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Malattie

Distrofia muscolare

La distrofia muscolare è una malattia degenerativa che colpisce spesso i maschi: risulta molto rara e si trasmette per via ereditaria per cause varie.

di Redazione

10 novembre 2016

Che cos'è la distrofia muscolare

La distrofia muscolare è una malattia ereditaria, provocata da fattori sconosciuti, che provoca la degenerazione lenta ma progressiva delle fibre muscolari. Ne esistono diverse forme, classificate in base all'età di comparsa dei sintomi, alla velocità di progressione della malattia stessa e al tipo di ereditarietà. La distrofia muscolare è una malattia rara: ad esempio la distrofia muscolare di Duchenne, la più comune, colpisce circa 12 maschi su 10000. Si parla di soggetti maschi perchè questa forma ha un tipo di ereditarietà recessiva legata al sesso: colpisce unicamente i maschi e solo le femmine possono trasmetterla. Spesso la diagnosi è suggerita al medico dall'osservazione del paziente, tuttavia per la conferma sono necessari alcuni esami. Può essere eseguito un esame del sangue alla ricerca di livelli elevati di alcuni enzimi liberati dalle cellule muscolari lisce. Talvolta vengono eseguite una prova dell'attività elettrica nei muscoli e la biopsia muscolare.

Terapia e prognosi della malattia

Non esiste alcuna terapia efficace per curare la distrofia muscolare, per questo è fondamentale effettuare una diagnosi il prima possibile per poter contrastare gli effetti della malattia. I bambini che ne sono affetti dovrebbero rimanere il più possibile attivi per mantenere in buone condizioni i muscoli. Non si dovrebbe permettere loro di ingrassare troppo e, in alcuni casi, un intervento chirurgico sui tendini del calcagno può aiutarli a camminare. La prognosi a lungo termine rimane quindi variabile. Per quanto riguarda la prevenzione, i familiari di un bambino con distrofia muscolare dovrebbero ricorrere alla consulenza genetica. I portatori delle forme di distrofia muscolare con ereditarietà legata al sesso possono essere individuati in base alla presenza di livelli elevati di un particolare enzima nel sangue. Oggi alcuni tipi di distrofia muscolare possono essere diagnosticati prima della nascita mediante prelievo dei villi coriali.

Caratteristiche della distrofia muscolare di Duchenne

La distrofia muscolare di Duchenne si distingue per il fatto che il bambino colpito da questa malattia impara con lentezza a stare seduto e a camminare facendolo molto più tardi del normale. Questa forma viene raramente diagnosticata prima dei tre anni di età, ma progredisce con rapidità. Il bambino malato tende a camminare barcollando salendo le scale con difficoltà. Quando si alza dal pavimento, il bambino scala le sue gambe, appoggiando le mani sulle caviglie, sulle ginocchia e sulle cosce. Talvolta è presente un incurvamento della colonna vertebrale. Nonostante la debolezza, i muscoli (specialmente quelli dei polpacci) appaiono voluminosi; ciò avviene perché il muscolo atrofico viene sostituito dal grasso. Intorno ai 12 anni, il bambino malato non è più in grado di camminare. Pochi sopravvivono oltre l'adolescenza e muoiono in genere per infezione toracica o per scompenso cardiaco. Spesso hanno un’intelligenza inferiore alla media.

Alcune forme di distrofia muscolare

Esistono forme di distrofia muscolare meno diffuse, come quella di Becker. Questo tipo di distrofia produce gli stessi sintomi della distrofia di Duchenne, ma compare più tardi nel corso dell'infanzia e progredisce molto più lentamente. Spesso i pazienti raggiungono i 50 anni di età. Questi due tipi di distrofia presentano entrambi un tipo di ereditarietà legata al sesso. Invece la distrofia miotonica colpisce i muscoli delle mani e dei piedi, tanto che i neonati sono flaccidi e hanno uno sviluppo lento. La principale caratteristica è rappresentata dal fatto che i muscoli si contraggono con forza, ma non si rilasciano facilmente. La distrofia miotonica è associata alla comparsa di cataratta nella media età, di calvizie, di ritardo mentale e di alterazioni endocrine. Questa forma presenta un tipo di ereditarietà autosomica dominante. Infine la distrofia muscolare del cingolo scapolo-omerale compare verso la fine dell'infanzia o all'inizio della vita adulta e ha una progressione lenta.

