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Urinoterapia

Aggiornato il 23 giugno 20174 capitoli5 domande frequenti
Campione di urina in provetta

Che cos’è l’urinoterapia e le caratteristiche della pratica

L’urinoterapia è una tecnica alternativa molto apprezzata dai neuropati che si sta diffondendo sempre più negli ultimi anni e che conta un notevole numero di sostenitori in tutto il mondo. Consiste nell’utilizzo di urina, da assumere nella maggior parte dei casi per via orale, per prevenire oppure per curare determinate malattie. Questa pratica può essere messa in opera attraverso le più disparate metodologie a seconda della tipologia di terapia che si vuole realizzare. Tuttavia, nonostante le convinzioni radicate dei sostenitori dell’urinoterapia e sull’efficacia ad ampio raggio di questa pratica, non esistono prove scientifiche effettive e sostenute da prove certe che possano confermarne i benefici per l’organismo derivanti dall’assunzione di urina. Al tempo stesso sono difficilmente accettabili in ambito scientifico molte delle teorie su cui si basa questa procedura.

Posizioni a favore e contrarie per la pratica dell’urinoterapia

In genere le posizioni dei sostenitori dell’urinoterapia e di chi non ritiene che questa pratica abbia un fondamento scientifico sono diametralmente opposte. Nel primo caso l’urina viene considerata un vero e proprio elisir salutare che consente di curare e prevenire il manifestarsi di molte patologie, se non di qualunque malattia. Infatti, secondo i sostenitori di questa terapia alternativa, consente di curare in maniera naturale disturbi che vanno dai semplici raffreddori a patologie degenerative neurologiche come il morbo di Parkinson. Queste posizioni sono legate all’importanza che rivestiva l’urinoterapia nell’antichità: infatti l’urina veniva definita acqua santa, frutto della vita oppure nettare celeste. Al giorno d’oggi i sostenitori di questa pratica la ritengono un distillato del sangue in quanto viene prodotta dai reni attraverso il filtraggio ematico. Invece le posizioni contrarie ritengono che l’unica utilità che possa avere l’urina in campo medico sia nell’essere sottoposta ad analisi per fini diagnostici.

Qual è stato l’uso dell’urinoterapia nella storia

Si ritiene che la pratica dell’urinoterapia sia legata ad alcuni antichi riti Indù della tradizione tantrica, che la ritenevano una potente tecnica afrodisiaca perché l’urina fuoriusciva dagli organi riproduttori. Nella medicina etrusca, greca e romana l’assunzione di urina per via orale serviva per curare alcune malattie, come le patologie della pelle e le ferite da morso. Tra i sostenitori antichi di questa pratica si ricordano i medici Ippocrate e Galeno e lo studioso Plinio il Vecchio. Nelle culture asiatiche l’assunzione della propria urina era un’attività diffusa e ancora oggi viene eseguita in parte dai monaci tibetani. In particolare è comune a diverse culture l’utilizzo dell’urinoterapia per curare i disturbi della pelle, la formazione delle rughe e la secchezza dell’epidermide. Infatti bisogna tenere a mente che l’urina è composta dal 95% di acqua, mentre la parte restante è rappresentata da sostanze metaboliche di scarto derivanti dal filtraggio del sangue che però possono avere potenzialità terapeutiche. Di conseguenza possono consentire una buona idratazione dell’organismo.

Quali sono i principi fondamentali dell’urinoterapia

I sostenitori dell’urinoterapia non ritengono l’urina un prodotto di scarto, ma, al contrario, un distillato del sangue le cui componenti sono state selezionate tra gli elementi più efficaci per la cura dell’organismo. Di conseguenza la propria urina risulta un vero e proprio medicinale naturale, dalle grandi proprietà terapeutiche e a costo zero. Secondo i sostenitori di questa terapia alternativa il liquido contiene antibiotici, anticorpi, sali minerali e vitamine. Al tempo stesso bisogna tenere a mente che questa pratica si basa sulla credenza che la placenta nella quale si sviluppa il feto sia costituita prevalentemente da urina. Per questo motivo l’urinoterapia consente di rinforzare il sistema immunitario di un individuo, guarire ferite e bruciature, rendere morbida, vellutata ed elastica la pelle. In ogni caso, per poter intervenire su qualunque disturbo ( fisico, emotivo o psicologico) si deve assumere sempre la propria urina.

Domande frequenti

  • Quali sono i presunti benefici dell'urinoterapia per la pelle?
    I sostenitori dell'urinoterapia affermano che l'assunzione orale o l'applicazione topica dell'urina possa migliorare l'idratazione cutanea, ridurre la secchezza dell'epidermide e contrastare la formazione delle rughe. Poiché l'urina è composta per il 95% da acqua, i suoi aderenti ritengono che contribuisca a mantenere la pelle morbida, vellutata ed elastica. Inoltre, si sostiene che le sostanze presenti nel liquido possano agire come agenti rigenerativi, aiutando a guarire ferite superficiali e bruciature grazie alla presenza teorica di composti bioattivi selezionati dal corpo.
  • Esistono prove scientifiche che confermino l'efficacia dell'urinoterapia?
    Attualmente non esistono evidenze scientifiche robuste o studi clinici verificati che dimostrino efficacia terapeutica nell'assumere urina per via orale. La comunità medica considera l'urina principalmente come un prodotto di scarto metabolico eliminato dai reni per depurare il sangue. Sebbene contenga tracce di anticorpi o ormoni, queste quantità sono generalmente insufficienti per produrre effetti curativi significativi. Pertanto, le affermazioni sui suoi poteri medicinali restano prive di fondamento empirico accettato dalla scienza moderna.
  • È sicuro bere la propria urina?
    Bere la propria urina fresca, prodotta da un soggetto sano, comporta rischi minimi immediati poiché il liquido è sterile quando esce dalla vescica. Tuttavia, non è privo di pericoli: l'urina contiene urea, creatina e altri scarti tossici che il corpo ha già tentato di eliminare. Reintrodurli costringe i reni a un lavoro extra per smaltirli nuovamente, potenzialmente sovraccaricandoli. In caso di infezioni urinarie, assunzione di farmaci o disidratazione, l'urina può contenere batteri patogeni o concentrazioni elevate di tossine, rendendola pericolosa per la salute.
  • Come si pratica tradizionalmente l'urinoterapia?
    La pratica varia a seconda della scuola di pensiero, ma le modalità principali includono l'assunzione orale diretta, spesso al mattino appena svegli, e l'applicazione topica sulla pelle o sui capelli. Alcuni seguaci bevono l'urina raccolta nelle prime ore del giorno, ritenendola più pura, mentre altri la utilizzano come collirio o maschera viso. Non esiste un protocollo standardizzato unico; le tecniche dipendono dalle credenze individuali sull'igiene e sulla concentrazione dei principi attivi, con l'obiettivo di sfruttare il liquido come 'elisir' naturale per il benessere generale.
  • Perché l'urinoterapia è stata utilizzata storicamente?
    Nell'antichità, presso civiltà come quella indù, etrusca, greca e romana, l'urina era considerata sacra o medicamentosa. Figure storiche come Ippocrate e Galeno ne suggerirono l'uso per curare ferite, morsi di animali e patologie cutanee. Nella cultura tibetana e nelle tradizioni tantriche, aveva anche valenze spirituali e afrodisiache. Il concetto si basava sull'idea che l'urina fosse un 'distillato del sangue', ricco di nutrienti vitali recuperabili, piuttosto che semplice rifiuto, sfruttandola per rafforzare il sistema immunitario e prevenire malattie comuni prima della scoperta della microbiologia moderna.

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