Sindrome del colon irritabile

Integratori alimentari

Colon irritato sintomi

Il colon irritato sintomi colpiscono un adulto su dieci. È una patologia cronica di origine sconosciuta, che non richiede un ricovero chirurgico.

di Redazione

06 luglio 2017

Patogenesi della sindrome colon irritabile

Non è possibile individuare un unico elemento patogenetico che ne causi lo sviluppo. Si ipotizza che i colon irritato sintomi siano causati dalla presenza contemporanea di più elementi quali la predisposizione genetica, pregresse infezioni acute del tratto gastrointestinale e la presenza di antigeni alimentari, batteri, allergeni o farmaci. Altro fattore che incide è l'ipersensibilità viscerale, che causa un’anomala percezione della peristalsi e della distensione viscerale, che vengono avvertiti come dolore e fastidio dal paziente. L'andamento ricorrente della malattia, con sintomatologia che va e viene, alternando momenti in cui i sintomi sono evidenti ad altri cui sono del tutto assenti, è collegabile a situazioni di natura psicologica. Stati d'animo quali ansia e apprensione sono causa di stress che possono alimentare la sindrome dell'intestino irritabile, aumentando la sensazione di malessere da parte del paziente.

Colon irritato sintomi più comuni

La sindrome del colon irritabile ha una sintomatologia ricca che si manifesta principalmente con disordini della funzione intestinale, tra questi i più comuni sono: dolori e crampi addominali, gonfiore allo stomaco, meteorismo, nausea, diarrea, costipazione, muchi nelle feci, urgenza all'evacuazione dopo i pasti. Accanto ai colon irritato sintomi di natura intestinale, possono insorgerne altri di natura diversa, ma ugualmente fastidiosi come palpitazioni, letargia, dolori alla schiena, alle spalle e all'altezza del fegato, stanchezza, cefalee e difficoltà di concentrazione. Il sottovalutare questi segnali, una volta sostenuti gli esami necessari per accertare l'assenza di altre patologie con sintomi simili (polipi intestinali, morbo di Chron, colite ulcerosa, celiachia, ecc.) può portare alla cronicizzazione della patologia.

Curare la sindrome del coln irritato a tavola

Se le manifestazioni elencate si ripresentano in maniera continua o ricorrente per un periodo di almeno 6 mesi, è possibile individuare la sindrome senza eseguire procedure diagnostiche invasive, che potrebbero incidere negativamente sulla psiche del paziente, aggravandone la situazione. I colon irritato sintomi possono essere tenuti a bada, nei casi meno gravi, senza far ricorso a terapie farmacologiche, mantenendo un regime dietetico appropriato a seconda dei sintomi ricorrenti. Nei casi di frequenti diarree, è opportuno eliminare cibi ricchi di fibre come pasta e pane integrale, crusca e cereali, diversamente, per la stipsi sarà consigliabile aumentare il consumo di fibre solubili come orzo e avena. Vanno eliminati cavoli, broccoli, cavolfiori, legumi, frutta acerba e bevande zuccherate per la flatulenza e gonfiori addominali. In generale è consigliabile incrementare il consumo di cibi liquidi come minestre, minestroni, yogurt.

Terapia farmacologica

Nei casi più gravi sarà necessario intervenire con dei farmaci, per esempio, in alcuni Paesi sono in vendita Alosetron e Lubiprostone, studiati appositamente per la sindrome da colon irritabile, ma in Italia non sono commercializzati, per tanto bisognerà individuare una terapia adeguata alla sintomatologia. Per i casi di diarrea acuta, verranno prescritti dei farmaci anti diarroici e le resine sequestranti gli acidi biliari. Invece per chi soffre di stipsi si interverrà con integratori di fibra e con i lassativi, in alcuni casi omeopatici. Sarà necessario assumere anticolinergici-antispasmodici, come la iosciamina e la diciclomina in cado di crampi addominali Gli antidepressivi triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina possono essere utili qualora la causa scatenante i colon irritato sintomi sia la depressione. Uno stile di vita sano a tavola, un consumo elevato di acqua, lo svolgimento di attività fisica con continuità potranno evitare o ridurre l'apporto farmacologico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori scatenanti la sindrome del colon irritabile?
    La patogenesi della sindrome del colon irritabile non è dovuta a un singolo elemento, ma a una combinazione complessa. Tra i fattori principali vi sono la predisposizione genetica, infezioni gastrointestinali pregresse e la presenza di antigeni alimentari, batteri o farmaci specifici. Un ruolo cruciale è svolto dall'ipersensibilità viscerale, che porta il paziente a percepire anomalie nella peristalsi e nella distensione intestinale come dolore. Inoltre, fattori psicologici come ansia, stress e apprensione giocano un ruolo determinante nell'esacerbare i sintomi, creando un circolo vizioso malessere mentale-malessere fisico.
  • Come si distinguono i sintomi intestinali da quelli extra-intestinali?
    I sintomi intestinali tipici includono dolori e crampi addominali, gonfiore, meteorismo, nausea, alterazioni del transito intestinale (diarrea o stitichezza), presenza di muco nelle feci e urgenza evacuativa post-prandiale. Tuttavia, la condizione può manifestarsi anche con disturbi extra-intestinali spesso trascurati: palpitazioni, letargia, dolori alla schiena o alle spalle, affaticamento cronico, cefalee e difficoltà di concentrazione. Riconoscere questa ampia gamma di segnali è fondamentale per evitare la cronicizzazione della patologia dopo aver escluso altre malattie organiche.
  • Quali alimenti dovrebbero essere evitati per ridurre gonfiore e flatulenza?
    Per gestire il gonfiore e la flatulenza associati al colon irritabile, è consigliabile eliminare o ridurre drasticamente cibi che fermentano facilmente. Tra questi figurano cavoli, broccoli, cavolfiori, legumi e frutta acerba, oltre alle bevande zuccherate. La gestione delle fibre dipende dal sintomo predominante: in caso di diarrea frequente, bisogna limitare le fibre insolubili (pane integrale, crusca); nella stipsi, invece, è preferibile aumentare le fibre solubili presenti in orzo e avena, supportando sempre l'idratazione con minestre e yogurt.
  • Quando è necessaria la terapia farmacologica e quali farmaci vengono utilizzati?
    La terapia farmacologica è riservata ai casi più gravi o quando la dieta non basta. Non esistono farmaci unici approvati ovunque; ad esempio, Alosetron e Lubiprostone sono usati in altri paesi ma non in Italia. Le cure si adattano al sintomo principale: anti-diarrhoici e resine per la diarrea, lassativi o integratori di fibra per la stipsi, e antispasmodici (come iosciamina e diciclomina) per i crampi addominali. In casi selezionati, dove la causa è legata a depressione o ansia, possono essere utili antidepressivi triciclici o inibitori della ricaptazione della serotonina, sempre sotto stretto controllo medico.
  • È possibile diagnosticare la sindrome senza esami invasivi?
    Sì, la diagnosi può avvenire clinicamente senza procedure invasive, specialmente se i sintomi si presentano in modo continuo o ricorrente per almeno sei mesi. Questo approccio evita di aggravare la psiche del paziente con indagini inutili. Tuttavia, prima di confermare la sindrome del colon irritabile, è essenziale escludere altre patologie con sintomi simili attraverso controlli mirati, come polipi intestinali, morbo di Crohn, colite ulcerosa o celiachia. Una volta escluse queste condizioni, la gestione si concentra sullo stile di vita e sull'alimentazione.

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