Anatomia del tendine rotuleo

Fratture

Rottura tendine rotuleo

La rottura del tendine rotuleo è un serio infortunio che si risolve con la fisioterapia se la lesione è parziale oppure con l'intervento chirurgico.

di Redazione

22 gennaio 2016

Le cause della rottura del tendine rotuleo

Nella regione anatomica del ginocchio la rotula è un osso piatto avvolto da un tendine che può andare incontro a degenerazione e rottura a seguito di movimenti scorretti. Il tendine rotuleo collega la rotula con la parte alta della tibia permettendo al muscolo quadricipite la sua funzione di estensione della gamba. In determinati sport, tra i quali il calcio, il rugby, la pallacanestro o la pallavolo, a causa della notevole dinamicità dei gesti si possono verificare degli stress eccessivi sul ginocchio e conseguenti danni al tendine. La rottura del tendine rotuleo è più probabile in soggetti con meno di 40 anni nei quali la struttura è già in parte degenerata a causa di un elevato utilizzo di steroidi anabolizzanti o per una tendinite cronica trattata con infiltrazioni frequenti di corticosteroidi che indeboliscono i tessuti.

Caratteristiche della lesione al ginocchio

Alcune patologie tra le quali l'apofisite del polo rotuleo inferiore, conosciuta anche come malattia di Sinding-Larsen-Johansson o l'impiego del terzo centrale per la ricostruzione del legamento crociato anteriore, rappresentano dei fattori di rischio per la rottura del tendine rotuleo. Quest'ultimo ha una struttura a fascia, lunga all'incirca 8 cm e larga 4 cm. Quando si verifica una lesione totale la rotula si presenta non più legata alla parte superiore della tibia ed appare più alta di alcuni centimetri, rispetto alla posizione naturale. Spesso si osserva una sorta di avvallamento sotto alla rotula, un ematoma e il ginocchio caldo ed arrossato. La rottura completa può accadere nel corpo del tendine che si spezza in due e necessita di una sutura termino-terminale oppure, più gravemente, con uno strappo netto dall'osso.

Diagnosi e trattamento della rottura del tendine della rotula

La diagnosi viene generalmente effettuata per mezzo della radiografia o preferibilmente mediante risonanza magnetica. Questa seconda opzione consente di evidenziare nei dettagli la lesione tendinea. Nel caso in cui il tendine della rotula si sia proprio staccato dall'osso occorre una cucitura molto resistente e stabile che permetta la naturale tensione, evitando che la rotula resti in una posizione scorretta e causi problemi motori. Quando la lacerazione del tendine è cospicua, esso deve essere ricostruito con parti prese dai tendini vicini oppure, se non è possibile, utilizzando il muscolo quadricipite per compensare la perdita di funzionalità del tendine rotto. Se la lesione invece è soltanto parziale e se il paziente è in buona forma fisica, può essere evitato l'intervento chirurgico e sostituito da un'adeguata fisioterapia.

Riabilitazione del ginocchio e prevenzione dell'infortunio

In caso di parziale rottura del tendine rotuleo il soggetto deve restare immobilizzato con la gamba estesa per un minimo di 4 settimane e contemporaneamente effettuare una riabilitazione motoria, per ripristinare la naturale mobilità dell'articolazione. Quando invece la totale rottura ha reso necessario l'intervento chirurgico, la gamba dovrà rimanere immobilizzata da un tutore per 5-6 settimane. Dopo i primi 15 giorni comincerà una fisioterapia per consentire il recupero della funzionalità. A parte i casi di infortunio imprevedibile, la lesione del tendine della rotula si può prevenire. Le tendiniti non devono essere trascurate e se lo sportivo avverte dolore intenso al centro del tendine deve rivolgersi allo specialista. Riposo, farmaci antinfiammatori e terapia con laser di potenza, possono far regredire la tendinite in 3 settimane.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali che indicano una rottura del tendine rotuleo?
    I segni distintivi includono un improvviso dolore acuto al ginocchio, spesso accompagnato da un rumore di 'scoppio'. Si manifesta rapidamente un gonfiore significativo, un ematomo visibile e la sensazione di instabilità nell'arto. Un sintomo clinico chiave è l'impossibilità di sollevare la gamba distesa (estensione attiva) e la palpazione di un avvallamento appena sotto la rotula. Inoltre, la rotula potrebbe apparire posizionata più in alto del normale rispetto alla sua sede fisiologica, indicando che il tendine non è più in grado di ancorarla alla tibia.
  • È sempre necessario l'intervento chirurgico per guarire dalla rottura del tendine?
    No, la scelta terapeutica dipende dalla gravità della lesione. Per le rotture parziali, specialmente in pazienti giovani e in buona forma fisica, si può optare per un trattamento conservativo che prevede l'immobilizzazione della gamba estesa per circa quattro settimane, seguita da un percorso di fisioterapia mirato al recupero della mobilità. Al contrario, nelle rotture complete, dove il tendine si è staccato dall'osso o si è spezzato in due, l'intervento chirurgico è indispensabile per suturare il tessuto e ripristinare la continuità funzionale del meccanismo estensore del ginocchio.
  • Quanto dura il periodo di riabilitazione dopo un intervento chirurgico?
    Dopo un intervento di riparazione del tendine rotuleo, la fase iniziale richiede l'uso di un tutore immobilizzante per 5-6 settimane per proteggere la sutura. La riabilitazione vera e propria inizia solitamente dopo i primi 15 giorni post-operatori, con esercizi dolci per recuperare gradualmente il range di movimento. Il recupero completo della forza muscolare e della stabilità articolare è un processo lungo che può richiedere diversi mesi, rendendo fondamentale la costanza nella fisioterapia per evitare recidive e ristrettezze articolari.
  • Come si può prevenire la rottura del tendine rotuleo negli sportivi?
    La prevenzione si basa sulla gestione attenta delle sofferenze tendinee pregresse. Non bisogna mai ignorare i dolori al ginocchio: una tendinite non trattata può evolvere in una degenerazione tissutale che aumenta drasticamente il rischio di rottura. È essenziale interrompere l'attività sportiva in presenza di dolore intenso al centro del tendine, applicando riposo, antinfiammatori e terapie come il laser di potenza per accelerare la guarigione. Mantenere un equilibrio muscolare corretto e evitare carichi eccessivi senza adeguato riscaldamento riduce lo stress meccanico sul tendine.
  • Chi è maggiormente a rischio di subire questa lesione?
    Sebbene possa colpire chiunque durante attività sportive ad alto impatto come calcio, basket o pallavolo, il rischio è maggiore in soggetti under 40 affetti da condizioni specifiche. L'uso di steroidi anabolizzanti o infiltrazioni cortisoniche frequenti per tendiniti croniche indebolisce significativamente la struttura del tendine, predisponendolo alla rottura anche con sforzi moderati. Inoltre, patologie come l'apofisite del polo rotuleo inferiore o precedenti interventi di ricostruzione del legamento crociato aumentano la vulnerabilità anatomica del tendine rotuleo.

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