Misurazione pressione sanguigna

Esami del sangue

Pressione sanguinea bassa

Il sangue è il torrente della vita: la proporzione tra la sua parte liquida e la sua parte corpuscolare consente l'approviggionamento cellulare.

di Redazione

24 novembre 2015

Cos'è la pressione sanguigna

La pressione sanguigna o arteriosa è la pressione del sangue nelle principali arterie, che aumenta o diminuisce secondo il lavoro svolto dal cuore e dai muscoli per soddisfare i diversi fabbisogni dell'organismo: sforzo, attività fisica, stress, sonno, etc.Le pressioni misurate sono fondamentalmente due: quella sistolica, definita anche massima e quella diastolica, definita minima. La massima è la pressione determinata dalla contrazione del muscolo cardiaco e dalla resistenza elastica dell'aorta quando il flusso del sangue irrompe in essa; la minima è la pressione relativa al momento in cui i ventricoli si rilasciano tra un battito e l'altro. L'onda pressoria trasmessa nelle arterie durante il battito cardiaco viene facilmente percepita sotto forma di pulsazione e rilevata sia con la valutazione digitale che con uno strumento specifico.

Pressione sanguigna bassa: cause e rischi

I cambiamenti dei valori di pressione arteriosa sono condizionati da cause diverse, senza considerare che anche durante il giorno si hanno fluttuazioni fisiologiche a seconda dell'attività fisica esercitata. Valori normali di pressione arteriosa sono 140/80 anche se con l'avanzare dell'età questo parametro può arrivare a 160/90. Quando la pressione sanguigna scende al di sotto dei parametri di normalità, si parla di ipotensione. La riduzione della pressione arteriosa comporta una riduzione di afflusso sanguigno ai vari tessuti, tra cui il cervello, che viene ossigenato più lentamente comportando senso di stordimento e lipotimie. Uno stato di ipotensione fa sentire il soggetto stanco, sonnolente, poco lucido e reattivo, portando spesso allo svenimento. Le cause possono essere posturali, ortostatiche, farmacologiche o acute (emorragia profusa).

Sintomi dell'ipotensione

Il tipo più comune di ipotensione è quella posturale che si verifica quando il soggetto, in posizione sdraiata o accovacciata, si alza velocemente in piedi: nei soggetti normali quest'azione dovrebbe essere anche accompagnata da un leggero aumento della pressione sanguigna, ma nei soggetti con ipotensione ortostatica non avviene. Quando si verifica un calo di pressione, l'individuo può perdere i sensi e svenire, se l'abbassamento si verifica in modo repentino e con un calo importante. Spesso persone che soffrono di pressione sanguigna bassa possono manifestare vomito e nausea, pallore e sudorazione fredda. In casi particolarmente gravi di ipotensione acuta a seguito di una grave ustione o di un'abbondante emorragia, il soggetto può andare incontro a shock ipovolemico e morire per collasso.

Terapia: come contrastare la pressione bassa

Per poter stabilizzare la pressione sanguigna bassa bisogna innanzitutto indagare circa la causa ed agire su di essa. I soggetti che soffrono di ipotensione posturale possono semplicemente cambiare posizione per gradi e con lentezza, in modo da non subire lo sbalzo pressorio; i pazienti che soffrono di ipotensione ortostatica, invece, potrebbero ridurre, secondo indicazioni mediche, il dosaggio di farmaci antipertensivi o antidepressivi che spesso ne rappresentano la causa. Per ripristinare la normale pressione sanguigna in pazienti che hanno perso un grande volume di sangue o che sono stati vittime di ustioni estese, è necessario intervenire d'urgenza ripristinando il volume ematico con flebo e, se necessarie, trasfusioni. Il trattamento dell'ipotensione dipende fondamentalmente dalla causa patologica scatenante.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali dell'ipotensione e quando preoccuparsi?
    L'ipotensione si manifesta spesso con stanchezza cronica, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e ridotta reattività mentale. I segnali più immediati includono vertigini, senso di stordimento, pallore, sudorazione fredda e talvolta nausea o vomito. È fondamentale prestare attenzione quando questi sintomi compaiono improvvisamente, specialmente in caso di passaggio rapido dalla posizione sdraiata a quella eretta (ipotensione ortostatica), poiché possono portare a sincope o svenimento. Sebbene la pressione bassa sia spesso benigna, un calo drastico associato a segni di shock, come confusione mentale marcata e pelle fredda e appiccicosa, richiede intervento medico urgente.
  • Cosa causa la pressione bassa e quali fattori di rischio esistono?
    Le cause dell'ipotensione variano notevolmente: possono essere fisiologiche, legate alla postura (ortostatica), o secondarie a condizioni patologiche e farmaci. Tra le cause comuni vi sono l'uso di farmaci antipertensivi, antidepressivi o diuretici, disidratazione, problemi cardiaci, carenze vitaminiche (come B12 o ferro) e gravidanza. Anche eventi acuti come emorragie importanti o ustioni estese provocano un crollo pressorio pericoloso. L'età avanzata può modificare i parametri normali, ma un calo significativo rispetto alla propria norma abituale indica spesso la necessità di verificare eventuali effetti collaterali farmacologici o sottostanti patologie endocrine.
  • Come prevenire gli svenimenti causati dall'ipotensione ortostatica?
    La prevenzione si basa principalmente sulla gestione graduale delle posizioni corporee. Chi soffre di ipotensione ortostatica deve evitare di alzarsi bruscamente dal letto o da una sedia. È consigliabile sedersi sul bordo del letto per qualche minuto prima di mettersi in piedi, attivando così i meccanismi compensatori del corpo. Mantenere un'idratazione adeguata è essenziale per preservare il volume plasmatico. Inoltre, esercizi fisici leggeri regolari aiutano a migliorare il tono vascolare. Se i farmaci sono la causa, il medico potrebbe valutare un aggiustamento del dosaggio, ma mai interrompere la terapia autonomamente senza consulto specialistico.
  • Quando l'ipotensione diventa un'emergenza medica?
    L'ipotensione diventa critica quando sfocia nello shock ipovolemico o cardiogeno, condizioni potenzialmente letali. Questo accade solitamente dopo perdite di sangue massicce, gravi ustioni, sepsi o infarti. I segnali di allarme includono confusione mentale improvvisa, respiro superficiale e accelerato, polso debole e filiforme, pelle pallida, fredda e umida, nonché perdita di coscienza prolungata. In questi frangenti, il cervello e gli organi vitali non ricevono abbastanza ossigeno. È imperativo chiamare immediatamente i soccorsi sanitari (112/118) e mantenere il paziente disteso con le gambe sollevate, nel frattempo, fino all'arrivo dell'ambulanza.
  • Esiste una dieta specifica o integratori utili per la pressione bassa?
    Non esiste una dieta universale, ma alcuni accorgimenti nutrizionali possono aiutare a stabilizzare i valori. Una corretta idratazione è prioritaria: bere molta acqua aiuta a mantenere il volume del sangue. In assenza di controindicazioni cliniche (come insufficienza renale), un lieve aumento dell'apporto di sale nella dieta può essere utile per trattenere liquidi e aumentare la pressione. Alcuni studi suggeriscono benefici nell'uso di estratti di ginseng o liquirizia, che hanno proprietà tonificanti, ma il loro utilizzo deve essere sempre valutato dal medico per evitare interazioni con altri farmaci o condizioni pregresse, come problemi cardiaci o renali.

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