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Acetilcisteina

Aggiornato il 23 maggio 20164 capitoli5 domande frequenti
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Acetilcisteina: chimica e meccanismo d'azione del farmaco

Quando si parla di acetilcisteina si fa riferimento ad un farmaco derivato dell'amminoacido cisteina. Di grandissima importanza ai fini dell'azione fluidificante nei confronti del muco delle vie respiratorie è il gruppo sulfidrilico della molecola. Infatti, questa garantisce una riduzione a livello delle mucoproteine che rende le secrezioni più fluide. Gli studi hanno dimostrato che questo tipo di riduzione dei ponti di solfuro presenti nella struttura di tali proteine avviene in tempi più brevi a condizioni di ph tra 7 e 9. L'acetilcisteina riesce ad esplicare anche una buona azione antiossidante grazie al suo gruppo tiolico libero. Trattandosi di un reagente nucleofilo, riesce ad interagire bene con i radicali elettrofili degli ossidanti presenti nell'organismo. Il farmaco commerciale a base di acetilcisteina attualmente più richiesto è il Fluimucil, ma esistono anche alcune varietà di farmaci generici.

Modalità di uso e dosi da somministrare di acetilcisteina

L'acetilcisteina è disponibile in commercio in forma di compresse o in bustine da sciogliere, ma anche come sciroppo. Per quanto riguarda le compresse effervescenti, è utile somministrare mezza compressa due volte al giorno o una sola da 600 mg al giorno. Può essere aggiustata la tipologia di somministrazione in base a tempi e distanza delle assunzioni, ma non bisogna mai superare i 600 mg al giorno. Le bustine, invece, vanno sciolte all'interno di un bicchiere d'acqua preferibilmente di sera. Anche in questo caso, la quantità massima quotidiana è di 600 mg e il trattamento può durare fino a un massimo di 10 giorni nel caso di affezioni lievi, anche se è necessario farsi seguire da un medico durante la terapia. Per lo sciroppo, bisogna preferibilmente assumere 2 cucchiaini che equivalgono all'incirca a 200 mg di acetilcisteina per 2-3 volte durante la giornata.

Acetilcisteina, controindicazioni ed effetti collaterali da conoscere

I soggetti che hanno intenzione di iniziare una terapia con acetilcisteina devono necessariamente conoscere controindicazioni ed eventuali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi. Sottolineando come questo farmaco non va mai assunto senza avvertire prima il medico, l'acetilcisteina è controindicata in soggetti che l'abbiano già assunta in passato con manifesti sintomi di allergia. Inoltre, va evitata l'assunzione di acetilcisteina nelle donne in gravidanza o che stanno allattando poiché è un farmaco che passa bene le membrane dell'organismo e potrebbe raggiungere il feto. Da non sottovalutare anche la presenza di aspartame nelle bustine di acetilcisteina e che sono da evitare in soggetti con fenilchetonuria. Gli effetti collaterali più segnalati e diffusi legati all'assunzione di acetilcisteina sono cefalea, problemi gastrointestinali, sonnolenza, acufene. Rare le allergie, così come i rash cutanei che può causare. Attenzione in chi ha altri problemi respiratori: può causare blocco delle vie aeree.

