Sclerosi multipla benigna

Che cos’è la sclerosi multipla benigna

La sclerosi multipla benigna è una malattia del sistema nervoso centrale, che si caratterizza per la distruzione della mielina a chiazze diffuse. Ciò avviene sia nel cervello che nel midollo spinale. A differenza di quanto accade con la forma maligna della patologia, questa malattia non è progressiva o degenerativa. Di conseguenza i sintomi sono più lievi e, con il passare del tempo, non si aggravano come accade normalmente. Tra i segni che compaiono si ricordano l’intorpidimento degli arti e una sensazione di formicolio diffusa; solo raramente si manifestano paralisi e incontinenza urinaria. Il fatto che alcuni soggetti siano affetti da sclerosi multipla benigna e non maligna si evidenzia perché la gravità dei sintomi e della patologia sono molto diversi da un paziente all'altro. Di conseguenza è possibile avere un livello minimo di disabilità che si protrae per un lungo periodo di tempo.
Sintomi sclerosi multipla

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Quali sono le cause scatenanti della patologia

Il cervello e la sclerosi multipla La causa della sclerosi multipla benigna, così come di quella della forma maligna, rimane sconosciuta. Si ritiene che si tratti di una malattia autoimmune; nel suo decorso i globuli bianchi che compongono il sistema di difesa dell'organismo iniziano a considerare come una sostanza estranea la mielina del sistema nervoso centrale. Di conseguenza tendono a distruggerla in maniera graduale, portando quindi alla comparsa di lesioni in alcune delle fibre nervose e alla loro cicatrizzazione. Al tempo stesso bisogna tenere a mente che la comparsa della sclerosi multipla presenta anche un fattore ereditario: infatti i parenti dei soggetti che sono già affetti da questa patologia hanno una probabilità di contrarla otto volte maggiore di quanto accade con il resto della popolazione. Inoltre bisogna considerare che questa malattia è cinque volte più frequente nelle zone temperate (ad esempio l'Europa e gli USA) rispetto alle regioni tropicali.

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Qual'è la diagnosi della sclerosi multipla benigna

Sclerosi multipla benigna Non esiste un unico esame diagnostico per determinare la sclerosi multipla: in genere la presenza della malattia viene confermata escludendo tutte le altre condizioni possibili. Per confermare la diagnosi il neurologo può eseguire alcuni esami: tra questi si ricordano il tracciato dell'attività elettrica cerebrale, la puntura lombare, la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica nucleare. Al tempo stesso bisogna tenere a mente che nei casi di sclerosi multipla benigna la diagnosi è soltanto retroattiva. Infatti è necessario monitorare l’evoluzione dei sintomi per molti anni prima che il medico possa essere certo che si tratti della forma progressiva e degenerativa della patologia o no. In genere si parla di sclerosi multipla benigna nel 20-25% dei casi e in molte situazioni, dopo l’attacco iniziale, i pazienti hanno un recupero totale oppure parziale, che non lascia invalidità permanenti.


Sclerosi multipla benigna: Quali sono le caratteristiche

Diagnosticare sclerosi multipla Quando si parla di sclerosi multipla benigna bisogna tenere a mente che i pazienti affetti da questa forma sono nella maggior parte dei casi donne. Al tempo stesso la comparsa dei sintomi e la loro evoluzione si differenziano notevolmente da quanto avviene con la forma degenerativa. Innanzitutto gli episodi iniziali sono spesso selettivi e circoscritti a una parte del corpo: hanno una natura sensitiva e possono interessare la vista o l’udito. In secondo luogo i problemi degenerativi di tipo cognitivo e di mobilità sono molto meno accentuati rispetto a quanto accade con la forma maligna della patologia. Inoltre bisogna tenere a mente che i pazienti di sclerosi multipla benigna possono presentare ricadute nel corso del tempo e che, con gli anni, possono manifestare forme progressive. Sono più esposte a questo rischio le donne che manifestano gli episodi iniziali una volta che hanno passato i 40 anni.



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