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Sintomi toxoplasmosi

I sintomi toxoplasmosi sono vari e la malattia può rimanere latente per anni. Si tratta di una patologia diffusa, pericolosa in gravidanza.

di Redazione

29 giugno 2017

I sintomi Toxoplasmosi

Pure essendo una malattia molto comune e virale, i sintomi toxoplasmosi non sempre sono evidenti. Il Toxoplasma gondii, ossia il virus che la causa, raramente si fa riconoscere a meno che non vengano effettuati gli opportuni accertamenti. La diagnosi non è facile, molti pazienti affetti non lamentano che spossatezza ed una lieve febbre persistente, apparentemente senza alcuna motivazione. Se ci si rivolge ad un medico, questo noterà un ingrossamento dei linfonodi, che indica una infezione in corso. I linfonodi interessati si trovano alla base della nuca e potrebbero significare anche altre patologie. A volte dolori muscolari o articolari, che non sembra abbiano alcuna causa sono l'esito della Toxoplasmosi. Essa può portare ad un indebolimento del sistema immunitario o regredire spontaneamente senza alcuna terapia.

Toxoplamosi e gravidanza

Durante la gravidanza i sintomi toxoplasmosi essendo subdoli, come sempre, divengono ancora più temuti. L'infezione contratta da una donna in attesa è una delle minacce peggiori che si possano avere per il nascituro. Pure essendo una malattia virale tra le più diffuse, nessuno dei vaccini esistenti è in grado di contrastarla. Mentre per le persone adulte non è nociva, anzi un basso indice di contagio porta all'immunità della donna al virus, se contratto in gravidanza esso esplode in tutta la sua potenza. Dopo avere attraversato le membrane placentari, arriva al nascituro e le conseguenze possono essere danni neurologici e cecità. Nei primi mesi di gestazione diviene facile abortire spontaneamente. Antibiotici e sulfamidici sono le terapie per la donna colpita da toxoplasmosi durante la gravidanza.

Toxoplasmosi e contagio

Il 60-70% degli italiani sono stati contagiati dalla toxoplasmosi. Il virus incriminato si insedia negli intestini di animali e si riproduce molto velocemente. Il genere felino è il principale ospite e con le feci disperde le uova nell'ambiente. Così avviene il contagio perché le uova passano ad altri animali, ai terreni e quindi alla frutta e verdura che si porta in tavola. Non solo la carne di animali contagiati se mangiata non cotta completamente può trasmettere il virus agli umani. Anche negli animali i sintomi toxoplasmosi non sono evidenti e le persone con il contatto o l'alimentazione possono incorrere nella pericolosa infezione. Le uova del terribile virus si trovano ovunque, ecco perché il contagio diviene facilissimo ed il numero dei contagiati supera ogni aspettativa più pessimistica.

La prevenzione

L'unico modo per non contrarre la malattia è prevenirla. Se i sintomi toxoplasmosi non ci sono siamo ancora in tempo. Non è quindi consentito alimentarsi con carne cruda o poco cotta. Non è concesso, soprattutto in gravidanza, alcun tipo di insaccato, anche se è magro ed è stato sottoposto ad ogni possibile verifica. Nel caso si sia degli appassionati di animali ed in particolare modo di gatti, è bene usare molta cautela nella pulizia della loro lettiera. Naturalmente anche i nostri animaletti non devono alimentarsi con carni crude. Le verdure vanno accuratamente lavate e lasciate in ammollo con bicarbonato di sodio e acqua. Indispensabile l'uso dei guanti anche in giardino. Non lasciamo vagabondare gli animali, lasciandoli senza alcun controllo, potrebbero contrarre per primi la pericolosa malattia.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi della toxoplasmosi nelle persone sane?
    Nella maggior parte dei casi, la toxoplasmosi è asintomatica o presenta sintomi molto lievi e aspecifici. Chi si ammala può notare una lieve febbre persistente, stanchezza generale e malessere, spesso confusi con una semplice influenza. Un segno clinico rilevabile dal medico è l'ingrossamento dei linfonodi, specialmente quelli situati alla base della nuca. In alcuni soggetti possono comparire dolori muscolari o articolari senza cause apparenti. Poiché questi segnali sono generici, la diagnosi richiede specifici esami del sangue per confermare la presenza dell'infezione da Toxoplasma gondii.
  • Perché la toxoplasmosi è considerata pericolosa durante la gravidanza?
    La toxoplasmosi rappresenta una grave minaccia per il feto se la madre contrae l'infezione durante la gestazione, poiché il parassita può attraversare la barriera placentare. Le conseguenze per il nascituro possono essere gravissime, includendo danni neurologici permanenti, problemi visivi fino alla cecità e, nei primi mesi di gravidanza, un alto rischio di aborto spontaneo. A differenza degli adulti sani, il sistema immunitario del feto non è in grado di difendersi efficacemente dall'agente patogeno, rendendo cruciale la prevenzione e il monitoraggio medico costante per evitare tali complicanze irreversibili.
  • Come si contrae principalmente la toxoplasmosi attraverso l'alimentazione?
    La trasmissione alimentare è una delle vie principali di contagio. Il parassita si trova spesso nella carne cruda o poco cotta di animali infetti; consumando queste carni, l'uomo ingerisce le forme infettive. Inoltre, frutta e verdura contaminate dalle feci di animali portatori (soprattutto gatti) possono ospitare le cyste del parassita sulla superficie. Per ridurre il rischio, è fondamentale cuocere bene la carne a temperature elevate e lavare accuratamente ortaggi e frutti, preferibilmente lasciandoli in ammollo in soluzione con bicarbonato prima del consumo, per eliminare eventuali residui contaminati.
  • È vero che i gatti sono responsabili della diffusione della toxoplasmosi?
    Sì, i gatti appartengono alla famiglia dei Felidae, che sono gli unici ospiti definitivi del Toxoplasma gondii. Solo nei loro intestini il parassita si riproduce sessualmente, producendo uova (oocisti) che vengono espulse con le feci nell'ambiente. Queste uova possono sopravvivere nel suolo e contaminare l'acqua o le piante. Tuttavia, il contagio diretto dai gatti all'uomo è raro se si adottano semplici precauzioni: non pulire personalmente la lettiera (affidandola ad altri) e lavarsi sempre le mani dopo aver toccato il gatto o essersi occupati del suo habitat, evitando il contatto bocca-mani.
  • Esiste un vaccino per prevenire la toxoplasmosi?
    Al momento non esiste alcun vaccino disponibile per prevenire la toxoplasmosi né nell'uomo né negli animali. Questo rende la prevenzione comportamentale l'unica strategia efficace contro il contagio. Dato che circa il 60-70% della popolazione italiana ha già incontrato il parassita sviluppando immunità, il pericolo maggiore riguarda le donne in gravidanza che non hanno mai contratto l'infezione. Per queste donne, l'igiene alimentare rigorosa e la protezione dall'esposizione alle feci di gatto diventano misure essenziali per garantire la sicurezza del feto.

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