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Dolori di pancia

Dolori addominali colite

Accusi dolori intestinali, diarrea, o stipsi che si ripresentano ogni qual volta assumi un pasto abbondante? Forse la causa potrebbe essere la colite.

di Redazione

22 agosto 2016

Cosa è la colite

Per colite, si intende un'infiammazione del colon (secondo tratto dell'intestino crasso) che si manifesta con dolore dolore nella parte bassa della pancia. Il colon è un organo che copre la seconda parte dell'intestino, è diviso in tre porzioni che ricordano un triangolo al contrario: colon ascendente, trasverso e discendente. Ogni porzione è adibita ad una funzione particolare ma, per non addentrarsi troppo nella parte anatomica, basti sapere che nella parte trasversa (orizzontale) avviene l'assorbimento dei liquidi. A seconda della parte dove è localizzata la colite si possono avere segni e sintomi tipici. Se localizzata nel colon ascendente si avrà maggiormente diarrea, se nella parte discendente (dove l'assorbimento di liquidi è già avvenuto) si potrà accusare stitichezza e crampi addominali che vengono attenuati solitamente dalla defecazione.

Segni e sintomi

Come già citato in precedenza, il segno allarmante è il dolore gastro-intestinale. Solitamente il malessere è attenuato dalla defecazione ma poi ricompare, le feci possono poi variare la consistenza da formate a diarroiche. A volte si può invece assistere a stipsi o defecazione dolorosa. Poiché questi sintomi non sono necessari a confermare la diagnosi, potreste avvertire anche alitosi, bruciore in sede esofagea durante l'ingestione di cibo o ancora una digestione difficoltosa che si manifesta con nausea, vomito o acidità gastrica. Potrebbe poi essere interessata anche la vescica, in quanto annessa del colon, in questo caso potrete avvertire urgenza ad urinare, stimolo notturno (nicturia) o senso di incompleto svuotamento urinario. Se la colite poi si presenta ad uno stadio più avanzato potrete scorgere un eritema nella cute che solitamente indica una colite ulcerativa, in questo caso il dolore non è alleviato dai farmaci e la cosa migliore è rivolgersi ad un medico.

Come si fa la diagnosi

Esistono diverse modalità mediche per fare la diagnosi di colite. Le metodiche più utilizzate sono la colonscopia (indagine nella quale con delle sonde si entra nell'ano e si esplora la mucosa del colon, previa pulizia intestinale un giorno prima con lassativi), sigmoidoscopia, ricerca del sangue occulto nelle feci (diagnosi che serve per differenziare il dolore della colite dal dolore del tumore del colon-retto), immagini a raggi x del colon, coltura delle feci ed ancora esami del sangue dai quali si può rilevare la VES (velocità di eritrosedimentazione degli eritrociti) che se alta è un buon indizio per la diagnosi di colite. Alcune diagnosi differenziali di colite sono il tumore del colon-retto, la malattia diverticolare, il morbo di Crohn, la malattia celiaca e la colite ulcerosa, sono tutte malattie che interessano il colon e che si manifestano con segni e sintomi simili alla colite.

Terapia e rimedi

A seconda della causa di colite esistono vari trattamenti con i quali la si può debellare. Se la causa è collegabile allo stress si consiglia una psicoterapia, il rilassamento o la musico terapia. Esistono anche rimedi naturali per chi non ha una buona opinione dei farmaci quali: argilla verde, lactobacillus rhamnosus o tisane a base di erbe come il tiglio. Il trattamento farmacologico prevede antispastici ed antinfiammatori. L'aiuto maggiore però è fornito dalla dieta, si devono introdurre acqua (circa due litri) e fibre. Le seconde devono essere insolubili cioè quelle contenute negli ortaggi e nei cereali perché legano acqua e distendono le pareti dell'intestino, impedendogli di attivare il sistema nervoso che le rende spastiche. Si devono eliminare i grassi saturi, i cibi ricchi di zucchero e le spezie. Si possono invece introdurre probiotici che aiutano la flora batterica del colon.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi della colite e quando preoccuparsi?
    I sintomi principali includono dolori addominali, spesso nella parte bassa della pancia, alternanza tra diarrea e stitichezza, e crampi che tendono ad attenuarsi dopo la defecazione. Possono presentarsi anche alitosi, nausea, acidità gastrica e problemi urinari come urgenza o nicturia. È fondamentale consultare immediatamente un medico se compaiono segni di uno stadio avanzato, come eritema cutaneo (indice possibile di colite ulcerativa), dolore persistente non alleviato dai farmaci, presenza di sangue nelle feci o perdita di peso inspiegabile, poiché potrebbero indicare patologie più gravi.
  • Quale dieta seguire per gestire i dolori addominali da colite?
    La gestione alimentare è cruciale: bisogna bere almeno due litri d'acqua al giorno e introdurre fibre insolubili, presenti in ortaggi e cereali integrali, che legano l'acqua e distendono le pareti intestinali, riducendo le contrazioni spasmodiche. È consigliabile assumere probiotici per supportare la flora batterica. Al contrario, vanno eliminati rigorosamente i grassi saturi, gli zuccheri semplici e le spezie irritanti. Una dieta equilibrata aiuta a stabilizzare il transito intestinale e riduce l'infiammazione del colon.
  • Quali rimedi naturali possono aiutare contro la colite?
    Oltre alle terapie farmacologiche prescritte dal medico, esistono valide alternative naturali. L'argilla verde è utilizzata per le sue proprietà assorbenti e calmanti verso l'intestino. I ceppi probiotici, come il Lactobacillus rhamnosus, contribuiscono a riequilibrare la flora batterica intestinale. Inoltre, tisane a base di tiglio possono offrire un effetto rilassante utile soprattutto se la colite è aggravata dallo stress. Per casi legati a fattori psicologici, tecniche di rilassamento, musicoterapia o psicoterapia risultano efficaci nel ridurre i sintomi fisici derivanti dall'ansia.
  • Come viene diagnosticata la colite e quali esami servono?
    La diagnosi richiede indagini mediche specifiche per distinguere la colite da altre patologie come il tumore del colon-retto, il morbo di Crohn o la celiachia. Gli esami più comuni includono la colonscopia e la sigmoidoscopia, che permettono di visualizzare direttamente la mucosa del colon. Altri test utili sono la ricerca del sangue occulto nelle feci, la coltura fecale per identificare infezioni, radiografie del colon ed esami del sangue per misurare parametri infiammatori come la VES (Velocità di Eritrosedimentazione), che se elevata suggerisce la presenza di infiammazione attiva.

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