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Aggiornato il 20 marzo 20143 capitoli5 domande frequenti
Matrimonio duraturo

Matrimonio duraturo

L'armonia all'interno del matrimonio può essere distrutta per diversi motivi e spesso diventa alquanto complicato riuscire a superare tali momenti di crisi. Portare avanti negli anni un amore non è così semplice, è un sentimento che ha migliaia di sfaccettature e presenta delle modifiche durante il tempo, quello però che conta è saperlo alimentare costantemente. Si tratta di una fiamma che se non riceve il giusto nutrimento prima o poi tenderà a spegnersi, soprattutto se trascorrono molti anni. Questo fa ben comprendere come un matrimonio lungo e duraturo sia davvero un dono divino, ma se i due coniugi non sono più disposti ad alimentare la loro fiamma, ecco che l'unica soluzione resta il divorzio. Il matrimonio può terminare per vari motivi, sempre più persone si lasciano per semplice incompatibilità caratteriale, probabilmente perché non hanno avuto più la forza di poter credere in tale amore.

Divorziare

Divorziare è diventato ormai di uso comune, aumentano le coppie sposate che decidono di non essere più tali, un problema che rischia di sminuire sempre più il sacro valore del matrimonio. Esistono però anche casi in cui divorziare è realmente l'unica soluzione possiible per ritornare ad essere felici, quando insomma ci si ritrova a fare i conti con tradimenti costanti, atti di violenza e così via. Ovviamente si può anche scegliere di proseguire il proprio matrimonio pur sapendo del tradimento subìto, ma questi sono eventi alquanto rari, messi in atto solitamente da persone che non hanno molte possibilità economiche per divorziare. E' infatti molto importante sapere come divorziare implichi un grande dispendio energetico, ma soprattutto economico, qualsiasi tipo di strada si scelga da percorrere, inevitabilmente bisogna essere consapevoli delle grandi spese a cui si va incontro.

Come poter divorziare

Innanzitutto prima di divorziare è necessario percorrere i tre anni di separazione, dopo di ciò è possibile effettivamente richiedere il divorizo, ma solitamente le varie cause sono più che lunghe. C'è il ricorso ad un legale, che richiede molte spese, ma soprattutto alla spartizione del patrimonio, con anche l'affidamento dei figli. Il coniuge più debole dal punto di vista economico potrà però ricevere sempre il classico assegno degli alimenti. Le spese maggiori da afforntare sono ovviamente quelle legali, finché insomma non si arriverà all'udienza finale, inevitabilmente bisognerà negli anni continuare a spendere denaro per divorziare. Il problema sostanziale è proprio questo, il divorzio in Italia è troppo lungo e questo rischia seriamente di impoverire molte persone. Sul divorzio breve nel nostro Paese c'è ancora un bel po' da lavorare, come sempre le leggi italiane non sono mai così attente al benessere reale dei cittadini.

Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti temporali obbligatori per presentare domanda di divorzio in Italia?
    Per accedere al divorzio in Italia, la legge impone un periodo di separazione preventiva obbligatorio. Se la separazione è consensuale, ovvero concordata tra i coniugi senza controversie giudiziarie, devono trascorrere almeno sei mesi. Nel caso di separazione giudiziale, dove c'è un contenzioso davanti al tribunale, il termine richiesto aumenta a dodici mesi. Una volta scaduto uno di questi periodi, è possibile depositare l'istanza di divorzio. È fondamentale verificare che la separazione sia stata omologata dal giudice, poiché questo atto costituisce il presupposto giuridico necessario per trasformare lo stato di separazione in scioglimento del matrimonio.
  • Quanto costa mediamente un procedimento di divorzio e quali voci di spesa includono?
    Le spese per un divorzio variano notevolmente in base alla complessità della causa e agli onorari professionali richiesti. I costi principali riguardano gli avvocati, che possono essere due (uno per ciascun coniuge) o uno unico se c'è accordo, più le tasse processuali e i contributi unificati. In caso di accordo completo, le spese sono contenute; se invece ci sono dispute su assegni, patrimoni o affidamento figli, i costi legali salgono drasticamente a causa delle udienze e delle consulenze tecniche. Inoltre, bisogna considerare eventuali perizie psicologiche o patrimoniali. La durata del processo incide direttamente sul totale, poiché le parcelle forensi si accumulano nel tempo fino all'udienza finale.
  • Come funziona l'assegno di mantenimento post-divorzile e chi ne ha diritto?
    L'assegno di mantenimento è destinato al coniuge economicamente più debole che, a seguito dello scioglimento del matrimonio, versa in stato di bisogno e non riesce a mantenersi con mezzi propri adeguati al tenore di vita matrimoniale. Non è automatico: il giudice valuta la capacità economica di entrambi, l'età, la salute e il contributo dato alla famiglia. L'importo viene stabilito in proporzione alle necessità del beneficiario e alle possibilità del debitore. A differenza dell'assegno di separazione, quello divorzile può essere rivisto o cessare se cambiano le condizioni economiche o se il percipiente convive more uxorio o risposa, fattori che potrebbero ridurre o eliminare il diritto al mantenimento.
  • Cosa si intende tecnicamente per 'divorzio breve' e qual è la sua situazione attuale?
    Il 'divorzio breve' è una proposta legislativa, discussa in Parlamento ma non ancora approvata definitivamente, che mirerebbe a ridurre i tempi di attesa per ottenere il divorzio. Attualmente, la legge vigente prevede i sei o dodici mesi di separazione. La proposta del divorzio breve suggerisce di abbassare questi termini, ad esempio a tre mesi per le separazioni consensuali, per snellire le pratiche burocratiche e ridurre i costi economici e psicologici per le famiglie. Al momento, tuttavia, questa riforma non è operativa; i cittadini devono quindi attenersi ai termini standard previsti dall'attuale ordinamento giuridico italiano, che rimane uno dei più lunghi in Europa.
  • Come viene gestito l'affidamento dei figli minori durante il divorzio?
    Nella maggior parte dei casi, il giudice affida i figli minori a entrambi i genitori, promuovendo l'ascolto prioritario del minore e garantendone la crescita equilibrata. L'affidamento condiviso è la regola, salvo casi eccezionali di grave inadeguatezza genitoriale. Vengono stabiliti tempi e modalità di permanenza presso ciascun genitore (il cosiddetto calendario di frequentazione) e si determina l'importo del contributo per il mantenimento, che deve coprire le esigenze ordinarie e straordinarie. È cruciale che i genitori collaborino per il bene dei figli, evitando conflitti che potrebbero danneggiare il minore. Eventuali disaccordi sull'educazione o sulla salute possono essere risolti dal giudice tutelare o dal tribunale per i minorenni.

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