Chi deve assumere acetilcisteina per una terapia

L'acetilcisteina è un farmaco che va assunto soltanto in determinati casi. Innanzitutto, la principale azione benefica mostrata nell'organismo è legata alla possibilità di rimediare ad affezioni del tratto respiratorio. Utile in caso di ipersecrezione di muco e produzione di secreti densi e vischiosi che potrebbero ostacolare una corretta respirazione. Viene consigliata nel caso di bronchite acuta o cronica, ma anche per enfisema polmonare, mucoviscidosi e bronchiectasie. Ma l'acetilcisteina può essere somministrata anche per rimediare agli effetti dannosi di un'intossicazione da paracetamolo in quanto il gruppo sulfidrilico va ad agire sul metabolita tossico di questa sostanza. Azione positiva anche nei casi di uropatia da chemioterapia, legata all'acroleina, una sostanza tossica. Questa viene neutralizzata mediante l'azione del gruppo sulfidrilico dell'acetilcisteina. Senza dimenticare che l'acetilcisteina è utile anche nel trattamento della BPCO e della fibrosi polmonare idiopatica.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali indicazioni terapeutiche per l'uso dell'acetilcisteina?
    L'acetilcisteina è principalmente indicata per le patologie respiratorie caratterizzate da ipersecrezione di muco denso e vischioso. È efficace nel trattamento di bronchiti acute e croniche, enfisema polmonare, mucoviscidosi, bronchiectasie, BPCO e fibrosi polmonare idiopatica. La sua azione fluidifica le secrezioni, facilitando l'espettorazione. Oltre all'uso respiratorio, trova impiego clinico specifico come antidoto nell'intossicazione da paracetamolo, grazie alla capacità del suo gruppo sulfidrilico di neutralizzare il metabolita tossico, e nella prevenzione dell'uropatia da chemioterapia indotta dall'acroleina.
  • Come si assumono correttamente le diverse formulazioni di acetilcisteina?
    La posologia varia in base alla forma farmaceutica. Per le compresse effervescenti, la dose standard è mezza compressa due volte al giorno oppure una compressa da 600 mg giornaliera, senza mai superare tale limite. Le bustine vanno sciolte in acqua, preferibilmente la sera, mantenendo anch'esse il massimo di 600 mg al giorno per un periodo non superiore a 10 giorni nelle forme lievi. Lo sciroppo richiede l'assunzione di circa 2 cucchiaini (pari a 200 mg) da 2 a 3 volte al giorno. È fondamentale rispettare le distanze temporali tra le somministrazioni e consultare il medico per adeguare il trattamento.
  • Chi deve evitare l'assunzione di acetilcisteina per controindicazioni specifiche?
    L'uso di acetilcisteina è controindicato in caso di nota ipersensibilità al principio attivo. Non deve essere utilizzato dalle donne in gravidanza o in allattamento, poiché il farmaco attraversa facilmente le membrane biologiche e può raggiungere il feto o passare nel latte materno. Inoltre, attenzione alle formulazioni in bustina contenenti aspartame: queste sono sconsigliate ai pazienti affetti da fenilchetonuria, una malattia genetica che impedisce il metabolismo della fenilalanina. In presenza di altre patologie respiratorie pregresse, l'uso richiede cautela medica per evitare rari episodi di broncospasmo.
  • Quali sono gli effetti collaterali più comuni e quelli gravi da monitorare?
    Gli effetti avversi più frequenti includono disturbi gastrointestinali, cefalea, sonnolenza e acufeni. Reazioni allergiche, come rash cutanei, sono possibili ma meno comuni. Un effetto collaterale grave, sebbene raro, è il possibile blocco delle vie aeree (broncospasmo), specialmente in soggetti predisposti ad altre problematiche respiratorie. Se si verificano sintomi di allergia o difficoltà respiratorie dopo l'assunzione, è necessario interrompere subito il trattamento e rivolgersi immediatamente a un medico. Il monitoraggio dei sintomi permette di gestire tempestivamente qualsiasi complicanza.
  • Come funziona meccanicamente l'acetilcisteina per fluidificare il muco?
    Il meccanismo d'azione si basa sulla presenza del gruppo sulfidrilico (-SH) nella molecola di acetilcisteina. Questo gruppo agisce rompendo i ponti di disolfuro (solfuro) presenti nella struttura delle mucoproteine del muco. La rottura di questi legami riduce la viscosità delle secrezioni, rendendole più fluide e facili da espellere. L'efficacia di questa reazione chimica è ottimale a valori di pH compresi tra 7 e 9. Parallelamente, l'acetilcisteina svolge un'importante funzione antiossidante: il suo gruppo tiolico libero interagisce con i radicali liberi elettrofili, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo.

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