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Artrosi del collo

Aggiornato il 30 giugno 20164 capitoli4 domande frequenti
Il dolore alle vertebre cervicali

Artrosi delle vertebre cervicali

L'artrosi al collo è una malattia degenerativa delle vertebre cervicali. È uno dei disturbi più comuni dell'età matura e coinvolge i dischi intervertebrali e le articolazioni della regione posteriore del collo. La patologia può anche comprimere le radici nervose, irritarle e causare nevralgie cervicali e alle braccia, oltre a vertigini per interessamento del nervo simpatico, legato al centro dell'equilibrio nell'orecchio. L'artrosi cervicale deve essere trattata alle prime manifestazioni, per evitare o almeno ridurre i sintomi più gravi e fastidiosi. La malattia può infatti arrivare a provocare dolori tali da compromettere la qualità della vita, impedendo i semplici movimenti della testa come voltarsi indietro o guardare verso l'alto. Sono fattori di rischio i dismorfismi come scoliosi e ipercifosi, oltre all'età avanzata.

Le cause e i fattori di rischio dell'artrosi al collo

Il naturale invecchiamento delle ossa determina danno alle articolazioni ed alle relative cartilagini e ciò predispone all'artrosi. Infatti si sa che tra il 70 e l'80% delle persone anziane presentano, chi più chi meno, dei segni della patologia. Ci sono comunque anche altre cause, come la postura scorretta del corpo mantenuta negli anni, i lavori molto pesanti (tra cui scaricatori, operai di ditte di traslochi e facchini) e i lavori troppo sedentari, gli sport agonistici che sottopongono a traumi l'alteta (come football americano, arti marziali, rugby, pugilato), attività lavorative che costringono a mantenere posizioni fisse per molte ore al giorno (al computer, ad esempio) ed incidenti che provocano il trauma noto come "colpo di frusta". L'artrite reumatoide è un altro fattore di rischio per l'artrosi cervicale.

I diversi sintomi che provoca l'artrosi cervicale

L'artrosi al collo è una malattia che provoca forti dolori e tende a peggiorare sempre più negli anni. Quando la degenerazione interessa le prime vertebre della colonna cervicale, il paziente può accusare mal di testa. Quando il problema riguarda invece le vertebre più basse, il dolore può colpire le spalle, le braccia ed anche le mani. Un classico sintomo della patologia è il rumore detto "sabbia nel collo", avvertito durante le rotazioni della testa. Tra gli altri disturbi ci possono essere acufene (ronzio o fischio nelle orecchie), limitazione della mobilità articolare nelle flessioni, estensioni e torsioni del capo e formicolio. In alcuni casi di può avere anche sonno disturbato, disturbi della vista, diminuzione della forza muscolare di spalle e braccia e nevralgia del nervo trigemino.

La diagnosi e la terapia della patologia degenerativa del collo

La diagnosi di artrosi al collo viene eseguita mediante radiografia, TAC, risonanza magnetica o, a volte, anche elettromiografia. La terapia della patologia dipende dalla sua gravità. Nelle forme meno serie si ricorre a farmaci antinfiammatori e antidolorifici per via orale (FANS come ibuprofene e naproxene oppure paracetamolo) mentre se il dolore è molto intenso ed è presente anche infiammazione dei nervi occorre assumere cortisonici (prednisolone e metilprednisolone). In alcuni casi può essere necessario utilizzare dei miorilassanti (come il tramadolo) o iniettare in loco dell'analgesico (ad esempio la lidocaina). Per sostenere il collo è spesso utile l'impiego di un collare, sia di giorno che di notte. Solo nei casi più estremi può essere doveroso l'intervento chirurgico che risolve il problema della compressione sui nervi.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori di rischio che predispongono allo sviluppo dell'artrosi cervicale?
    I fattori di rischio per l'artrosi del collo includono principalmente l'invecchiamento fisiologico, responsabile del deterioramento delle cartilagini e dei dischi intervertebrali. Altri elementi cruciali sono posture scorrette mantenute a lungo, specialmente durante il lavoro al computer, e attività lavorative pesanti o sedentarie protratte. Anche lo sport agonistico ad alto impatto, come il rugby o il pugilato, e traumi pregressi come il 'colpo di frusta' aumentano significativamente il rischio. Infine, condizioni strutturali come scoliosi, ipercifosi e artrite reumatoide contribuiscono alla degenerazione articolare della zona cervicale.
  • Come si manifesta clinicamente l'artrosi del collo e quali sintomi specifici può causare?
    I sintomi variano in base alla vertebra colpita: problemi alle vertebre superiori possono generare mal di testa, mentre quelli inferiori irradiarsi a spalle, braccia e mani. Un segno distintivo è il rumore di 'sabbia' percepito durante i movimenti del capo. Oltre al dolore locale e alla rigidità, la compressione nervosa può causare formicolii, debolezza muscolare, nevralgie alle braccia e persino vertigini o acufeni dovuti all'interessamento del nervo simpatico. Nei casi più severi, la patologia compromette la qualità della vita limitando anche i gesti quotidiani come alzare lo sguardo o ruotare la testa.
  • Quali esami diagnostici sono necessari per confermare la presenza di artrosi cervicale?
    La diagnosi si basa sull'analisi clinica dei sintomi e viene confermata attraverso imaging medico. Gli strumenti principali sono la radiografia standard, la TAC (tomografia assiale computerizzata) e la risonanza magnetica nucleare (RMN), quest'ultima particolarmente efficace per visualizzare dettagliatamente i tessuti molli, i dischi e la possibile compressione delle radici nervose. In alcuni casi specifici, può essere utilizzata l'elettromiografia per valutare la funzionalità dei nervi interessati e distinguere l'artrosi da altre neuropatie periferiche.
  • Quali opzioni terapeutiche esistono per gestire il dolore e l'infiammazione dell'artrosi al collo?
    La terapia è graduale e dipende dalla gravità. Per i casi lievi si utilizzano FANS (come ibuprofene o naprossene) e analgesici (paracetamolo). Se il dolore è intenso o c'è infiammazione nervosa, si ricorre ai cortisonici. In caso di spasmi muscolari, possono essere prescritti miorilassanti o effettuate infiltrazioni locali di anestetici come la lidocaina. Il supporto meccanico tramite collari cervicali è spesso consigliato per immobilizzare temporaneamente la zona. Solo nelle situazioni più estreme e refrattarie alle cure conservative si valuta l'intervento chirurgico per decomprimere i nervi.

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