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Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali clinici che indicano la presenza di distrofia muscolare di Duchenne?
    I primi segni compaiono solitamente tra i 3 e i 5 anni di età. Il bambino mostra un ritardo nell'apprendimento del cammino, cammina barcollando e fatica ad arrampicarsi sulle scale. Un sintomo distintivo è la capacità di alzarsi da terra appoggiandosi alle gambe, poiché la debolezza addominale e degli arti inferiori costringe il piccolo a "scalare" il corpo con le mani sulle cosce e le ginocchia. Inoltre, i muscoli, specialmente i polpacci, possono apparire voluminosi a causa della sostituzione del tessuto muscolare atrofizzato con tessuto adiposo e connettivale.
  • È vero che la distrofia muscolare colpisce esclusivamente i maschi?
    Non esattamente, sebbene le forme più comuni come quella di Duchenne e Becker siano legate al cromosoma X e colpiscano prevalentemente i maschi. Poiché l'ereditarietà è recessiva legata al sesso, i maschi (che hanno un solo cromosoma X) manifestano la malattia se ricevono il gene difettoso, mentre le femmine (con due cromosomi X) diventano generalmente portatrici sane senza sintomi gravi. Tuttavia, esistono altre forme, come la distrofia miotonica, che seguono un'ereditarietà autosomica dominante e possono colpire sia uomini che donne con uguale probabilità.
  • Esiste una cura definitiva per la distrofia muscolare oggi?
    Attualmente non esiste una terapia in grado di guarire definitivamente la distrofia muscolare, trattandosi di una condizione genetica degenerativa. L'approccio terapeutico si concentra sulla gestione dei sintomi e sul rallentamento della progressione della malattia. Le strategie includono fisioterapia per mantenere la mobilità, supporto nutrizionale per evitare l'eccesso di peso che affatica i muscoli, e talvolta interventi chirurgici sui tendini. La diagnosi precoce e la consulenza genetica sono fondamentali per pianificare la gestione clinica e supportare la qualità di vita del paziente.
  • Come si differenzia la distrofia di Becker dalla distrofia di Duchenne?
    Entrambe le forme condividono lo stesso meccanismo genetico legato al cromosoma X e sintomi simili, ma differiscono significativamente per tempistica e gravità. La distrofia di Becker si manifesta più tardivamente rispetto a quella di Duchenne e progredisce molto più lentamente. Mentre i pazienti con Duchenne perdono la capacità di deambulare intorno ai 12 anni e hanno una aspettativa di vita ridotta, chi soffre di Becker spesso mantiene la mobilità per molti anni e può raggiungere un'età avanzata, superando spesso i 50 anni, grazie alla minore severità della degenerazione muscolare.
  • Cosa caratterizza clinicamente la distrofia miotonica?
    La distrofia miotonica si distingue per la miotonia, ovvero la difficoltà dei muscoli a rilassarsi dopo una contrazione volontaria. Colpisce tipicamente muscoli distali come quelli di mani e piedi, causando debolezza e rigidità. Nei neonati può manifestarsi con ipotonia (flaccidezza) e ritardo dello sviluppo. A differenza delle forme legate al sesso, questa ha un'eredità autosomica dominante. È inoltre associata a manifestazioni sistemiche extra-muscolari, come la comparsa precoce di cataratta, calvizie, alterazioni endocrine e, in alcuni casi, ritardo mentale.

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