Test delle intolleranze alimentari

Omeopatia

Vegatest

Soffri di disturbi ricorrenti a cui non hai ancora trovato una causa? Forse il Vega test potrà finalmente aiutarti a trovare le risposte che cercavi.

di Redazione

20 gennaio 2016

Vega test: principi e campi di applicazione

Il Vega test è una tecnica diagnostica utilizzata in naturopatia per individuare eventuali intolleranze alimentari e per valutare la salute generale dei vari organi. Esso si basa sui principi della bioenergetica, secondo i quali il corpo sarebbe un insieme di campi magnetici che variano in risposta a determinati stimoli. Secondo questa teoria, quando l'organismo viene a contatto con cibi che hanno un effetto sbilanciante, come nel caso delle intolleranze alimentari, il quadro bio-elettronico subisce un repentino cambiamento che il Vega test promette di individuare. Il Vega test viene utilizzato per indagare la causa di alcuni disturbi cronici, come dermatiti, cefalee, gastriti, vaginiti, asma, problemi dell'apparato respiratorio, ecc., e per individuare eventuali organi debilitati o intossicati.

Cenni di storia: dall'elettroagopuntura al Vega test

L'invenzione del Vega test viene comunemente attribuita al medico tedesco Helmut Schimmel, ma fu Reinhold Voll, suo maestro e fondatore dell'elettro-agopuntura diagnostica, a porre le basi per la realizzazione del primo test elettrodermico. Voll, verso la metà del secolo scorso, ideò un sistema diagnostico che, attraverso le alterazioni di carica elettrica riscontrate nei punti dell'agopuntura, situati, secondo la medicina cinese, in corrispondenza di 12 meridiani, potesse rivelare patologie a carico dei corrispondenti organi e apparati. Il medico si accorse che, applicando delle sostanze in corrispondenza di quei punti, avvenivano delle variazioni alla frequenza di ciascun organo. La metodica di Voll fu in seguito perfezionata da Schimmel, il quale nel 1976 mise a punto il vero e proprio Vega test.

Come viene effettuato il Vega test

Il Vega test è un esame non invasivo e indolore eseguito per mezzo di un'apparecchiatura elettronica in grado di misurare la risposta dell'organismo a determinate sostanze. L'apparecchio è munito di due elettrodi: uno è tenuto in mano dal paziente mentre l'altro è collegato ad uno strumento che registra l'elettro-resistenza delle cute. Un puntale in argento posto, in genere, su un punto della mano, chiude il circuito. L'apparecchiatura è inoltre dotata di una struttura a nido d'ape dove inserire le fiale contenenti le sostanze da testare in forma omeopatizzata. Un calo di energia in corrispondenza di una certa fiala è indice di un'intolleranza alimentare alla sostanza contenuta, oppure di un malfunzionamento dell'organo esaminato. La cura consiste nella temporanea esclusione dell'alimento in questione per valutare se si ha un miglioramento della sintomatologia.

Validità scientifica del Vega test

Il Vega test è ancor oggi un esame piuttosto controverso, la cui validità scientifica non è mai stata riconosciuta dalla medicina ufficiale. Uno studio effettuato nel 2001 da Katelaris e Holgate che metteva a confronto i risultati dei test elettrodermici con quelli dei test cutanei (vedi prick test) ha evidenziato la mancanza di attendibilità del Vega test nella diagnosi delle intolleranze alimentari. I presupposti fisici su cui si fonda generano non poche perplessità tra gli scienziati: concetti di fisica quantistica, elettromagnetismo, frequenza, energia, ecc. mescolati senza un vero nesso logico in un grande calderone. L'intenzione è buona, ma c'è ancora molto da mettere a punto affinché il Vega test diventi una tecnica diagnostica attendibile e accettata dalla comunità scientifica.

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Domande frequenti

  • Cosa misura esattamente il Vega test e qual è il principio scientifico su cui si basa?
    Il Vega test è una tecnica diagnostica naturopatica che mira a rilevare intolleranze alimentari e lo stato di salute degli organi. Si fonda sulla bioenergetica, teorizzando che il corpo emetta campi magnetici variabili. Quando l'organismo entra in contatto con sostanze che causano squilibri, come certi alimenti, il suo quadro bio-elettronico cambia repentinamente. L'apparecchiatura rileva queste fluttuazioni di resistenza elettrica cutanea: un calo di energia indica solitamente un'intolleranza alla sostanza testata o un malfunzionamento dell'organo associato.
  • Come si svolge la procedura pratica durante un esame Vega?
    L'esame è non invasivo e indolore. Il paziente tiene in mano un elettrodo mentre un altro, collegato allo strumento, registra l'elettro-resistenza della cute tramite un puntale in argento posizionato sulla mano. Lo strumento presenta una struttura a nido d'ape contenente fiale con sostanze omeopatizzate. Durante il test, il dispositivo monitora le variazioni energetiche: se si verifica un calo di energia specifico in corrispondenza di una fiala, ciò suggerisce un'intolleranza all'alimento contenuto o un problema relativo all'organo esaminato.
  • Quali condizioni di salute può aiutare a identificare il Vega test?
    Il Vega test viene spesso utilizzato per indagare le cause di disturbi cronici ricorrenti di difficile interpretazione. Tra le condizioni principali vi sono dermatiti, cefalee, gastriti, vaginiti, asma e altri problemi dell'apparato respiratorio. Inoltre, la tecnica cerca di individuare organi debilitati o intossicati, fornendo un quadro generale dello stato di salute dell'organismo e aiutando a correlare sintomi apparentemente slegati a possibili intolleranze o squilibri interni.
  • Esiste una base scientifica valida per il Vega test secondo la medicina ufficiale?
    No, la validità scientifica del Vega test non è riconosciuta dalla medicina ufficiale ed è oggetto di forte controversia. Studi comparativi, come quello del 2001 di Katelaris e Holgate, hanno dimostrato la sua scarsa attendibilità rispetto ai test cutanei standard (prick test) per le intolleranze. Gli scienziati criticano i presupposti fisici, ritenendo arbitrario mescolare concetti di fisica quantistica ed elettromagnetismo senza un nesso logico rigoroso. Attualmente, rimane una pratica alternativa non validata clinicamente.
  • Cosa consiglia di fare il medico dopo aver ricevuto un risultato positivo al Vega test?
    Poiché il test identifica potenziali intolleranze o squilibri, la strategia terapeutica principale consiste nell'esclusione temporanea dell'alimento o della sostanza sospettata di causare il calo energetico. Questo periodo di astinenza serve a valutare se la rimozione dello stimolo porta a un miglioramento tangibile della sintomatologia. Tuttavia, data la mancanza di validazione scientifica del test stesso, questa esclusione dovrebbe essere valutata con cautela e preferibilmente affiancata da approcci diagnostici convenzionali più affidabili.