Bilirubina nelle urine

Cos'è la bilirubina

La bilirubina, il principale pigmento della bile, è una sostanza derivante dalla normale degradazione dell'emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l'ossigeno. È di colore giallo-rosso, prodotta dal fegato, e dà alle feci la tipica colorazione scura. In condizioni normali non deve essere presente nelle urine ma si trova in determinate quantità nel sangue, in forma libera e coniugata. Quando la quantità di bilirubina coniugata (o diretta) diventa troppo alta se ne riscontra la presenza nelle urine che assumono una colorazione scura come il marsala con schiuma gialla. L'ossidazione all'aria provoca una variazione del colore verso il verdastro a causa della formazione di biliverdina. La presenza della sostanza può essere dovuta a numerose patologie ma di solito indica che il paziente ha problemi epatici.
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Cause della bilirubina nelle urine

Apparecchiatura di laboratorio d'analisi La bilirubina nelle urine è spesso determinata da malattie del fegato, il quale non riesce più a riassorbirla. I valori normali prevedono la totale assenza della sostanza o, al limite, una ridottissima concentrazione (0,02 mg/100 ml). Tra le malattie epatiche responsabili dell'alta presenza della sostanza ci sono quelle che provocano stasi ostruttiva come la calcolosi biliari e l'ittero, e quelle che causano un danno cellulare, come l'epatite virale acuta e la cirrosi evolutiva. Ci sono poi epatiti tossiche, avvelenamento da piombo, arsenico e fosforo, epatiti derivate da farmaci, infiammazione delle vie biliari interne (colangite). Anche l'anemia perniciosa, quella emolitica e la talassemia possono provocare il problema. Le altre cause comprendono: il carcinoma del pancreas, infezioni trasmesse da zanzare come la febbre gialla e la malaria, la sepsi e l'ipotermia.

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L'esame per la ricerca del pigmento biliare

Struttura dell'emoglobina L'esame che rivela la presenza di bilirubina nelle urine è utile quando è effettuato prima della comparsa dei tipici sintomi delle patologie epato-biliari come l'ittero (pelle e occhi giallastri). In questi casi si può intervenire con terapie adeguate prima del peggioramento del quadro clinico. Sono possibili casi di falsi negativi se il campione di urina viene conservato a lungo con conseguente ossidazione della sostanza presente. Il falso negativo può avvenire anche se il paziente assume acido ascorbico (vitamina C), che viene eliminato con le urine, o se ci sono dei nitrati a causa di un'urosepsi. Le patologie prima descritte, che determinano la presenza del pigmento, si possono dividere in due categorie: quelle che causano grande distruzione di emoglobina e quelle che non permettono la normale eliminazione.


Bilirubina nelle urine: La produzione ed eliminazione della bilirubina

Globuli rossi del sangue Nel momento in cui i globuli rossi vengono degradati (nella milza) perché hanno raggiunto il termine del loro ciclo vitale (4 mesi) danno luogo alla bilirubina in forma libera o indiretta, come prodotto di scarto dell'emoglobina. Si lega quindi a una proteina (albumina), viene presa dagli epatociti e legata all'acido glucuronico, il quale la rende solubile nella bile. Diventa bilirubina coniugata o diretta e viene eliminata con la bile nell'intestino. Una parte è poi escreta con le feci e il resto è riassorbito dal fegato. Quella che non è captata dalle cellule epatiche viene filtrata dai reni e immessa poi nelle urine. Una concentrazione altissima di pigmento biliare nel sangue (iperbilirubinemia) causa sintomi tipici come colorazione gialla del bulbo oculare e feci bianche, oltre alle urine scure.



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