Fine del matrimonio
In amore non sempre si riesce a creare una famiglia solida e duratura, purtroppo possono evidenziarsi dei problemi che sembrano difficili da risolvere ed il più delle volte si preferisce mollare puntando poi sul divorzio. La strada per arrivare a questo punto, al non essere più sposati, è alquanto tortuosa ed in Italia i tempi sono molto lunghi. A volte si rischia realmente che un divorzio possa prosciugare il conto in banca dei due coniugi, soprattutto se la pratica è molto più complicata e c'è la necessità di dar vita ad un processo piuttosto lungo. Perché si arriva al divorzio? Analizzando un po' i vari sondaggi, il più delle volte c'è di mezzo un comportamento scorretto dell'altro coniuge, è raro insomma che si decida di divorziare perché non c'è più la voglia di amare l'altra persona. Il matrimonio è costituito sicuramente da dei periodi duri e difficili, ma quello che conta è sempre restare uniti. Cosa accade però se uno dei due coniugi si allontana? Molti proprio per sfuggire a dei problemi matrimoniali si rifugiano in qualche avventura, anche solo di tipo sessuale, questo inevitabilmente provoca la rottura definitiva del matrimonio.
Divorzio consensuale
Il divorzio risulta essere in determinate condizioni davvero inevitabile, ma come si può tentare di limitare in un certo senso i danni? I tempi del divorzio giudiziale sono molto lunghi, c'è da dire che prima di poter effettivamente chiedere il divorzio è necessario attraversare degli anni di transizione riguardanti la separazione. Questa è una strada che bisogna seguire per forza prima di richiedere il divorzio, ma può esserci qualche agevolazione, sia a livello economico che di tempistica se si opta per il divorzio consensuale. Come accade per la la separazione consensuale i due coniugi che hanno chiesto di divorziare devono presentarsi davanti al giudice del proprio tribunale di competenza e esporre le loro condizioni consensuali che riguardano il divorzio. Ciò significa che per poter richiedere il divorzio consensuale sia necessario che entrambi i coniugi siano assolutamente d'accordo su tutto ciò che comporta la divisione dei beni e la crescita dei figli. Attraverso il divorzio consensuale non si dovranno pagare gli alimenti e la cifra dell'assegno di mantenimento può essere concordata direttamente tra i due coniugi. Spesso entrambi si dimostrano assolutamente autonomi dal punto di vista economico, si cerca quindi solo un accordo sulle spese comuni che riguardano il mantenimento dei figli, qualora chiaramente ci fossero.
Regole del divorzio consensuale
I due coniugi che sono quindi disposti ad avviare il divorzio consensuale devono avere tutto sotto controllo, ma soprattutto non bisogna avere degli screzi sulle decisioni prese. Si tratta di un aspetto quasi mai praticabile perché spesso il divorzio è una battaglia legale senza esclusioni di colpi, è raro trovare due persone che decidono di far cessare il loro matrimonio in modo pacifico e senza alcun tipo di rancore. La legge tra l'altro prevede che il divorzio consensuale sia gestibile anche senza la presenza di un legale. Questo però molto dipende dal Tribunale a cui si rivolge, infatti vi sono alcuni che pretendono la presenza di un avvocato ed altri no. In genere, visto l'accordo tra i due coniugi, qualora non sia possibile avviare un processo di divorzio consensuale senza avvocato, si decide di sceglierne solo uno per entrambi, in questo modo saranno anche divise le spese legali. Sicuramente questo tipo di divorzio è molto più economico, ma è opportuno che le varie condizioni emesse dai coniugi siano in rispetto totale della prole. Toccherà alla fine sempre al giudice appogiare o meno il divorzio consensuale, se insomma ci fossero delle condizioni che non rispecchiano l'assoluta tutela dei figli, inevitabilmente si avvierà poi il divorzio giudiziale. In questo caso ci si ritroverà non solo ad allungare i tempi del divorzio, ma anche a ritrovarsi con spese molto più sostanziose da affrontare.
