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Calcolo rischio cardiovascolare

Aggiornato il 28 dicembre 20154 capitoli5 domande frequenti
Il Dr. Dawber, direttore dello Studio di Framingham dal 1949 al 1966

Lo studio di Framingham

Lo Studio di Framingham è una ricerca sulle malattie cardiovascolari (CDV), iniziata nel 1948 negli Stati Uniti a Framingham nel Massachussets. All’epoca la mortalità per CDV era alta e in costante aumento dall'inizio del secolo. Lo studio di Framingham, nato per volontà del National Heart Institute, in collaborazione con l’università di Boston, ha controllato migliaia di persone di entrambi i sessi, di età compresa tra 30 e 62 anni, colpite da malattie coronariche, non solo con esami clinici ma con interviste sullo stile di vita e le abitudini alimentari. Le persone hanno rinnovato la loro presenza ogni due anni per nuovi controlli e prove di laboratorio e nel 1971 hanno aderito al progetto i figli adulti dei partecipanti originali e dei loro coniugi. La ricerca è giunta a identificare i principali fattori di rischio cardiovascolare.

I fattori di rischio cardiovascolare

In oltre cinquant'anni di osservazione di più di diecimila persone lo studio di Framingham è giunto alla identificazione delle cause maggiormente rilevanti di pericolo cardiovascolare: - l’ipertensione arteriosa, la quantità di colesterolo e di trigliceridi nel sangue; - il fumo; - l'obesità; - il diabete; - l’età; - il sesso; - l'inattività fisica; - i problemi psicosociali. Anche se la ricerca di Framingham ha rivolto l’attenzione a persone principalmente di ceppo caucasico, l'importanza dei principali fattori di rischio individuati in questo gruppo è stata dimostrata in altri studi su gruppi etnici e razziali differenti. L’esperienza di Framingham e le successive ricerche in vari paesi del mondo tra cui l’Italia, hanno contribuito a ridurre la mortalità per problemi cardiovascolari, scoprendo inoltre una nuova malattia denominata ischemia silente.

Le carte del rischio cardiovascolare

Lo Studio di Framingham ha portato all’elaborazione delle carte del rischio cardiovascolare per determinare il rischio di un infarto del miocardio o un ictus nel corso di dieci anni, con la valutazione dei seguenti fattori: sesso, diabete, consuetudine al fumo, età, pressione arteriosa, quantità di colesterolo presente nel sangue. Precauzioni relative alla Carta del rischio: - deve essere utilizzata da un medico; - il paziente deve avere un’età compresa fra i 40 e i 69 anni e senza precedenti eventi cardiovascolari; - le donne non devono essere in gravidanza; - non si applica se la pressione massima supera i 200 mmHg e la minima è inferiore a 90 mmHg; - non si applica se il colesterolo totale supera i 320 mg/dl o è inferiore a 130 mg/dl; - gli esami di glicemia e colesterolo devono essere recenti (max. 3 mesi).

Calcolo del punteggio individuale

Anche il punteggio individuale ipotizza la probabilità di rischio di infarto o di ictus nel corso di dieci anni, sulla base di dati relativi a sesso, età, diabete, abitudine al fumo, pressione arteriosa, colesterolo totale e, in aggiunta, il colesterolo HDL e la cura contro la pressione alta. Considerando due dati in più, questo metodo è più approfondito rispetto a quello delle carte, che prendono in considerazione, per il colesterolo e la pressione, intervalli di dati mentre il punteggio individuale usa i valori specifici e si applica a una fascia di età più ampia (35-69 anni). La valutazione del rischio attraverso i due strumenti può risultare diversa. Le stesse precauzioni indicate per le carte valgono per il calcolo del punteggio individuale, che deve essere effettuato dal medico.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori di rischio cardiovascolare identificati dallo studio di Framingham?
    Lo storico Studio di Framingham ha individuato otto fattori chiave che influenzano la salute cardiaca. Tra questi figurano l'ipertensione arteriosa, livelli elevati di colesterolo e trigliceridi, il fumo di sigaretta, l'obesità e il diabete. Inoltre, elementi demografici come l'età avanzata e il sesso maschile aumentano la vulnerabilità. Non vanno sottovalutati nemmeno lo stile di vita sedentario e i problemi psicosociali, come lo stress cronico. Questi elementi, combinati, permettono ai medici di costruire un quadro completo della predisposizione individuale alle malattie cardiovascolari.
  • Chi può utilizzare le carte del rischio cardiovascolare e quali sono i limiti di applicazione?
    Le carte del rischio sono strumenti validi solo se compilati e interpretati da un medico. Sono progettate specificamente per pazienti di età compresa tra 40 e 69 anni che non abbiano mai avuto eventi cardiovascolari pregressi. Le donne in gravidanza non possono farne uso. Inoltre, il calcolo diventa inaffidabile se la pressione sistolica supera i 200 mmHg, se il colesterolo totale è fuori dall'intervallo 130-320 mg/dl, o se gli esami del sangue non sono stati eseguiti nei tre mesi precedenti. Fuori da questi parametri, il medico dovrà adottare metodi diagnostici diversi.
  • Qual è la differenza tra le carte del rischio e il calcolo del punteggio individuale?
    La principale differenza risiede nella precisione dei dati inseriti e nell'ampiezza della fascia d'età. Il calcolo del punteggio individuale è più dettagliato perché utilizza i valori specifici di pressione e colesterolo, anziché intervalli generici. Include inoltre il colesterolo HDL (quello buono) e considera eventuali terapie antipertensive in atto, offrendo una stima più raffinata. Mentre le carte coprono i 40-69 anni, il punteggio individuale si estende ai 35-69 anni. Di conseguenza, i risultati dei due metodi possono divergere leggermente, rendendo il punteggio spesso preferibile per una valutazione più accurata.
  • Cosa significa 'ischemia silente' e qual è il contributo dello studio di Framingham?
    L'ischemia silente è una condizione in cui il muscolo cardiaco non riceve abbastanza ossigeno a causa di restringimenti delle arterie coronariche, ma senza provocare i tipici sintomi dolorosi come l'angina pectoris. È detta 'silente' proprio per la mancanza di dolore evidente. Lo studio di Framingham, grazie al monitoraggio continuo di migliaia di soggetti, ha contribuito a scoprire questa patologia asintomatica. Riconoscerla è cruciale perché permette di intervenire preventivamente sui fattori di rischio prima che si verifichi un evento acuto grave come un infarto conclamato.
  • Per quanto tempo viene calcolato il rischio di infarto o ictus con questi strumenti?
    Sia le carte del rischio cardiovascolare sia il calcolo del punteggio individuale stimano la probabilità di subire un infarto del miocardio o un ictus nell'arco temporale di dieci anni. Questo orizzonte temporale medio-lungo aiuta il medico a valutare l'impatto cumulativo dei fattori di rischio sulla salute futura del paziente. L'obiettivo non è prevedere un evento immediato, ma capire la tendenza a lungo termine, permettendo così di impostare strategie preventive efficaci, come modifiche allo stile di vita o terapie farmacologiche, per ridurre tale probabilità decennale.

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