disturbi bulimia

Diete e malattie

Bulimia

Nella bulimia la paziente è colpita da frequenti crisi compulsive, mangiando esageratamente per poi vomitare volontariamente, per il senso di colpa.

di Redazione

23 agosto 2016

Le caratteristiche generali della bulimia

La bulimia è un disturbo delle abitudini alimentari caratterizzato da pratiche dietetiche scorrette e dannose. Il soggetto spesso ingerisce in modo compulsivo enormi quantità di cibo, soprattutto quello generalmente sconsigliato in una dieta dimagrante, per poi essere assalito da un forte senso di colpa. Per rimediare cerca sistemi per evitare che le calorie siano assimilate e per perdere peso: vomito autoindotto, diete molto rigide, utilizzo smodato di farmaci lassativi e/o diuretici, attività sportiva esagerata. Il paziente bulimico non riesce a valutare il proprio peso corporeo ed il proprio aspetto in maniera obbiettiva e soffre di bassa stima di se stesso, conflitti emozionali e depressione. Sente sempre come inadeguata la propria forma fisica ed eccessiva la percentuale di grasso corporeo.

I comportamenti alimentari scorretti del paziente bulimico

La bulimia colpisce soprattutto il sesso femminile, nel 90% dei casi, in particolare le ragazze a partire dai 12 anni e le giovani donne dai 25 anni. Per la paziente stare a dieta dimagrante è motivo di soddisfazione, tranquillità e mantenimento della stima di sé. Tuttavia non riesce ad esercitare un controllo duraturo sull'alimentazione e ricade sovente in episodi di sovralimentazione. I pasti vengono consumati di nascosto e velocemente, per evitare il temuto giudizio degli altri, ma senza gustare veramente il cibo. Il rapporto con gli alimenti è quindi anormale, denso di sensi di colpa, di frustrazione ed aggressività. Questo disturbo psicologico non è diagnosticabile con facilità, al contrario dell'anoressia, la quale porta ad un'evidente e notevole magrezza. La paziente bulimica è invece generalmente di peso normale, oltre che molto discreta sulle proprie abitudini dietetiche.

I danni all'organismo provocati dalla bulimia

Possono essere affette da questa patologia sia donne sedentarie che sportive anche agoniste, come ballerine, ginnaste, nuotatrici, tuffatrici e pattinatrici. In queste attività è infatti importante il mantenimento di un fisico asciutto e leggero. Il disturbo può inoltre colpire le modelle e le indossatrici, le cantanti e le attrici. Le abitudini alimentari scorrette portano la paziente a squilibri elettrolitici. L'alcalosi per scarso apporto di potassio e cloro si verifica in coloro che ricorrono al frequente vomito indotto. L'acidosi metabolica è maggiormente frequente nelle pazienti che utilizzano troppi lassativi. Tra i sintomi ci sono: la sete, la disidratazione, la ritenzione idrica, ferite, segni di denti e calli sulle nocche, debolezza, ciclo mestruale alterato, erosioni dentali, capogiri, aritmie cardiache e funzione intestinale alterata.