Come bisogna procedere
Procedendo con ordine i due coniugi che decidono di avviare un divorzio consensuale devono recarsi dal giudice del proprio tribunale di competenza con solitamente un unico avvocato oppure senza se il tribunale lo permette, ed esporre in camera di consiglio il loro accordo, tutto quello che è stato pattuito senza problemi vari. Toccherà a questo punto al giudice vagliare le condizioni espresse dai due coniugi per controllare che siano adeguate alla tutela dei figli. Tutto insomma ruota intorno all'interesse della prole, se questa non è ben tutelata, il giudice non accetterà il divorzio consensuale. E' evidente come tutto sia facilitato qualora non ci fossero dei figli, la strada a questo punto sarebbe meno tortuosa a livello prettamente giudiziario. Quando invece è presente la prole il giudice ha il compito di vagliare al massimo tutte le possibilità per evitare che ci sia un danno importante per essa. I figli devono essere messi sempre al primo posto e se non ci sono le condizioni migliori per poter garantire il loro bene è inevitabile che il giudice debba rivedere il tutto e farsì che questi non siano delle vittime del divorzio dei loro genitori.
Domande frequenti
-
Quali sono i requisiti fondamentali per ottenere il divorzio consensuale?Per accedere al divorzio consensuale, entrambi i coniugi devono essere pienamente d'accordo su tutte le condizioni derivanti dalla cessazione del matrimonio. Questo include l'assetto patrimoniale, la divisione dei beni e, soprattutto, le modalità di affidamento e mantenimento dei figli minori. L'accordo deve essere espresso davanti al giudice competente, il quale avrà il potere di verificare che le scelte dei coniugi non ledano gli interessi superiori della prole. Se manca anche solo un punto di accordo, la procedura non può avvenire in forma consensuale.
-
È obbligatorio nominare un avvocato per il divorzio consensuale?La normativa italiana prevede che il divorzio consensuale possa essere gestito anche senza l'assistenza di un legale, ma questa regola non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Alcuni Tribunali richiedono espressamente la presenza di un difensore, mentre altri permettono la presentazione diretta della domanda. Tuttavia, nella prassi comune, quando non è strettamente obbligatorio, si tende a nominare un unico avvocato per entrambe le parti: questa soluzione riduce significativamente i costi legali e facilita la gestione burocratica dell'accordo, garantendo comunque la corretta formulazione degli atti.
-
Come viene tutelato il benessere dei figli durante il divorzio consensuale?L'interesse superiore dei figli è il principio cardine su cui si basa ogni decisione del giudice nel divorzio consensuale. Prima di omologare l'accordo, il magistrato effettua un approfondito vaglio delle clausole pattuite dai coniugi, verificando che l'affidamento, il contributo al mantenimento e il regime di visite siano idonei a garantire il giusto sviluppo fisico, psicologico ed educativo dei minori. Se il giudice ritiene che le condizioni proposte possano arrecare danno ai figli, rifiuta l'omologa e il procedimento si trasforma automaticamente in divorzio giudiziale, con conseguenti allungamento dei tempi e aumento delle spese.
-
Quanto costa un divorzio consensuale rispetto a quello giudiziale?Il divorzio consensuale è nettamente più economico rispetto a quello contenzioso o giudiziale. I costi si riducono drasticamente poiché si evita la lunga fase processuale tipica delle cause litigiose. Inoltre, è frequente che le parti concordino la nomina di un unico avvocato, dividendo così le spese di difesa. Non essendo necessari perizie, testimoni o lunghe udienze, le parcelle professionali e i contributi unificati dovuti allo Stato sono inferiori. Questo rende la via consensuale la scelta più razionale dal punto di vista finanziario, oltre che emotivo, per porre fine al matrimonio.
-
Cosa succede se il giudice non approva l'accordo sui figli?Anche se i coniugi sono d'accordo tra loro, il giudice ha il dovere istituzionale di proteggere i minori e non è vincolato dall'accordo paterno-materno se questo risulta dannoso. Se il magistrato ravvisa che le condizioni stabilite per l'affidamento o il mantenimento non garantiscono adeguatamente il benessere dei figli, non omologa il divorzio consensuale. Di conseguenza, la causa si converte in divorzio giudiziale: il giudice dovrà allora decidere ex novo le condizioni più favorevoli per i minori, un processo che richiede più tempo, maggiore impegno economico e che spesso acuisce il conflitto tra le parti.





