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Vaccino leishmaniosi

Aggiornato il 20 febbraio 20174 capitoli5 domande frequenti
Leishmaniosi forma cutanea

Meccanismo d'azione e sintomi della leishmaniosi

La leishmaniosi è una patologia parassitaria provocata da un protozoo la Leishmania infantum che colpisce alcuni animali domestici, soprattutto il cane e, talvolta, l'uomo. Il protozoo è trasmesso da un flebotomo, un insetto simile ad una piccola zanzara che vive, soprattutto, nelle aree a clima temperato umido, largamente diffuso nelle Regioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Il flebotomo è attivo soprattutto durante le ore crepuscolari e questo è il motivo per cui, nelle aree a rischio, è opportuno, soprattutto durante la stagione calda, far dormire i cani in un ambiente chiuso con zanzariere alle finestre. Penetrata all'interno dell'organismo grazie alla puntura dell'insetto femmina, la leishmania raggiunge il sangue e qui penetra e si moltiplica nelle cellule del sistema immunitario, in particolare dei macrofagi, inibendo e disorientando la risposta immunitaria. Nell'uomo si distinguono due forme di leishmaniosi: cutanea, che si manifesta soprattutto con lesioni dermatologiche e viscerale, che tende a danneggiare gli organi interni, fegato e reni in particolare.

Vaccino leishmaniosi e riduzione del rischio

Il vaccino leishmaniosi rappresenta un prodotto innovativo, frutto di una ricerca decennale volta alla scoperta di un sistema di prevenzione efficace nel controllo di questa patologia largamente diffusa. Immesso in commercio relativamente di recente, ha riscosso un alto tasso di gradimento soprattutto perché rappresenta una nuova frontiera nella lotta, non solo nei confronti della leishamniosi, ma anche delle malattie parassitarie in generale. Il vaccino si pone l'obiettivo di rafforzare e indirizzare la risposta immunitaria specifica nei confronti della patologia, aumentando il grado di protezione dell'animale ed aiutandolo nel tenere sotto controllo la patologia, inibendo la capacità del protozoo di penetrare nelle cellule del sistema immunitario, di replicarsi al loro interno e di inibirne l'efficacia. Il vaccino leishmaniosi riduce la capacità della leishmania di disorientare la risposta immunitaria, rendendola non soltanto inefficace, ma addirittura dannosa per l'organismo conferendo una protezione di ben quattro volte superiore a quella naturale.

Controllo della diffusione della patologia

Il vaccino leishmaniosi, seppure attualmente disponibile solo per il cane, riveste, indirettamente, un importante ruolo per il controllo della patologia nell'uomo. La leishmania ha come ospite primario il cane, trovando in questo le condizioni ideali per la propria sopravvivenza e moltiplicazione, tuttavia, in taluni casi, può colpire altri animali, ad esempio il gatto e l'uomo. Non vi è alcuna possibilità di contagio diretto tra l'uomo ed il cane, essendo necessaria la presenza del vettore, ossia del flebotomo che deve assumere la leishmania da un cane infetto quando si nutre del suo sangue dopo averlo punto e, dopo che questa sarà maturata nel suo interno - pertanto l'insetto non costituisce solo un sistema di trasporto - la inoculerà nell'uomo. In generale, l'organismo umano non è ideale per la sopravvivenza del parassita che viene, solitamente, rapidamente debellato. Talvolta, però, in pazienti immunodepressi, sotto chemioterapia o oncologici, può riuscire a moltiplicarsi e causare malattia. Il controllo della leishmaniosi canina, associata ad una lotta diretta contro i flebotomi, rappresenta un modo per contenere la funzione serbatoio del cane cui concorre in maniera importante il vaccino leishmaniosi.

