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Cuore

Massaggio cardiaco

Alla base delle regole del pronto intervento, un massaggio cardiaco, nella frazione di pochi minuti, può davvero salvare una vita. Ma come eseguirlo?

di Redazione

22 agosto 2016

Il massaggio cardiaco e il controllo della respirazione

Per fortuna, non capita certo tutti i giorni di dover agire con tempestività e controllo di sé per salvare una vita. Un massaggio cardiaco, infatti, si rivela necessario tutte le volte in cui il cuore si arresta momentaneamente e il respiro si blocca. Ma come verificare se il cuore si sia realmente fermato? Il modo più semplice, veloce e sicuro è tastare la gola con tre dita della mano, ponendole all'altezza dell'arteria carotidea, per verificare se ci sia un battito, seppur lento e appena percettibile. Per controllare, invece, se vi sia respirazione nel soggetto, potrebbe esser utile appoggiare un pezzo di vetro, un bicchiere o uno specchio in prossimità delle narici. Ovviamente, se la superficie trasparente non mostra segni di appannamento, si può concludere per una respirazione assente. Quindi, nel caso in cui non si avverta alcun battito e non vi siano segnali che facciano intuire un respiro, ancorché flebile, è bene predisporsi per iniziare a praticare un massaggio cardiaco.

Prima del massaggio cardiaco: la respirazione artificiale

Il passaggio fondamentale prima di arrivare al massaggio cardiaco concerne la respirazione artificiale. Con questo termine, ci si riferisce a quel particolare tipo di respirazione che va a sostituire quella naturale. La respirazione artificiale consente di apportare l'ossigeno necessario a cuore e cervello in tutti quei casi in cui si verifichi un arresto cardiocircolatorio o respiratorio. Per praticare una corretta respirazione bocca a bocca occorre reclinare la testa del soggetto all'indietro, sostenendo il collo con una mano. Sollevando poi il mento, facendo attenzione a chiudere il naso con una mano. Chi pratica la manovra, a questo punto, deve inspirare profondamente, avendo cura di appoggiare la propria bocca su quella aperta del soggetto inerme. L'insufflazione deve essere vigorosa: se la procedura è corretta, i polmoni del "paziente" si espanderanno. Ripetere la manovra due volte e attendere segnali di respirazione. In caso contrario, il massaggio cardiaco diventa necessario.

Il massaggio cardiaco e il numero di compressioni da compiere

Se i tentativi di respirazione artificiale non sono andati a buon fine, bisogna ricorrere al massaggio cardiaco. L'importante è non farsi prendere dall'agitazione e non perdere la concentrazione necessaria per compiere una manovra così delicata. Prima di procedere al massaggio cardiaco, distendere il soggetto su di una superficie piana e colpire la parte sinistra del torace con un pugno secco. Dopodiché, porre una mano sullo sterno, sovrapponendo l'altra, incrociando le dita. É bene che la compressione avvenga con i palmi delle mani, quanto più possibile al centro del torace. Evitare la compressione addominale: in questo caso si perderebbero dei secondi preziosi, dovendo procedere prima a slacciare i vestiti. Le braccia del soggetto su cui è praticata la manovra devono restare perpendicolari al corpo, per non intralciare i soccorsi. Quanto alle compressioni è necessaria un'attenzione in più: non devono essere meno di 30 e vanno praticate in ordine di 2 al secondo.

La velocità delle compressioni e la durata del massaggio cardiaco

Per salvare una vita, per praticare un ottimo massaggio cardiaco, dobbiamo ricordarci che la velocità può davvero fare la differenza. La compressione, per essere realmente efficace, dovrebbe attestarsi tra i 4 e 5 centimetri. Bisogna essere energici e veloci e, per quanto possibile, focalizzarsi solo ed esclusivamente sulla compressione, ignorando la possibilità di poter andare oltre i 5 centimetri. Quindi, non risparmiarsi. Mai. Per evitare di perdere la concentrazione e la posizione giusta, praticando il massaggio cardiaco, bisogna far attenzione a non staccare mai le mani dal corpo del paziente. Al termine di ogni compressione, alzare le mani dallo sterno e riprendere con vigore: allentare la pressione e riprendere la manovra, favorisce il rilassamento della parete toracica. Ovviamente, in un buon massaggio cardiaco, compressione e "rilasciamento" dovrebbero attestarsi sullo stesso lasso temporale. Il cuore che torna a battere decreta il successo del nostro massaggio cardiaco.

