Matrimonio e divorzio

Divorzio

separazione coniugale

La separazione coniugale attraversa solitamente tre anni prima di poter arrivare al divorzio. Essa è caratterizzata da tre tipologie e la scelta di ognuna dipende dal rapporto dei coniugi.

di Redazione

17 aprile 2014

Matrimonio e divorzio

Una coppia che decide di convolare a giuste nozze dovrà inevitabilmente prendere in considerazione tutto ciò che può essere considerato più negativo all'interno del matrimonio. Il semplice sentimento dell'amore non basta per garantire ad una coppia di portare a termine il matrimonio nel migliore dei modi, spesso ci sono situazioni in cui l'amore da solo non può garantire soluzioni, ma è importante agire anche razionalmente. I momenti negativi possono riguardare qualsiasi aspetto della vita coniugale e a meno che non si tratti di azioni considerate violente, minacciose ed infedeli, si può lavorare affinché il matrimonio possa proseguire. Ovviamente però anche questioni caratteriali troppo differenti possono poi portare alla fine di un matrimonio, ormai la legge italiana permette di poter richiedere il divorzio anche in situazioni caratteriali troppo conflittuali, senza insomma che ci sia un episodio effettivamente grave a scaturirle.

Separazione coniugale

Prima di arrivare all'effettivo divorzio il passo importante da attuare è la separazione coniugale. In Italia è necessario che trascorrino tre anni di separaizone per poi giungere all'effettivo divorzio. Il periodo della separazione coniugale è di transizione, qui insomma si dà del tempo alla coppia di poter realmente riflettere a fondo sulla decisione che sta per prendere. Secondo insomma la legge italiana si pretende che i due coniugi possano essere realmente sicuri del divorzio in un tempo racchiuso in questi tre anni. E' da un bel po' che si discute su questo tipo di legge italiana che non fa altro che rendere più lungo e dispendioso il percorso del divorzio. Effettivamente se due persone decidono di affidarsi alla separazione coniugale e di arrivare poi al divorizo, è perché di base hanno già riflettuto abbastanza e soprattutto percorso varie strade per tentare di mantenere saldo il matrimonio.

Tipologie di separazione coniugale

Attraverso la separazione coniugale i due coniugi risultano essere ancora marito e moglie anche se possono benissimo vivere in case separate ed iniziare anche una nuova relazione, ma è importante che i diritti e doveri verso la prole rimangano sempre inalterati. Esistono tre tipologie di separazione coniugale: la giudiziale, la consensuale e la separazione di fatto. Nel primo caso i due coniugi si ritrovano a fronteggiare la separazione senza avere alcun tipo di accordo, c'è insomma un attrito forte di base ed è necessario rivolgersi agli avvocati per poter vincere la causa. Quando si parla di separazione consensuale invece c'è di base un accordo su tutto (beni, prole, ecc.) e solitamente può anche essere evitato l'aiuto di un avvocato. La separazione di fatto infine è una separazione che non ha alcun provvedimento giudiziale, ma è un accordo informale attuato dai due coniugi e con questa non si può arrivare al divorzio.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra separazione consensuale e giudiziale?
    La separazione consensuale avviene quando entrambi i coniugi raggiungono un accordo completo su tutti gli aspetti legali, inclusi mantenimento, divisione dei beni e affido dei figli. In questo caso, il procedimento è più rapido e spesso non richiede necessariamente la presenza costante di un avvocato in tribunale. Al contrario, la separazione giudiziale si rende necessaria quando non c'è accordo, a causa di forti conflitti o divergenze sulle condizioni. In tal caso, sarà il giudice a stabilire le modalità della separazione dopo aver valutato le ragioni delle parti, rendendo il processo più lungo, complesso e costoso.
  • È possibile ottenere il divorzio subito dopo la separazione?
    No, secondo la normativa italiana vigente, è necessario attendere almeno tre mesi dalla data in cui la separazione personale è stata omologata dal tribunale per presentare domanda di divorzio. Tuttavia, il testo menziona un periodo di tre anni come fase di transizione comune per riflettere sulla decisione finale. È fondamentale verificare le leggi attuali, poiché i tempi di attesa possono variare in base alle riforme legislative recenti (come la riduzione a sei mesi per il consenso e dodici per il contenzioso), ma il principio di un periodo di prova rimane centrale per evitare decisioni affrettate.
  • Cosa cambia nella situazione legale durante la separazione di fatto?
    La separazione di fatto è un accordo informale tra i coniugi che vivono separatamente senza alcun provvedimento giudiziario. In questa condizione, i due rimangono legalmente sposati e tutti i diritti e doveri matrimoniali, inclusa la comunione dei beni (se presente), restano pienamente attivi. Non essendoci una sentenza, non ci sono obblighi legali vincolanti stabiliti da un terzo, ma nemmeno tutele specifiche. Importante sottolineare che, a differenza delle altre forme, la separazione di fatto non costituisce un prerequisito legale per accedere successivamente al divorzio; è necessario trasformarla in una separazione formale.
  • I doveri verso i figli cambiano durante la separazione?
    No, i diritti e i doveri verso la prole rimangono assolutamente inalterati durante tutta la fase di separazione, indipendentemente dal tipo scelto. Entrambi i genitori continuano ad avere la responsabilità genitoriale, il che implica il dovere di crescere, istruire e mantenere i figli. Anche se i coniugi vivono in case diverse, la legge impone che il benessere psicologico e materiale dei bambini sia la priorità assoluta. Qualsiasi accordo, sia esso consensuale o giudiziale, deve sempre includere disposizioni chiare sull'affidamento e sul contributo economico per garantire la stabilità dei minori.
  • Posso iniziare una nuova relazione mentre sono separato?
    Sì, durante la separazione coniugale i coniugi mantengono lo status legale di marito e moglie, ma possono convivere in abitazioni separate e intraprendere nuove relazioni sentimentali. Tuttavia, è cruciale distinguere tra la sfera privata e quella legale: sebbene la libertà personale sia riconosciuta, eventuali comportamenti considerati gravi o scandalosi potrebbero influenzare negativamente le decisioni del giudice, specialmente in contesti di separazione giudiziale o nelle cause di divorzio successive. La nuova relazione non scioglie il vincolo matrimoniale, quindi non si può contrarre nuovo matrimonio finché il divorzio non è definitivo.