scheda body building

Body Building

scheda body building

Una scheda di body building si basa su una serie di esercizi che possono essere multi articolati, biarticolari e monoarticolari a seconda di quanti muscoli coinvolgono.

di Redazione

17 giugno 2013

Scheda body building

Il body building è un tipo di allenamento volto al potenziamento della muscolatura: questa particolare pratica sportiva, si rivolge dunque a specifiche frange d’utenza, che desiderano trasformare il loro apparato muscolare, mediante un completo e duro allenamento. Il corpo, è composto da una serie di distretti muscolari, che vanno allenati con uno specifico criterio: l’allenamento body building, non va confuso con il sollevamento pesi, che realizza uno sforzo massimo in un tempo minimo. L’allenamento di body building, va eseguito seguendo uno specifico programma, volto ad un esaurimento del muscolo che comporti un maggiore afflusso sanguigno fino ad arrivare ad una supercompensazione dello stesso. Il risultato ultimo è un notevole aumento della massa muscolare in toto. L’obbiettivo dell’utilizzo di una specifica scheda di allenamento di body building è quello di creare una divisione per settori muscolari, che periodicamente svolgano un lavoro volto a realizzare un’ipertrofia tale da proporzionare l’intera massa muscolare. Il primo passa da compiere per stilare una scheda di allenamento, è quella di prefiggersi un preciso obbiettivo: se lo scopo è quello di raggiungere l’ipertrofia muscolare sarà necessario basare l’allenamento su una frequenza volumetrica sul tempo, che sia divisa sulle tre o quattro volte settimanali spalmate su un determinato numero di ore. Se l’obbiettivo, è quello di potenziare la massa muscolare, per migliorare non il volume, ma la forza stessa del muscolo, sarà necessario optare per un allenamento multifrequenza. Una volta stabilito l’obbiettivo, sarà necessario effettuare una scelta in merito alla tipologia di scheda di allenamento da scegliere: esistono tre tipi di esercizi che si dividono in multi articolari, monoarticolari e biarticolari. Appartengono alla prima categoria lo squat, panca, trazioni e rematore, appartengono invece alla seconda categoria gli esercizi alle macchine e i carl divisi in tutte le loro diverse articolazioni e varianti, mentre appartengono alla terza categoria, la french press, la let machine e alcuni tipi di squat. La differenza sostanziale, non sta nel macchinario specifico, ma nella quantità di muscoli che vengono coinvolti durante lo svolgimento dell’esercizio: nel primo caso, vengono coinvolti diversi distretti, e per questa specifica ragione, l’allenamento viene definito multi articolare. Nel secondo caso, viene coinvolta una sola fascia muscolare, mentre nel terzo caso, due o al massimo tre distretti muscolari adiacenti. La frequenza dell’allenamento varia in relazione ad una serie di fattori che sono l’età, l’obbiettivo, gli anni di allenamento, il sesso, l’alimentazione. E’ molto importante durante il periodo di allenamento seguire una dieta strettamente proteica, volta al potenziamento della muscolatura in generale.