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Domande frequenti

  • Come si verifica correttamente se una persona ha perso i sensi e non respira?
    Prima di intervenire, è fondamentale valutare lo stato di coscienza e la presenza di vitalità. Si deve toccare delicatamente le spalle della persona e chiamarla ad alta voce per verificare se risponde. Successivamente, si controlla il respiro osservando l’espansione del torace e ascoltando eventuali rumori respiratori per almeno 10 secondi. Parallelamente, si può cercare il polso carotideo posizionando tre dita sul collo, lateralmente alla trachea. Se la persona non risponde, non respira normalmente o presenta solo gasping (respiro affannoso), si presume un arresto cardiaco e si procede immediatamente con le manovre di rianimazione.
  • Qual è la sequenza corretta tra respirazione artificiale e compressioni toraciche?
    La sequenza standard raccomandata per i soccorritori non addestrati specificamente alla ventilazione inizia con le compressioni toraciche (C-A-B: Compressiones, Airway, Breathing), ma per chi conosce la tecnica completa, la respirazione artificiale precede spesso le compressioni nell'immediato post-arresto se c'è stata causa respiratoria. Tuttavia, nel contesto pratico descritto, dopo aver verificato l'assenza di respiro, si eseguono due insufflazioni di soccorso. Se non si vede il petto salire durante le insufflazioni, si passa subito alle compressioni. È cruciale mantenere un ritmo costante: 30 compressioni seguite da 2 ventilazioni, assicurandosi che ogni insufflazione sia sufficiente a far espandere il torace senza causare eccessiva aria nello stomaco.
  • A quale profondità e velocità devono essere effettuate le compressioni toraciche?
    Le compressioni devono essere profonde, spingendo lo sterno verso il basso di circa 5-6 centimetri negli adulti, per garantire un flusso sanguigno adeguato agli organi vitali. La frequenza ideale è compresa tra 100 e 120 compressioni al minuto, un ritmo che corrisponde quasi alla battuta della canzone 'Stayin' Alive' dei Bee Gees. È essenziale permettere al torace di rientrare completamente dopo ogni compressione per favorire il ritorno venoso al cuore, evitando di appoggiare i talloni sulle costole per prevenire fratture inutili e ridurre l'efficacia della manovra.
  • Dove esattamente vanno posizionate le mani per il massaggio cardiaco?
    Le mani devono essere posizionate nel centro del torace, sulla metà inferiore dello sterno. Per trovare la posizione corretta, si possono scivolare le dita lungo il bordo inferiore dello sterno fino a trovare la giunzione con le cartilagini costali, poi si spostano due dita sopra questa linea. Si appoggia il tallone della seconda mano su questa area e si intersecano le dita dell'altra mano sopra, tenendo le braccia tese e perpendicolari al torace del paziente. Questo allineamento permette di trasmettere tutta la forza del peso corporeo attraverso le braccia, riducendo l'affaticamento delle braccia del soccorritore.
  • È necessario interrompere il massaggio cardiaco per controllare il polso o il respiro?
    No, le linee guida attuali sconsigliano di interrompere frequentemente il massaggio cardiaco per controllare il polso o il respiro, specialmente nei primi minuti. Ogni interruzione sospende la circolazione sanguigna artificiale, riducendo drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Le pause dovrebbero essere limitate allo stretto indispensabile per cambiare operatore (ogni 2 minuti o 5 cicli di 30:2) o per utilizzare il defibrillatore (DAE) se disponibile. Il controllo della ripresa spontanea del battito e del respiro va effettuato solo dopo diversi cicli di rianimazione o quando arrivano i soccorsi specializzati.

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