Aritmie

Cosa sono le aritmie cardiache

Il termine aritmie cardiache, è indicativo di alcuni fenomeni che colpiscono il tessuto del cuore, chiamato miocardio. Caratteristica del miocardio è quella di contrarsi ad intervalli regolari, ed è proprio questa alterazione che viene identificata dal termine aritmia. Le aritmie possono variare sia nel numero dei battiti, che quindi non è più regolare, sia nella propagazione dell'impulso elettrico. Ma per comprendere il funzionamento di questo fenomeno e delle sue problematiche è bene chiarire alcuni concetti fondamentali. Il tessuto cardiaco è l'unico tessuto del nostro organismo in grado di contrarsi autonomamente ed in maniera ritmica, il che vuol dire che si contrae senza bisogno di stimoli nervosi, originando l'impulso in qualsiasi cellula cardiaca, ed eseguendolo in maniera ritmica. Per comprendere meglio basti pensare che se vogliamo stringere il pugno abbiamo bisogno di un impulso nervoso che parta dal cervello e si propaghi fino alla mano, al contrario del cuore che agisce in maniera autonoma.
Problemi cardiaci

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Quando insorgono le aritmie cardiache

Patologie cuore Le aritmie cardiache insorgono quando il cuore varia la sua spontanea contrazione. L'impulso elettrico si propaga sempre nello stesso modo, in alcune zone specifiche del miocardio, che quindi fungono dal pacemaker. Il primo e più importante sito dove si origina il battito è il Nodo Seno Atriale, che è quello che dà origine ad ogni processo di contrazione cardiaca, da questo l'impulso si trasmette al Nodo Atrio Ventricolare e quindi di seguito al Fascio di His e alle Fibre di Purkinje. Questa sequenza costituisce la via di conduzione del segnale nervoso per la contrazione cardiaca, e mentre Nodo Seno Atriale è responsabile del ritmo cardiaco, chiamato anche sinusale, gli altri tre siti provvedono alla propagazione dell'impulso a livello di tutto il tessuto miocardico. Dopo la propagazione dell'impulso, vi è inoltre un periodo nel quale le cellule cardiache non recepiscono altri stimoli e sono quindi refrattarie, questo è ciò che contribuisce a impostare il ritmo cardiaco, con fasi di sistole e diastole

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Le varie tipologie di aritmie cardiache

Farmaci droghe causa aritmia Avendo chiarito il concetto della contrazione autonoma e ritmica nelle fasi di sistole (contrazione) e diastole (rilassamento) del tessuto cardiaco, si può avere un quadro più completo della situazione che si verifica in un episodio di aritmia cardiaca. Quest'ultima infatti si manifesta al variare o del ritmo cardiaco, oppure ad una diversa origine dell'impulso e della sua propagazione dalle sedi corrette. Se si ha una modifica del ritmo cardiaco, si parla di tachicardia, cioè un aumento della frequenza; al contrario si definirà bradicardia una diminuzione del ritmo, con battiti cardiaci rallentati. Normalmente i battiti cardiaci di un soggetto sano sono all'incirca tra i 60 e i 100 battiti al minuto, al di sotto e sopra questi valori parliamo di bradicardia e tachicardia. Può capitare in giovane età di avere questi fenomeni, legati al metabolismo cellulare e ai riflessi respiratori, ma in questo caso, si parla di aritmie fisiologiche.


Aritmie: Possibili cause e rimedi

fattori di insogenza delle aritmie cardiache Le variazioni del ritmo causate da un sito diverso dal Nodo Seno Atriale, o una propagazione diversa da quella della normale via di conduzione, sono generalmente fenomeni da non sottovalutare e legati a possibili patologie. Spesso infatti, alla generazione delle extrasistole, cosi vengono chiamati gli impulsi che si generano in sede non usuali, sono legate patologie, specie se sono un fenomeno ripetuto nel tempo. Anche la propagazione non corretta dell'impulso nervoso ha spesso origini patologiche, ma può essere indotta anche da alcuni farmaci come effetto collaterale, o da un disturbo di tipo neurologico a livello del sistema nervoso centrale. Non bisogna mai sottovalutare nessuna di queste manifestazioni, potendo esser evidenza di patologie congenite o conseguenti di disturbi cardiovascolari, quali ischemia, infarto o ipertensione arteriosa, oppure anche di malattie come l'ipertiroidismo. E' sempre consigliabile consultare il proprio medico ed eseguire un ECG.



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