Tachicardia

Cos'è la tachicardia

Formato dall'unione di due parole greche, tachys, che indica qualcosa di rapido e particolarmente veloce e kardia, che significa propriamente cuore, il termine tachicardia è utilizzato in medicina per puntare l'attenzione sulla frequenza cardiaca che, in determinate situazioni di stress o in virtù di specifiche patologie, eccede gli standard della normalità. Quando si parla di tachicardia, infatti, ci si riferisce a una vera aritmia cardiaca, una speciale alterazione dei battiti cardiaci che, incontrollati e quasi impazziti, generano quelle fastidiose palpitazioni con cui tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo dovuto confrontarci. In questi casi, il paziente ha la spiacevole sensazione che il cuore manchi uno o più battiti, oltre che a sentirlo pulsare furiosamente all'altezza delle tempie e persino in gola. Sebbene non vi sia un numero preciso di palpitazioni al minuto che indichino la tachicardia, alcuni studi clinici hanno evidenziato come esse possano arrivare sino a 400.
Elettrocardiogramma

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Sintomi, cause e diagnosi medica della tachicardia

Esempio di tachicardia ventricolare Un aumento della frequenza cardiaca fa sì che il cuore non riesca più a pompare tutto il sangue all'interno del sistema circolatorio in modo regolare ed efficace. Alla base della tachicardia, però, non c'è un'unica causa scatenante. Se si escludono particolari tipi di patologie, come diabete, anemie, disturbi alla tiroide e a livello dell'apparato cardiocircolatorio, un'alterata frequenza cardiaca improvvisa può dipendere da un forte stress emotivo, da un'attività fisica di tipo aerobico intensa e prolungata, dall'abituale consumo di droghe, caffeina, nicotina e alcolici e dall'uso continuo di farmaci e diuretici. In questi casi, quando il cuore inizia a battere in modo convulso, l'organismo inizia a "soffrire": nausea, dolore toracico, annebbiamento della vista, ma anche vertigini e svenimenti accompagnano queste palpitazioni che diventano sempre più percettibili. Eppure, talvolta, la tachicardia può essere asintomatica, diagnosticabile solo attraverso esami cardiaci di routine.

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Non una, ma tanti tipi diversi di tachicardia

Battito cardiaco irregolare Quando parliamo di tachicardia, siamo portati a pensare che essa sia riconducibile ad un'unica e specifica causa. E, invece, non è proprio così. Perché, a seconda dell'intensità, della durata e del "punto specifico" del cuore che essa può investire, abbiamo diversi tipi di tachicardia. La tachicardia temporanea, proprio come ben s'intuisce dal termine, subito fa pensare a un disturbo di lieve entità, sorto in concomitanza di stress o emozioni forti; la tachicardia continua, all'estremo opposto, indica invece una situazione ormai cronica, prolungata nel tempo. Tralasciando la tachicardia gravidica, disturbo che affligge le future mamme negli ultimi mesi di gestazione, tra i tipi più comuni di tachicardia, troviamo quella parossistica, quella sinusale e quella di tipo ventricolare. Mentre la tachicardia sinusale non pare abbia cause specifiche, potendo colpire sia neonati sia adulti, con battiti cardiaci al di sopra dei 100 al minuto, la tachicardia ventricolare nasce dal miocardio e si manifesta con pulsazioni più veloci che possono prolungarsi nel tempo. Infine, la tachicardia parossistica insorge con una frequenza di 150/230 battiti al minuto, portando affaticamento e nausea.


Tachicardia: Diagnosi e possibili trattamenti

Tachicardia ventricolare Anche se dovesse trattarsi di una tachicardia di breve durata e a bassa intensità, non bisogna commettere l'errore di considerare l'episodio banale oppure prenderlo sottogamba. In qualsiasi caso, infatti, il consiglio del medico, unito a esami specialistici e diagnostici quali elettrocardiogramma, ecocardiogramma o eco-doppler, può regalare un quadro quanto più ampio possibile della situazione. Grazie all'elettrocardiogramma, esame non invasivo ed eseguito su paziente sveglio con l'applicazione di elettrodi a caviglie, petto e polsi, si potrà monitorare l'intera attività cardiaca, con tutti gli impulsi elettrici. Benché la maggior parte dei casi di tachicardia non richieda alcun trattamento specifico, in determinati casi di particolare gravità, il medico può prescrivere una cura farmacologica a base di propafenone, metoprololo tartrato, lidocaina e betabloccanti, oppure consigliare un intervento di ablazione cardiaca, in grado di eliminare a monte la causa scatenante dell'aritmia.



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