Meccanismo d'azione

Il parassita della leishmaniosi, una volta raggiunto l'organismo, attiva due tipi di risposta immunitaria: quella anticorpale, mediata dai linfociti B e quella cellulo mediata di cui sono responsabili i linfociti T. Solo quest'ultima, tuttavia, rappresenta una protezione efficace nei confronti della malattia. La produzione di anticorpi, infatti, se eccessiva, non solo non è efficace ma risulta addirittura dannosa perché questi, legandosi ad alcune componenti del parassita dette antigeni, formano gli immunocomplessi che vengono trasportati dal flusso sanguigno e si depositano in vari organi e tessuti. Gli immunocomplessi causano numerosi danni responsabili di alcuni tra i più importanti sintomi della patologia: insufficienza renale, danno epatico, lesioni articolari, dermatiti ed ulcere cutanee. Il vaccino leishmaniosi agisce stimolando una corretta risposta del sistema immunitario ossia un aumento della produzione dei linfociti T a discapito di quelli di tipo B. Si viene, in questo modo, a creare una maggiore protezione naturale capace di combattere e debellare il parassita quattro volte maggiore rispetto a quella mediamente posseduta dal cane senza l'impiego del vaccino leishmaniosi.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente il vaccino contro la leishmaniosi nel cane?
    Il vaccino non elimina direttamente il parassita, ma modula la risposta immunitaria dell’animale. Stimola specificamente i linfociti T (immunità cellulo-mediata), che sono cruciali per controllare l’infezione, riducendo al contempo la produzione eccessiva di anticorpi. Questi ultimi, se prodotti in quantità elevate, possono formare complessi immuni dannosi che si depositano in reni e fegato, causando gravi complicazioni. Indirizzando la difesa verso i linfociti T, il vaccino potenzia la capacità naturale del cane di contrastare la Leishmania infantum, offrendo una protezione fino a quattro volte superiore rispetto a quella spontanea.
  • Esiste un vaccino per prevenire la leishmaniosi anche negli esseri umani?
    Al momento, il vaccino citato è disponibile esclusivamente per i cani. Non esiste ancora un vaccino ampiamente adottato e standardizzato per la prevenzione della leishmaniosi nell'uomo, sebbene la ricerca sia attiva. Poiché il cane funge da principale serbatoio del parassita, vaccinare gli animali domestici è una strategia fondamentale di sanità pubblica. Riducendo il carico parassitario nella popolazione canina, si diminuisce drasticamente il rischio che i flebotomi (le zanzare simili trasmettitrici) si infettino e trasmettano successivamente la malattia agli esseri umani, proteggendo indirettamente anche le persone vulnerabili.
  • Quali sono i sintomi principali della leishmaniosi nell'uomo e nel cane?
    Nell'uomo, la leishmaniosi si presenta principalmente in due forme: quella cutanea, caratterizzata da lesioni dermatologiche, ulcerazioni e noduli sulla pelle, e quella viscerale, molto più grave, che colpisce gli organi interni come fegato, milza e reni, portando spesso a insufficienza renale e danni epatici. Nel cane, i sintomi includono perdita di peso, ingrossamento dei linfonodi, lesioni cutanee, ulcere, problemi oculari e, soprattutto, insufficienza renale progressiva dovuta ai complessi immuni. Entrambe le forme richiedono diagnosi tempestiva e trattamento specifico.
  • La leishmaniosi si trasmette direttamente dal cane all'uomo?
    No, la trasmissione diretta tra cane e uomo non avviene. Il contagio richiede necessariamente la presenza del vettore biologico, il flebotomo maschio, un piccolo insetto simile a una zanzara. Il flebotomo si infetta pungendo un cane (o altro animale) portatore del parassita Leishmania infantum; il parassita matura poi nell’intestino dell’insetto prima di essere inoculato in un nuovo ospite umano o animale attraverso una successiva puntura. Per questo motivo, la prevenzione passa attraverso il controllo degli insetti vettori e la vaccinazione dei cani per ridurre la circolazione del parassita.
  • Quando e come va applicato il vaccino per la leishmaniosi canina?
    Il protocollo vaccinale deve essere stabilito dal veterinario, ma generalmente prevede una serie di dosi iniziali (solitamente due somministrazioni a distanza di tre settimane) seguite da richiami annuali. È fondamentale iniziare la vaccinazione solo su cani sani e negativi al test della leishmaniosi, poiché vaccinare un animale già infetto potrebbe aggravare la condizione clinica. L’applicazione deve avvenire in aree prive di flebotomi attivi o prima dell’inizio della stagione calda, integrando sempre altre misure preventive come collari repellenti e zanzariere, specialmente nelle zone endemiche del Mediterraneo.

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