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Test per la mononucleosi

Aggiornato il 26 agosto 20164 capitoli5 domande frequenti
La mononucleosi, o

Cos'è la mononucleosi

Quando si parla di mononucleosi, si fa riferimento a una malattia infettiva altamente contagiosa, causata da un virus (di Epstein-Barr) che porta, tra gli altri sintomi, a una infiammazione delle vie aeree superiori, fra le quali tonsille e faringe; motivo per cui, tale patologia viene anche denominata come "adenite infettiva". Essa si trasmette per mezzo di scambio diretto di saliva oppure tramite contatto di oggetti sui quali, di norma, può esservi traccia del liquido salivare, e quindi: spazzolini, bicchieri, posate e giocattoli per bimbi. La malattia è anche conosciuta come "malattia del bacio" proprio perché si verifica di frequente tra gli adolescenti, spesso "rei" di entrare a contatto con la saliva del partner, nell'atto di sbaciucchiarsi. La patologia, nonostante sia facilmente trasmissibile, è tuttavia allo stesso modo facilmente guaribile e colpisce, oltre i giovani, anche i bambini molto piccoli.

Sintomi della mononucleosi

Nella maggior parte dei casi, la mononucleosi non si configura come una malattia temibile tranne in soggetti particolari come chi ha problemi ematici o splenici e le donne incinte. La sintomatologia, sebbene abbastanza ampia, risulta essere perlopiù costante nei soggetti affetti dalla "malattia del bacio": febbre, linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi, piccoli noduli che agiscono da "sentinella" del nostro sistema immunitario), faringite e tonsillite. In casi più gravi si registra anche perdita di peso, ipertrofia della milza, rash cutaneo e problemi al fegato che, generalmente, si manifestano come ittero. A volte, i sintomi possono risultare tanto lievi che i soggetti affetti da mononucleosi non sembrano avvedersene; un'ottima avvisaglia per la diagnosi della malattia è il controllo periodico dei linfonodi posti dietro e sotto le orecchie nonché quelli cervicali, per valutare un eventuale ingrossamento.

Il test più efficace: il "Monotest"

Il Monotest risulta essere la metodica di indagine più rapida per verificare se un soggetto che presenta tutti i sintomi della mononucleosi, abbia effettivamente contratto l'infezione. Esso viene generalmente richiesto di concerto con l'esame emocrocitometrico che consiste nella valutazione del numero di globuli bianchi presenti nel flusso sanguigno; infatti, più la conta dei globuli bianchi, cioè le cellule dell'organismo preposte a combattere virus e batteri esterni, è alta, maggiore è il rischio di avere acquisito l'infezione. Il Monotest va a ricercare, nello striscio di sangue del richiedente, l'eventuale presenza del virus di Epstein-Barr, responsabile della patologia. Se il Monotest risulta dunque positivo, unitamente a valori alti della formula leucocitaria (numero totale dei globuli bianchi), è molto probabile che il soggetto abbia contratto l'infezione. In caso contrario, è bene ripetere almeno un'altra volta il test, per scongiurare l'eventualità di un falso negativo.

Altri test per la mononucleosi

Oltre al suddetto Monotest, vi sono altri procedimenti per valutare la presenza della "malattia del bacio", vale a dire il Test di Paul Bunnel e la reazione anticorpo-specifica IgG e IgM del virus di Epstein-Barr. Il Test di Paul Bunnell è un test secondario per la mononucleosi che consiste in una reazione chimica sierologica che esamina l'agglutinazione di una particolare classe di anticorpi. Di norma, infatti, tali anticorpi non si agglutinano ovvero non aderiscono tra loro bensì sono sciolti; in un soggetto affetto dalla patologia, di contro, tali anticorpi tendono ad agglutinarsi, restituendo un riscontro positivo di avvenuta infezione. La reazione anticorpo-specifica va invece ad analizzare se due particolari classi di anticorpi, dette IgG e IgM, si sono attivate contro l'eventuale virus penetrato nell'organismo; se entrambe le classi non si sono attivate, è probabile che non si abbia acquisito l'infezione; in caso contrario, viene quantificata la possibilità di averla contratta.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali che mi fanno sospettare la mononucleosi?
    I sintomi principali includono febbre, forte mal di gola (faringite e tonsillite) e l'ingrossamento dei linfonodi, specialmente nella zona cervicale e dietro le orecchie. Potresti notare anche stanchezza estrema, mal di testa e talvolta rigonfiamento della milza o del fegato. In alcuni casi, soprattutto nei bambini, i sintomi possono essere così lievi da passare inosservati. Se hai avuto contatti stretti con saliva altrui e presentati questi segni, è fondamentale monitorare l'evoluzione della febbre e il gonfiore ghiandolare per capire quando rivolgersi a un medico.
  • Come funziona il Monotest e quanto è affidabile?
    Il Monotest è un esame del sangue rapido che cerca anticorpi specifici contro il virus di Epstein-Barr. Viene spesso associato all'emocromo completo per verificare l'aumento dei globuli bianchi, tipico delle infezioni virali. Un risultato positivo, accompagnato da leucocitosi, indica fortemente la mononucleosi. Tuttavia, il test può dare falsi negativi nelle prime fasi della malattia. Per questo motivo, se i sintomi persistono ma il primo test è negativo, i medici consigliano di ripetere l'esame dopo qualche giorno per confermare la diagnosi con maggiore precisione.
  • Cosa indicano gli esami degli anticorpi IgG e IgM?
    Questi esami analizzano la risposta immunitaria specifica al virus di Epstein-Barr. Le IgM compaiono solitamente nelle fasi acute dell'infezione, indicando un contagio recente. Le IgG, invece, appaiono leggermente più tardi e permangono per anni, segnalando un'infezione passata o una convalescenza avanzata. Se entrambi sono negativi, probabilmente non sei mai stato infettato. Se solo le IgM sono positive, sei in fase acuta. Questa distinzione è cruciale per capire se stai combattendo una nuova infezione o se il tuo corpo sta gestendo un ricordo immunologico.
  • La mononucleosi si trasmette solo attraverso i baci?
    No, sebbene sia nota come 'malattia del bacio', la trasmissione avviene principalmente tramite lo scambio di saliva. Questo può accadere baciandosi, ma anche condividendo oggetti personali come spazzolini da denti, bicchieri, posate o giocattoli per bambini. Il virus di Epstein-Barr sopravvive brevemente sugli oggetti contaminati. Pertanto, l'igiene personale è fondamentale per prevenire il contagio, specialmente in ambienti dove ci sono bambini o adolescenti, categorie particolarmente suscettibili alla diffusione del patogeno attraverso il contatto diretto o indiretto.
  • Chi corre maggiori rischi di complicazioni gravi?
    Per la maggior parte delle persone, la mononucleosi è autolimitante e guarisce senza sequela. Tuttavia, esistono gruppi a rischio per complicazioni come la rottura della milza (splenomegalia), problemi epatici o alterazioni ematiche. Questi soggetti includono persone con pregresse patologie epatiche o del sangue, donne in gravidanza e individui con sistemi immunitari compromessi. È essenziale che queste categorie siano seguite attentamente dai medici. Anche per chi è sano, evitare sforzi fisici intensi nelle prime settimane è vitale per prevenire traumi alla milza ingrossata.

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