Anatomia del nervo trigemino

Testa e collo

Trigemino cervicale

Mal di testa lancinante che non accenna a passare e dolore al volto: può essere colpa della sindrome da trigemino cervicale

di Redazione

23 marzo 2017

Nervo trigemino e cervicale

Il nervo trigeminio è un grosso nervo cranico a tre rami, che si biforca simmetricamente sulla destra e sulla sinistra della testa e in asse mediano al naso, arrivando a coprire una vasta area del volto e interessando fronte e guance fino alle mascelle. Se si infiamma dà luogo a una dolorosa sindrome chiamata nevralgia del trigemino. I motivi scatenanti non sono conosciuti ma spesso l'evento acuto si verifica in seguito a una scorretta e involontaria stimolazione del nervo. Un colpo al viso o alla testa, un movimento sbagliato o, in alcuni casi, semplicemente l'aver preso freddo o umidità. Quando questa infiammazione dolorosa è abbinata a una precedente o contemporanea cervicale si parla di nevralgia trigemino cervicale che altro non è che l'infiammazione sia del nervo cranico sia delle vertebre cervicali. Abbinate, queste due patogie, risultano molto dolorose e piuttosto invalidanti tanto da richiedere, se non recedono spontaneamente entro qualche ora con un po' di riposo ed un analgesico da banco, il consulto del medico.

I sintomi della sindrome trigemino cervicale

La nevralgia trigemino cervicale esordisce, di solito, improvvisamente. Il dolore al collo può essere preesistente e cronico e pare che i pazienti abituati al fastidio cervicale siano anche più predisposti a sperimentare la nevralgia trigeminale. Nella maggior parte dei casi non c'è una precisa causa scatenante. Improvvisamente il dolore si presenta acuto, simile a una scarica elettrica e parte dalla nuca per irradiarsi verso l'orecchio, la guancia e la mascella. Solitamente la nevralgia del trigemino interessa un solo lato del viso. E' molto raro che si presenti contemporaneamente da ambo i lati. L'abbinamento di dolore al collo più la nevralgia può dare sintomi piuttosto importanti. Mal di testa, difficoltà a compiere movimenti fluidi con collo e capo, mal di denti e di orecchio soprattutto dal lato interessato, intolleranza a luci e rumori, difficoltà a tenere gli occhi aperti e dolori piuttosto intensi sulla parte del viso colpita. Questa serie di disturbi può far scatenare anche la nausea e, in alcuni casi, uno stato d'ansia legato alla preoccupazione e alla difficoltà di sopportazione del dolore.

Come si affronta una nevralgia trigemino cervicale

In presenza di forti dolori e sintomi riconducibili a una nevralgia trigemino cervicale la prima cosa da fare è riposare al buio per qualche ora e assumere l'abituale analgesico che il proprio curante ha prescritto per la cervicale. Se entro poche ore i sintomi non migliorano è d'obbligo consultare un medico o il pronto soccorso. E' possibile che, per ottenere una diagnosi precisa, si richieda una TAC, anche se solitamente basta una visita obiettiva. Solitamente per risolvere la crisi acuta si instaura una terapia farmacologica adeguata, a base di analgesici e antinfiammatori, che risolve i sintomi in breve tempo, riportando il paziente a una condizione di benessere e alla possibilità di svolgere le sue abituali attività mentre la cura antinfiammatoria, in qualche giorno, curerà la patologia di base. Risolta la crisi acuta, però, bisognerà pensare seriamente all'eventuale prevenzione di recidive. In questo caso il medico potrà consigliare delle sedute di fisioterapia e dare delle indicazioni per uno stile di vita più corretto. Solo in casi estremamente gravi e laddove si riscontri un serio danno al nervo trigemino è possibile che venga proposta la soluzione chirurgica.