Esercizi

Gli esercizi all’interno della scheda, di dividono per fasce: gli addominali possono essere eseguiti a corpo libero o anche con l’ausilio di macchinari. Alcuni attrezzi sono le parallele e la panca inclinata e non. 1) Appoggiando i gomiti sugli appositi rulli, far aderire perfettamente la schiena allo schienale, tendendo il capo dritto e le gambe penzoloni, da questa posizione, sollevare le ginocchia al petto, per circa venticinque ripetizioni spalmate su tre serie. 2) Distesi sulla panca, sollevare le gambe a novanta gradi, in appoggio sui rulli, e piegando le braccia dietro la testa, effettuare una contrazione con l’addome, salendo verso l’alto, per circa venti ripetizioni per serie. 3) Con la panca inclinata, legare i piedi agli appositi cavi e distendersi completamente sulla panca, portando le braccia indietro: da questa posizione, sollevarsi completamente, fino a toccare le caviglie e tornare alla posizione di partenza, dolcemente, senza effettuare schiacciamenti sulla schiena. Per i quadricipiti ed i bicipiti femorali, si può eseguire lo squat, o gli affondi in avanti, con e senza bilanciere, o anche la pressa. Altro macchinario per le gambe è la leg extension, dotata di appositi rulli che vengono sollevati partendo da una posizione seduta, la schiena deve restare dritta ed aderente alla seduta, poiché lo sforzo, va effettuato facendo leva sulle gambe (polpacci, bicipiti femorali e quadricipiti). Per la parte superiore, quindi le fasce di deltoidi, dorsali, tricipiti, bicipiti, pettorali, vanno scelti i cavi, incrociati e non, le alzate al mento, le alzate laterali, il bilanciere, alzate laterali su panca, alzate frontali con i manubri, il lento dietro. Questi esercizi, sono sempre alternati in una scheda da body building, in quanto, non è possibile coordinare contemporaneamente tutte queste sezioni muscolari insieme. Le alzate laterali e quelle frontali, possono essere eseguite dai principianti, come allenamento base da cui partire. Una scheda body building, va sempre supportata dall’ausilio di un personal trainer, che suggerisca gli esercizi, aggiungendo variabili e guidi l’utente nel suo percorso di allenamento basandosi sulle sue personali esigenze.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una scheda di bodybuilding e quella per il sollevamento pesi?
    La distinzione fondamentale risiede nell'obiettivo e nel metodo. Il bodybuilding mira all'ipertrofia, ovvero l'aumento della massa muscolare e la sua proporzione estetica, attraverso programmi strutturati che portano il muscolo all'esaurimento per stimolare la supercompensazione e un maggiore afflusso sanguigno. Al contrario, il sollevamento pesi (powerlifting) concentra lo sforzo massimale in tempi brevi, puntando esclusivamente sulla forza massima assoluta piuttosto che sull'estetica o sul volume muscolare. Pertanto, mentre il bodybuilding richiede una gestione accurata di volume e frequenza per la crescita, il sollevamento pesi privilegia carichi estremi su movimenti specifici.
  • Come si classificano gli esercizi in base alle articolazioni coinvolte?
    Gli esercizi si dividono in tre categorie principali in base ai gruppi muscolari attivati. Gli esercizi multi-articolari coinvolgono più distretti muscolari simultaneamente; esempi classici includono lo squat, la panca piana, le trazioni e il rematore. Gli esercizi mono-articolari, spesso eseguiti alle macchine, isolano una singola fascia muscolare, come nei curl per i bicipiti. Infine, gli esercizi bi-articolari coinvolgono due o al massimo tre distretti adiacenti, come la French press o alcune varianti dello squat. Questa classificazione è cruciale per bilanciare la scheda, combinando movimenti composti per la forza generale con quelli isolanti per il dettaglio muscolare.
  • Quante volte a settimana bisogna allenarsi per l'ipertrofia muscolare?
    Per ottenere l'ipertrofia, ovvero l'aumento del volume muscolare, è consigliabile suddividere l'allenamento in sessioni frequenti, generalmente tre o quattro volte a settimana. Questo approccio permette di gestire meglio il volume totale di lavoro e il tempo dedicato a ciascun gruppo muscolare, favorendo il recupero e la stimolazione continua necessaria alla crescita. È importante notare che la frequenza ideale varia in base a diversi fattori individuali come l'età, il sesso, gli anni di esperienza pregressa e l'alimentazione. Un principiante potrebbe beneficiare di una full-body più frequente, mentre un avanzato potrebbe preferire una suddivisione per fasce muscolari (split routine).
  • Quando è preferibile scegliere un allenamento multifrequenza rispetto a uno per ipertrofia?
    L'allenamento multifrequenza è generalmente indicato quando l'obiettivo primario non è aumentare il volume muscolare (ipertrofia), ma potenziare la forza intrinseca del muscolo. In questo scenario, si lavora su schemi motori complessi con carichi elevati e recuperi lunghi, stimolando il sistema nervoso centrale più che la massa tissutale. Al contrario, se l'obiettivo è puramente estetico e volumetrico, si punta su una frequenza volumetrica più alta, con ripetizioni moderate, serie multiple e brevi recuperi per accumulare stress metabolico. La scelta dipende quindi dalla priorità: forza massima contro sviluppo muscolare armonioso.
  • È indispensabile l'aiuto di un personal trainer per stilare una scheda corretta?
    Sì, è fortemente raccomandato affidarsi a un personal trainer, specialmente per chi inizia o desidera ottimizzare i risultati. Un professionista è in grado di valutare le singole esigenze fisiche, correggere la tecnica degli esercizi per prevenire infortuni e introdurre variabili progressive nel carico e nel volume. Inoltre, il trainer aiuta a bilanciare correttamente la scheda, alternando esercizi multi-articolari per la forza globale a quelli mono-articolari per l'isolamento, assicurando che nessuna fascia muscolare venga trascurata. Senza una guida esperta, c'è il rischio di sviluppare squilibri posturali o di stagnare rapidamente nei progressi.