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Psicofarmaci

Gli psicofarmaci sono tra le sostanze più utilizzate negli ultimi anni: il loro consumo è aumentato vista la molteplicità degli effetti benefici.

di Redazione

07 giugno 2016

Psicofarmaci: principali caratteristiche e storia di queste molecole

Quando si parla di psicofarmaci si fa riferimento a delle sostanze che vantano un utilizzo che risale agli anni cinquanta. Proprio in quegli anni gli psicofarmaci hanno permesso di ridurre nettamente le spese per la salute mentale delle persone rispetto al passato. Questi farmaci sono psicoattivi, ovvero vanno ad agire sul sistema nervoso dell'uomo determinando una serie di effetti benevoli. Nella maggior parte dei casi, gli psicofarmaci vengono prescritti nell'ambito di disturbi psichici anche gravi. Gli psicofarmaci, inoltre, sono delle sostanze che hanno per lo più natura sintetica, anche se non mancano le molecole già presenti in natura e che mediante apposite modifiche hanno permesso di avere sostanze attive. Durante il ventesimo secolo sono stati nettamente approfonditi gli studi sugli psicofarmaci: proprio in questi tempi furono evidenziate le interazioni con neurotrasmettitori nervosi.

Meccanismo d'azione ed indicazioni degli psicofarmaci più comuni

Gli psicofarmaci sono una categoria molto ampia di molecole che hanno effetti a livello del sistema nervoso dell'uomo. Nella maggior parte dei casi si parla di molecole che vanno ad agire con i recettori presenti nel sistema nervoso: i principali sono i recettori nicotinici, muscarinici e tirosin-chinasici. Questi hanno ruolo fondamentale nella biosintesi dei neurotrasmettitori, ovvero quelle molecole che trasmettono velocemente un impulso. Non mancano anche gli enzimi su cui vanno ad agire alcuni psicofarmaci, così da aumentare le concentrazioni fisiologiche dei neurotrasmettitori. Gli psicofarmaci sono sostanze ampiamente utilizzate nei disturbi della psiche: schizofrenia, depressione, ansia, crisi di panico, malinconia prolungata, senso di abbattimento. Grande attenzione va comunque posta al corretto utilizzo degli psicofarmaci che potrebbero provocare diversi effetti collaterali.

Psicofarmaci: categorie ed utilizzi delle varie molecole

Esistono diverse categorie di psicofarmaci che vantano un buon utilizzo in diversi disturbi mentali o patologie. Numerosi sono gli antidepressivi che vanno ad aumentare le concentrazioni fisiologiche di serotonina e noradrenalina, due neurotrasmettitori. Fluoxetina, paroxetina, citalopram e sertralina sono tra le molecole più importanti. Ottimi ansiolitici ed ipnotici con un'azione calmante sul sistema nervoso sono il diazepam, zolpidem, lorazepam, clonazepam ed alprazolam. Questi hanno letteralmente sostituito i barbiturici che avevano diverse controindicazioni ed effetti tossici. Esistono anche degli antipsicotici, utili in psicosi e schizofrenia: quelli più usati sono clorpromazina, aloperidolo, olanzapina e aripiprazolo. Ottimi psicofarmaci stimolanti, invece, sono la metamfetamina ed il metilfenidato che stimolano l'azione del sistema nervoso, senza dimenticare gli stabilizzanti dell'umore, come carbonato di litio, carbamazepina ed acido valproico.

Effetti collaterali e controindicazioni degli psicofarmaci da conoscere

La maggior parte degli effetti collaterali degli psicofarmaci si manifestano in caso di utilizzo prolungato di tali sostanze. Molti degli effetti tossici hanno breve durata e possono presentarsi anche per chi ne fa un utilizzo sporadico, ma grande attenzione va posta nella valutazione dei sintomi di tale tossicità. Mal di testa, nausea, costipazione, vomito sono quelli più immediati, fino ad arrivare a quelli più gravi e che si manifestano a lungo termine come disfunzioni erettili, ingrossamento della prostata, problemi alla vista, sonnolenza, sedazione eccessiva, secchezza delle fauci. Nel momento in cui si nota la presenza di un effetto collaterale di grave entità è fondamentale comunicarlo al medico curante. Attenzione anche alle controindicazioni: vanno evitati psicofarmaci nei soggetti allergici o che abbiano manifestato segni di ipersensibilità in passato. Dosaggi ridotti o da evitare anche in caso di gravidanza ed allattamento.

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Domande frequenti

  • Quali sono gli effetti collaterali più comuni degli psicofarmaci?
    Gli effetti collaterali variano in base alla classe farmacologica e alla durata dell'assunzione. I sintomi più immediati includono mal di testa, nausea, stitichezza e vomito. Con l'uso protratto nel tempo, possono manifestarsi problematiche più complesse come disfunzioni erettili, ingrossamento prostatico, problemi visivi, sonnolenza marcata, sedazione eccessiva e secchezza delle fauci. È cruciale monitorare attentamente il proprio stato di salute durante la terapia, poiché molti di questi effetti tossici possono essere transitori, ma altri richiedono un intervento medico tempestivo per essere gestiti adeguatamente.
  • Chi deve evitare l'assunzione di psicofarmaci?
    L'assunzione di psicofarmaci presenta controindicazioni specifiche per alcune categorie di pazienti. In primo luogo, è sconsigliato o vietato ai soggetti allergici o a coloro che hanno manifestato precedenti reazioni di ipersensibilità verso questi principi attivi. Inoltre, particolare cautela è necessaria durante la gravidanza e l'allattamento: in questi periodi fisiologici critici, i dosaggi devono essere ridotti o completamente evitati sotto stretto controllo medico, per prevenire potenziali rischi per il feto o per il neonato. La valutazione del rapporto beneficio-rischio spetta esclusivamente allo specialista.
  • Come agiscono gli antidepressivi SSRI come la fluoxetina?
    Gli antidepressivi, inclusi farmaci come fluoxetina, paroxetina, citalopram e sertralina, appartengono principalmente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Il loro meccanismo d'azione consiste nell'aumentare le concentrazioni fisiologiche di neurotrasmettitori chiave, in particolare serotonina e noradrenalina, nello spazio sinaptico. Questo potenziamento chimico aiuta a regolare l'umore e alleviare i sintomi della depressione, della malinconia prolungata e del senso di abbattimento. Agendo sui recettori specifici del sistema nervoso, questi farmaci ripristinano un equilibrio chimico necessario per il benessere psicologico.
  • Quali sono le differenze tra ansiolitici moderni e vecchi barbiturici?
    I moderni ansiolitici e ipnotici, come diazepam, zolpidem, lorazepam, clonazepam e alprazolam, offrono un'azione calmante efficace sul sistema nervoso centrale, sostituendo progressivamente i barbiturici. A differenza dei barbiturici, che presentavano numerose controindicazioni e un alto potenziale tossico, le nuove molecole garantiscono un profilo di sicurezza migliore e minori rischi di dipendenza fisica severa se assunti correttamente. Sono indicati per trattare ansia, crisi di panico e insonnia, agendo sui recettori GABA per indurre rilassamento e sonno, riducendo significativamente gli effetti avversi storici associati alle vecchie terapie sedative.

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