Fine di un matrimonio

Divorzio

separazioni e divorzi

Separazioni e divorzi camminano di pari passo nel mondo della legge italiana, non c'è divorzio senza separazione, ma chiaramente si può scegliere la strada da percorrere.

di Redazione

22 aprile 2014

Fine di un matrimonio

Le dinamiche di un matrimonio non sono mai molto stabili, si tratta di un cammino che prevede numerosi alti e bassi, ma ciò che conta è poter affrontare e superare qualsiasi tipo di ostacolo sempre uniti all'interno della coppia. Il problema è che tale unione spesso tende a scricchiolare, prevalgono elementi egoistici che inevitabilmente rompono l'equilibrio iniziale e la stabilità di un tempo non si riesce più a generare. Il matrimonio non è sicuramente una strada semplice, non si tratta di un contesto in cui prevale sempre gioia e amore, ma bisogna avere la forza ed il coraggio di poter sempre guardare oltre, sperare insomma che le cosa possano migliorare. Sono però diversi i casi in cui non si ha assolutamente più la voglia di portare avanti un matrimonio, che si tratti di motivazioni più o meno gravi, è possibile sempre separarsi dal proprio coniuge e far cessare quindi il legame matrimoniale.

Separazioni e divorzi

Separazioni e divorzi camminano praticamente di pari passo, non c'è divorzio senza separazione ed è fondamentale capire tale punto. Quando una coppia sposata decide di non proseguire più nel cammino comune del matrimonio deve innanzitutto scegliere la separazione che ha intenzione di affrontare per poi proseguire nella domanda di divorzio. E' soprattutto in Italia che le separazioni e divorzi sono così uniti, anche perché in altri Paesi è possibile arrivare direttamente al divorzio senza attraversare la strada della separazione. Questa situazione in Italia non è ancora attuabile, prima bisogna lasciar trascorrere tre anni di separazione e poi si arriva effettivamente al divorzio con i due coniugi che cessano definitivamente di essere marito e moglie. Le strade da percorre per separazioni e divorzi sono quasi le stesse, ciò significa che se una coppia sposata decide di puntare sula separazione consensuale, anche con il divorzio si avvierà la stessa tipologia di rottura.

Separazioni e divorzi tipologie

In poche parole con tale formula i due coniugi si ritrovano ad essere d'accordo su tutto ciò che riguarda la sperazione dei beni e l'affidamento dei figli, non c'è alcun tipo di attrito. Questo tipo di strada è quella che consente ovviamente più rapidità nel raggiugnere il divorzio e anche un dispendio economico minore. Esistono però anche le separazioni e divorzi giudiziali, casi in cui si arriva a dar vita a delle battaglie legali tra coniugi assolutamente aspre e ricche di colpi bassi, dove la lotta è molto dura e non sempre riesce a vincere chi ha meno colpe, in questi casi è la bravura dei propri avvocati a fare nettamente la differenza. E' possibile scegliere la strada della separazione senza arrivare in tribunale? Ciò è praticamente fattibile, ma si parla di separazione di fatto e non porta assolutamente al divorzio. Qui i due coniugi resteranno sposati per sempre, per la legge saranno per tutta la vita marito e moglie. Potranno insomma vivere separati, avere anche altre relazioni, ma ci sarà sempre il sacro vincolo matrimoniale ad unirli.

Domande frequenti

  • È obbligatorio passare attraverso la separazione per ottenere il divorzio in Italia?
    Sì, nel sistema giuridico italiano il divorzio non può essere richiesto direttamente senza aver previamente ottenuto un provvedimento di separazione. La separazione costituisce un passaggio necessario e preliminare che interrompe gli obblighi di convivenza e assistenza reciproca. Solo dopo che è stata pronunciata la sentenza di separazione, e solo trascorso un determinato periodo di tempo dalla sua efficacia, è possibile presentare domanda per la conversione in divorzio. Questa prassi distingue l'Italia da molti altri paesi occidentali, dove è possibile richiedere lo scioglimento del matrimonio direttamente davanti al giudice.
  • Quanto tempo deve passare dalla separazione per chiedere il divorzio?
    Il termine temporale dipende dalla natura della separazione. Per la separazione consensuale, approvata dal giudice, è necessario attendere sei mesi dall’effettività della separazione. Nel caso della separazione giudiziale, ovvero quando non c'è accordo tra le parti e il giudice impone le condizioni, il termine di attesa è di tre anni. Questi periodi servono a garantire che la crisi coniugale sia irreversibile e che la decisione di sciogliere il vincolo matrimoniale sia presa con la dovuta maturità e consapevolezza, evitando impulsività.
  • Qual è la differenza pratica tra separazione consensuale e giudiziale?
    La separazione consensuale avviene quando entrambi i coniugi raggiungono un accordo su tutti gli aspetti rilevanti, come l’affidamento dei figli, il mantenimento economico e la divisione dei beni. In questo caso, il procedimento è più rapido, meno costoso e meno conflittuale, poiché il giudice omologa l’accordo raggiunto. Al contrario, la separazione giudiziale si verifica quando non vi è accordo; una parte chiede al tribunale di decidere le condizioni della separazione. Questo percorso è generalmente più lungo, oneroso e stressante, richiedendo un maggiore intervento legale e probatorio.
  • Cos'è la separazione di fatto e quali conseguenze legali ha?
    La separazione di fatto consiste nella cessazione della convivenza tra i coniugi senza alcuna richiesta formale al tribunale o accordo scritto. Legalmente, questa situazione non produce effetti: i coniugi rimangono pienamente legati dal vincolo matrimoniale e devono rispettare tutti i doveri derivanti dal matrimonio, incluso quello di fedeltà e assistenza. Non ci sono tutele economiche specifiche né modifiche allo status familiare. Chi desidera modificare la propria condizione giuridica deve necessariamente intraprendere le vie legali della separazione consensuale o giudiziale per ottenere diritti e doveri regolamentati.
  • Come influisce la scelta tra separazione consensuale e giudiziale sulla futura domanda di divorzio?
    La scelta della tipologia di separazione influenza principalmente la durata e i costi del processo, ma non cambia il principio base per cui la separazione deve precedere il divorzio. Tuttavia, optare per una separazione consensuale accelera notevolmente i tempi complessivi del percorso verso il divorzio, grazie ai minori termini di attesa (sei mesi contro tre) e alla semplificazione procedurale. Una separazione giudiziale, invece, allunga i tempi totali a causa della necessità di definire le condizioni tramite sentenza e del maggior periodo di attesa, rendendo il processo di scioglimento del matrimonio più prolungato e costoso.