Terapie coadiuvanti

Una volta risolta la fase acuta seguendo le indicazioni del proprio medico di fiducia o dello specialista neurologo è possibile mettere in atto alcune strategie per scongiurare la ricaduta. Una buona idea è rivolgersi a un fisioterapista per qualche seduta di riabilitazione delle vertebre cervicali. Solitamente si tratta di massaggi, manipolazioni o sedute di cosiddetta terapia del caldo. Contro la nevralgia trigemino cervicale è anche utile imparare a gestire lo stress e la tensione. Spesso i nervi contratti di collo e spalle contribuiscono in larga misura a scatenare le crisi dolorose. Iscriversi a un corso di yoga, che aiuta anche a riequilibrare la postura, può essere utile. Così come molto utili sono la ginnastica dolce correttiva mirata e la ginnastica posturale. Evitare di stare seduti alla scrivania in maniera scorretta e, quando possibile, concedersi una pausa di qualche minuto per muoversi, fare due passi o qualche veloce esercizio di stretching per collo e braccia. Avere un sonno regolare e praticare un po' di attività fisica sono altri comportamenti importanti per scongiurare il ripetersi dell'evento nevralgico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della sindrome trigemino-cervicale?
    La sindrome trigemino-cervicale si manifesta con un dolore improvviso, intenso e parossistico, spesso descritto come una scarica elettrica. Il fastidio origina tipicamente dalla nuca e si irradia verso un lato del viso, coinvolgendo guancia, mascella, orecchio e talvolta la fronte. Poiché colpisce prevalentemente un solo emisfero facciale, il paziente può avvertire anche mal di testa, sensibilità alla luce e ai rumori, difficoltà nel mantenere gli occhi aperti e persino nausea. È importante notare che il dolore al collo può essere preesistente e cronico, creando un quadro clinico complesso che richiede attenzione medica immediata.
  • Cosa devo fare durante un attacco acuto di nevralgia trigemino-cervicale?
    Durante un attacco acuto, la priorità assoluta è il riposo immediato in un ambiente buio e silenzioso per ridurre lo stimolo sensoriale. È fondamentale assumere gli analgesici o i farmaci antinfiammatori già prescritti dal proprio medico curante per la gestione della cervicale o del dolore neuropatico. Se dopo alcune ore il dolore non diminuisce significativamente o peggiora, è necessario recarsi tempestivamente al pronto soccorso o contattare un medico specialista. Non tentare di ignorare il sintomo: un intervento rapido può prevenire complicazioni e alleviare rapidamente la sofferenza associata all'infiammazione congiunta del nervo e delle vertebre.
  • Come avviene la diagnosi di questa condizione?
    La diagnosi di nevralgia trigemino-cervicale si basa principalmente sull'anamnesi del paziente e su una visita neurologica obiettiva accurata, dove il medico valuta la distribuzione del dolore e le reazioni ai touch stimoli. In molti casi, questi elementi clinici sono sufficienti per identificare la patologia. Tuttavia, per escludere altre cause strutturali o lesioni più gravi, il medico potrebbe richiedere esami strumentali come una TAC o una Risonanza Magnetica (RMN). Questi test aiutano a visualizzare lo stato delle vertebre cervicali e del decorso del nervo trigemino, confermando l'infiammazione e guidando la scelta terapeutica più appropriata.
  • Esistono terapie naturali o fisiche per prevenire le ricadute?
    Sì, una volta superata la fase acuta, la prevenzione gioca un ruolo cruciale. Rivolgersi a un fisioterapista per sedute di riabilitazione cervicale, che includono massaggi, manipolazioni o terapia del caldo, può rilassare i muscoli contratti che comprimono il nervo. Praticare yoga o ginnastica posturale corretta aiuta a riequilibrare la colonna e a migliorare l'allineamento del collo. Inoltre, evitare posture scorrette prolungate alla scrivania, fare pause regolari per stretching e gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento sono strategie essenziali per ridurre la tensione muscolare e prevenire nuovi episodi dolorosi.
  • Quando è necessario considerare un intervento chirurgico?
    L'intervento chirurgico rappresenta l'ultima risorsa terapeutica per la sindrome trigemino-cervicale. Viene preso in considerazione solo nei casi estremamente gravi e refrattari alle cure farmacologiche e fisioterapiche convenzionali. La chirurgia è indicata quando si evidenzia un danno strutturale significativo al nervo trigemino o una compressione vascolare evidente che non risponde ad altre terapie. Prima di valutare questa opzione invasiva, i medici esauriscono sempre le strade conservative, poiché l'obiettivo principale rimane il controllo del dolore e il recupero della qualità della vita senza ricorrere a procedure invasive se non strettamente necessario.

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