ciclo mestruale doloroso

Genitali

Dismenorrea secondaria

La dismenorrea secondaria è quella mestruazione dolorosa che provoca un terribile dolore nel basso ventre e le cause che la scatenano sono molteplici.

di Redazione

22 giugno 2016

Dismenorrea primaria e dismenorrea secondaria

Esistono due tipi di dismenorrea: la primaria e la secondaria. La dismenorrea primaria è quella che si manifesta in età giovanile con l'arrivo del menarca, la prima mestruazione, con dolori di una data intensità che, col passare degli anni, si attenua per poi svanire dopo una gravidanza. Nella maggior parte dei casi, è coadiuvato anche da altri dolori in diverse zone del corpo come la testa e la schiena in particolar modo, ma si registrano altri sintomi come disturbi intestinali e pesantezza alle gambe. La dismenorrea secondaria, invece, si presenta in età adulta con una maggiore intensità che tende ad un peggioramento nella fase finale delle mestruazioni. Si tratta di una patologia sintomatica causata dalla presenza di fattori organici come l'endometriosi, fibromi, infiammazioni pelviche, malformazioni genitali congenite o cisti ovariche.

Come funziona un regolare ciclo mestruale?

Il ciclo mestruale è il complesso dei fenomeni che avvengono nell’apparato genitale femminile dall’inizio di una mestruazione all’inizio della seguente e prevede la maturazione di una cellula uovo da fecondare. Si suddivide in due fasi simultanee che attuano modificazioni cicliche dell'ovaio, dell'endometrio e della cervice. Durante questa fase di mutamenti di natura fisiologica, che prevede la cooperazione di sistema nervoso centrale, ipotalamo, ipofisi e ovaio, si producono ormoni. Il ciclo mestruale, di norma, richiede un periodo di circa 28 giorni e comincia, per convenzione, con le prime perdite mestruali. È costituito da quattro fasi: la mestruazione che dura dai 3 ai 5 giorni; la fase follicolare in cui si producono ormoni; l'ovulazione, fase in cui il follicolo è maturo; fase iutea che determina l'inizio di un nuovo ciclo mestruale.

Tutte le cause e i sintomi della dismenorrea secondaria

La dismenorrea secondaria è accompagnata da un dolore lancinante nel basso ventre causato dal continuo contrarsi dell'utero. Le contrazioni sono dovute alla produzione di prostaglandine da parte dell'endometrio, e si presentano con maggiore intensità durante la fase finale della mestruazione. Le principali cause della patologia sono associate, in primis, all'endometriosi una malattia caratterizzata dalla presenza e dall’accrescimento progressivo di mucosa uterina in sede abnorme. Provoca sanguinamenti anomali che irritano le pareti circostanti e forma, in questo modo, aderenze e tessuto cicatriziale. A seguire altre cause come fibromi neoplasie benigne che si formano nello spessore della parete uterina e amplificano sia il dolore, sia il sanguinamento mestruale. Infine, cisti ovariche, dispositivi intrauterini e infiammazioni pelviche causate da malattie sessualmente trasmissibili.

Terapie per curare e trattare la dismenorrea secondaria

Il trattamento per la dismenorrea secondaria è tendenzialmente di tipo medico poiché, pur essendoci alcuni rimedi naturali per alleviare il dolore, non sono utili né tantomeno adatti a curare la patologia. È necessario uno screening ginecologico, attraverso un'ecografia transvaginale, un Pap-test o un tampone vaginale, per risalire all'origine del problema e affrontarlo con un'adeguata cura farmacologica. Il trattamento medico prevede l'utilizzo di inibitori della prostaglandina-sintetasi, i contraccettivi orali, il danazolo e gli steroidi progestinici. Ma, nei casi in cui venisse diagnosticata una dismenorrea secondaria causata da altri fattori più gravi, si deve ricorrere al trattamento chirurgico. Può essere di due tipi: diagnostico che avviene mediante laparoscopia esplorativa, oppure interventistico tramite laparotomia.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra dismenorrea primaria e secondaria?
    La dismenorrea primaria si manifesta tipicamente in giovane età, subito dopo il primo ciclo mestruale (menarca), e tende ad attenuarsi negli anni o dopo una gravidanza. I dolori possono irradiarsi a testa e schiena. Al contrario, la dismenorrea secondaria compare in età adulta ed è spesso associata a patologie organiche specifiche come endometriosi, fibromi o cisti ovariche. A differenza della forma primaria, il dolore secondario tende a peggiorare verso la fine del ciclo mestruale e non scompare spontaneamente senza intervenire sulla causa sottostante.
  • Quali sono le cause principali della dismenorrea secondaria?
    Questa condizione è una patologia sintomatica causata da fattori organici identificabili. Le cause più comuni includono l'endometriosi, ovvero la crescita di tessuto simile all'endometrio fuori dall'utero, che provoca infiammazione e aderenze. Altre cause frequenti sono i fibromi uterini (neoplasie benigne), le cisti ovariche, le malformazioni genitali congenite e le infiammazioni pelviche, spesso legate a infezioni sessualmente trasmissibili. Anche l'uso di dispositivi intrauterini può talvolta contribuire a questi sintomi dolorosi.
  • Come si effettua la diagnosi corretta della dismenorrea secondaria?
    Poiché il dolore è legato a condizioni patologiche specifiche, è fondamentale rivolgersi a un ginecologo per uno screening accurato. Gli strumenti diagnostici principali includono l'ecografia transvaginale, che permette di visualizzare eventuali anomalie strutturali come fibromi o cisti, e il Pap-test o tamponi vaginali per escludere infezioni. Una volta identificata la causa organica, il medico potrà prescrivere la terapia più adatta, distinguendo chiaramente questa condizione dalle semplici crampi mestruali funzionali.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili per curarla?
    Il trattamento è prevalentemente medico e mira a gestire la causa specifica. Spesso si ricorre a farmaci antinfiammatori non steroidei (inibitori della prostaglandina-sintetasi) per ridurre il dolore, o a contraccettivi orali, danazolo e steroidi progestinici per regolare il ciclo e sopprimere l'ovulazione. Nei casi più gravi, quando le terapie farmacologiche non bastano o sono presenti lesioni estese (come nell'endometriosi severa), potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico, che può essere diagnostico (laparoscopia) o interventistico (laparotomia).
  • I rimedi naturali possono sostituire le cure mediche in questo caso?
    No, i rimedi naturali non sono sufficienti né adeguati per curare la dismenorrea secondaria. Sebbene possano offrire un lieve sollievo sintomatico temporaneo, non agiscono sulle cause organiche sottostanti come tumefazioni, aderenze o infezioni. Ignorare la necessità di una diagnosi medica e di una terapia appropriata può portare al peggioramento della patologia di base. È essenziale affidarsi esclusivamente a protocolli medici validati per affrontare correttamente questa condizione.

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