I segni distintivi per la diagnosi di bulimia

Perché una ragazza o una donna possano essere definite pazienti bulimiche occorre che si verifichino determinate situazioni e che abbiano precise caratteristiche. I principali criteri diagnostici sono i seguenti: - un interesse eccessivo per il proprio peso corporeo e per la forma fisica; - un minimo di due episodi di abbuffate a settimana per un periodo di tre mesi, consumando voracemente esagerate quantità di cibo; - la paziente è cosciente di avere abitudini alimentari scorrette, non riesce a controllarsi durante le crisi bulimiche e ha paura di non avere sufficiente volontà per farlo; - autocommiserazione e depressione dopo l'episodio di iperalimentazione, oltre a dolori addominali, vomito provocato ed isolamento dagli altri; - la paziente consuma alimenti ipercalorici e pesanti e pochi cibi sani; - periodi di dieta molto rigida.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali fisici più evidenti che possono far sospettare la presenza di bulimia?
    A differenza dell'anoressia, le persone con bulimia hanno spesso un peso nella norma, rendendo difficile il riconoscimento esterno. Tuttavia, alcuni segni fisici specifici possono emergere: erosione dello smalto dentale dovuta all'acidità del vomito, comparsa di calli o cicatrici sulle nocche (dovute al contatto con i denti durante il vomito autoindotto), gonfiore alle ghiandole salivari e fluttuazioni rapide di peso. Inoltre, si possono notare sintomi legati agli squilibri elettrolitici come stanchezza cronica, crampi muscolari, vertigini e irregolarità del ciclo mestruale. Questi indicatori, uniti a un comportamento segreto nei pasti, richiedono attenzione immediata.
  • Come influisce la bulimia sulla salute cardiovascolare e sugli elettroliti?
    Le pratiche compensatorie come il vomito indotto e l'abuso di lassativi causano gravi squilibri elettrolitici, fondamentali per il corretto funzionamento del cuore e dei muscoli. Il vomito frequente provoca alcalosi metabolica per perdita di acidi gastrici e carenza di potassio e cloro, mentre l'uso eccessivo di lassativi può portare ad acidosi metabolica. Queste alterazioni aumentano significativamente il rischio di aritmie cardiache potenzialmente letali, debolezza muscolare generale e problemi renali. La disidratazione conseguente affatica ulteriormente il sistema cardiovascolare, richiedendo monitoraggio medico specialistico per prevenire complicanze acute.
  • Chi è maggiormente colpito da questo disturbo alimentare e perché?
    La bulimia colpisce prevalentemente le donne, rappresentando circa il 90% dei casi, con insorgenze tipiche nell'adolescenza (dai 12 anni) e nella giovane età adulta (intorno ai 25 anni). Sebbene possa riguardare chiunque, è particolarmente diffusa in ambienti dove l'aspetto fisico è cruciale, come tra ballerine, ginnaste, nuotatrici, modelle e attrici. In questi contesti, la pressione sociale per mantenere un fisico 'asciutto' e leggero, unita a una bassa autostima e a conflitti emotivi, crea un terreno fertile per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare. La natura segreta della malattia rende difficile l'emergere precoce dei casi.
  • Quali sono i criteri diagnostici principali per identificare la bulimia nervosa?
    Secondo i criteri clinici standard, la diagnosi richiede la presenza ricorrente di abbuffate compulsive, definite come ingestione di grandi quantità di cibo in un breve tempo accompagnata da sensazione di perdita di controllo. Questi episodi devono verificarsi almeno due volte a settimana per tre mesi. È fondamentale l'uso regolare di comportamenti compensatori inadeguati per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, digiuno, esercizio fisico eccessivo o abuso di lassativi/diuretici. Il giudizio di sé deve essere indebitamente influenzato da peso e forma corporea. La consapevolezza di aver perso il controllo durante le abbuffate è un elemento chiave per distinguere la bulimia da altre condizioni.
  • Qual è il ruolo della terapia psicologica nel trattamento della bulimia?
    Il trattamento della bulimia richiede un approccio multidisciplinare, in cui la terapia psicologica è centrale. L'obiettivo principale è rompere il ciclo delle abbuffate e delle purghe, lavorando sulle cause sottostanti come la bassa autostima, la perfezionismo e i traumi emotivi. La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è spesso considerata il gold standard, aiutando il paziente a modificare i pensieri distorti riguardo al cibo e al corpo. Parallelamente, può essere utile la terapia familiare o individuale per affrontare i conflitti relazionali. In molti casi, la psicoterapia viene affiancata da supporto nutrizionale per ristabilire un rapporto sano con il cibo e da eventuale farmacoterapia sotto stretto controllo medico per gestire ansia o depressione associata.

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