche o problemi genetici come le talassemie. Al contrario, livelli elevati possono segnalare disidratazione o policitemia. L'interpretazione corretta richiede di incrociare questi dati con altri indici come l'ematocrito e il volume corpuscolare medio, fornendo al medico un quadro completo sulla capacità del sangue di ossigenare i tessuti.
  • Con quale frequenza dovrebbero essere effettuati gli esami del sangue?
    La frequenza raccomandata varia in base all'età e allo stato di salute. Per gli adulti sani, si consiglia di ripetere l'emocromo almeno due volte l'anno per mantenere un monitoraggio costante. Negli anziani e negli adolescenti, la frequenza ideale sale a tre controlli annuali data la maggiore variabilità fisiologica o i cambiamenti rapidi in fase di crescita. Per i bambini, un controllo annuale è solitamente sufficiente, salvo indicazioni specifiche del pediatra legate a condizioni pregresse o sintomi particolari. Regolarità nel monitoraggio aiuta a prevenire complicanze e a intervenire precocemente su eventuali squilibri.
  • Cosa rivelano i valori delle piastrine nell'esame emocromo?
    Le piastrine, fondamentali per la coagulazione, hanno un intervallo di normalità compreso tra 150.000 e 400.000 per microlitro. Una conta bassa, definita piastrinopenia o trombocitopenia, aumenta il rischio di sanguinamenti e lividi spontanei, potendo derivare da farmaci, infezioni virali o malattie autoimmuni. Una conta eccessiva, invece, può predisporre alla formazione di trombi. L'emocromo non solo quantifica queste cellule, ma aiuta anche a distinguere tra cause transitorie e patologie croniche del midollo, offrendo un segnale d'allarme cruciale per la salute cardiovascolare e la capacità di guarigione delle ferite.

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