Muscolo di un braccio umano

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Che cos'è il catabolismo muscolare e come evitarlo

Come evitare di incorrere nel catabolismo muscolare, tanto temuto nel mondo dello sport e dannoso per la salute generale di ogni essere umano?

di Redazione

24 febbraio 2017

Che cos'è e come avviene il catabolismo muscolare

Il catabolismo muscolare è un processo chimico atto a smantellare le proteine che compongono i muscoli, al fine di produrre energia. Esso avviene principalmente quando ai tessuti del corpo manca la quantità sufficiente di glucosio che, attraverso un processo chiamato ossidazione, deve essere trasformato in energia, necessaria allo svolgimento di tutte le attività giornaliere e fondamentale per il funzionamento stesso dell'organismo. In genere, sono i carboidrati a rappresentare la fonte primaria di glucosio, ma quando tale riserva scarseggia per via di un'assunzione non sufficiente di alimenti che contengono questo macronutriente, il glucosio, con la relativa energia liberata al momento della sua trasformazione, viene prelevato dalle proteine. Ciò avviene a discapito dei muscoli, poiché le proteine ne sono i costituenti fondamentali.

Cause principali che portano al catabolismo muscolare

La scarsità dei carboidrati nella dieta giornaliera è solo una delle principali cause che inducono il catabolismo muscolare. Cause relative sono rappresentate da diete ipocaloriche e digiuni prolungati, che nella maggior parte dei casi stanno ad indicare sintomi di malattie, quali disturbi del comportamento alimentare (DCA). Anche lo stress gioca un ruolo fondamentale quanto al verificarsi di processi catabolici riguardanti la muscolatura, perché nel momento in cui si è sottoposti a stress di qualsivoglia genere, viene liberato un ormone catabolico, chiamato cortisolo. Infine, uno sforzo fisico prolungato può essere anch'esso causa di una decomposizione muscolare, perché comporta un'eccessiva riduzione del livello di glucosio nel sangue il quale, di conseguenza, viene rigenerato a partire dalla riserva proteica presente nei muscoli.

Rimedi finalizzati ad evitare il catabolismo muscolare

Al fine di ridurre il più possibile il rischio di incorrere nel catabolismo muscolare, è fondamentale in primo luogo fornirsi di un piano alimentare che sia il più adatto possibile alle proprie esigenze e alla propria fisicità. Per cui, esso deve tener anche conto della sedentarietà o attività di ogni singolo individuo: più si è attivi, maggiore deve essere l'apporto nutrizionale da seguire, e viceversa. In secondo luogo, è necessario ridurre al massimo i livelli dello stress, in modo da evitare la produzione del cortisolo. Inoltre, è importante che chi svolge attività fisiche intense non ecceda mai con la durata dell'allenamento e si prenda il giusto tempo di riposo. Consigliatissimi sono anche gli integratori di amminoacidi ramificati alla fine del proprio allenamento, in modo da accelerare il recupero muscolare per far diminuire ulteriormente la possibilità che il catabolismo si verifichi.

Catabolismo notturno, e modo per evitarlo

Sono gli atleti di livello agonistico e gli appassionati del bodybuilding ad essere maggiormente intimoriti dall'insorgere del catabolismo muscolare. Essi rischiano infatti di veder svanire sia il frutto del loro duro impegno, sia la prestazione della loro performance. Ciò che li preoccupa, seppur seguano ogni giusta precauzione al fine di tenere il proprio organismo sempre carico di glucosio in quantità sufficiente, è il catabolismo notturno. Infatti, la notte si è completamente a digiuno e non è difficile, nonostante il metabolismo basale rallenti, che le scorte di glucosio, ricavate mediante un buon piano alimentare, si esauriscano. Pertanto, è necessario qualche accorgimento in più, come l'assunzione di caseine, vale a dire proteine a rilascio lento, presenti in diversi alimenti come il grana o i fiocchi di latte, in modo da tenere ben nutrito l'organismo durante l'intera notte.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali fisici che indicano l'inizio del catabolismo muscolare?
    Non esiste un sintomo immediato e unico, ma il catabolismo si manifesta spesso con una perdita di massa magra percepita, debolezza generalizzata e affaticamento persistente nonostante il riposo. Altri indicatori includono difficoltà nel recuperare dopo gli allenamenti, crampi frequenti e, in casi estremi, alterazioni metaboliche dovute alla carenza di glucosio. È fondamentale monitorare i progressi corporei e la composizione fisica: se si nota una riduzione del tono muscolare senza un calo di peso complessivo, potrebbe esserci una scomposizione proteica. Prestare attenzione a questi segnali permette di intervenire tempestivamente sulla dieta e sull'intensità degli esercizi.
  • Come influisce il cortisolo sul catabolismo e come ridurlo naturalmente?
    Il cortisolo è definito un ormone catabolico perché, in risposta allo stress cronico o acuto, promuove la degradazione delle proteine muscolari per trasformarle in energia utilizzabile dal corpo. Livelli elevati e prolungati di cortisolo compromettono direttamente la sintesi proteica e favoriscono l'accumulo di grasso addominale. Per contrastarlo, è essenziale adottare tecniche di gestione dello stress come meditazione, respirazione profonda e sonno adeguato. Ridurre l'intensità degli allenamenti quando ci si sente esausti e mantenere un equilibrio psicologico aiuta a stabilizzare i livelli ormonali, proteggendo così la massa muscolare dall'erosione indotta dallo stress.
  • È vero che il digiuno notturno causa sempre catabolismo muscolare?
    Non necessariamente. Sebbene la notte il corpo sia a digiuno da diverse ore, il metabolismo basale rallenta e l'organismo cerca prima di attingere alle riserve di glicogeno epatico e adipose. Il catabolismo muscolare notturno diventa un rischio reale soprattutto negli atleti avanzati o in chi ha scorte energetiche molto basse. Per prevenirlo, è consigliabile assumere proteine a lento assorbimento, come la caseina, prima di dormire. Alimenti come formaggi stagionati, ricotta o integratori specifici rilasciano aminoacidi gradualmente durante la notte, mantenendo il corpo in uno stato anabolico e proteggendo i muscoli dalla degradazione mentre si riposa.
  • Quanto devono durare gli allenamenti per evitare di innescare il catabolismo?
    Sessioni di allenamento eccessivamente lunghe, solitamente oltre i 90 minuti intensi, possono portare a un drastico calo dei livelli di glucosio ematico, costringendo il corpo a utilizzare le proteine muscolari come combustibile alternativo. La chiave non è necessariamente ridurre il volume totale, ma ottimizzare l'intensità e la durata. È cruciale inserire pause di recupero adeguate tra le serie e limitare la durata complessiva della seduta. Combinare allenamenti ad alta intensità con periodi di riposo sufficienti permette di stimolare la crescita muscolare senza attivare meccanismi di sopravvivenza catabolica legati all'esaurimento energetico.
  • Gli amminoacidi ramificati (BCAA) sono efficaci per prevenire il catabolismo post-allenamento?
    Sì, gli amminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) giocano un ruolo significativo nel favorire il recupero muscolare e nel ridurre il danno tissutale post-esercizio. Assunti subito dopo l'allenamento, forniscono un substrato immediato per la riparazione delle fibre musolari, aiutando a spostare l'equilibrio metabolico verso l'anabolismo. Tuttavia, non sostituiscono una corretta alimentazione completa: i BCAA sono uno strumento utile, specialmente in contesti di intenso sforzo fisico o digiuno intermittente, ma devono essere affiancati da un apporto calorico e proteico globale adeguato per garantire una protezione efficace contro la decomposizione muscolare.

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