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Artrite reumatoide sintomi

Aggiornato il 18 gennaio 20164 capitoli5 domande frequenti
Artrite reumatoide alle mani

Cos'è l'artrite reumatoide e come si manifesta

L'artrite reumatoide è una patologia autoimmune cronica e progressiva che riguarda le articolazioni del corpo. L'infiammazione si verifica con più facilità nell'età compresa tra i 40 e i 60 anni, soprattutto nelle donne, si manifesta con dei sintomi improvvisi e con il passare del tempo causa delle evidenti deformazioni delle ossa. Le articolazioni più frequentemente attaccate dallo stesso sistema immunitario sono quelle delle mani e dei piedi. I principali sintomi avvertiti sono il dolore, la rigidità e il gonfiore. Con il trascorrere degli anni si producono calcificazioni tali da compromettere gravemente l'uso delle articolazioni stesse e quindi incidere negativamente sulla vita quotidiana e sul lavoro. La malattia osteo-articolare è invalidante e colpisce tutte le articolazioni in maniera alternata perciò si assiste al fenomeno che, mentre una parte vede ridursi l'infiammazione e alleviare i sintomi, un'altra ricomincia a subirla.

Artrite reumatoide: i sintomi caratteristici

L'artrite reumatoide dà sintomi caratteristici a partire dal mattino, sin dal momento del risveglio. Il paziente avverte una fastidiosa rigidità articolare che si riduce con il movimento ma molto lentamente e nel giro di almeno un'ora e spesso anche tre o quattro. La parti infiammate sono tumefatte, gonfie a causa di un edema locale e la pelle si presenta arrossata. Il dolore può essere molto intenso e il soggetto prova grande difficoltà a svolgere gesti comuni come guidare, afferrare oggetti o sollevare pesi anche moderati. L'infiammazione e la diminuzione della mobilità articolare si accompagnano anche a riduzione della forza muscolare. Inoltre, poiché la malattia agisce anche a livello sistemico, si assiste sovente ad un processo di indebolimento della persona, in conseguenza all'infiammazione interna.

Come si effettua la diagnosi della malattia

Per trattare efficacemente l'artrite reumatoide e permettere al paziente la conduzione di una vita normale è indispensabile una diagnosi precoce. La terapia deve essere cominciata il prima possibile, sia per ridurre i sintomi che per evitare i danni permanenti con disabilità e l'interessamento di altri organi e sistemi, come quello respiratorio, circolatorio e nervoso. La diagnosi della patologia avviene con la ricerca nel sangue dei valori di VES e proteina C reattiva, i quali evidenziano i processi di infiammazione interna. Si ricercano anche il fattore reumatoide (FR) e determinati anticorpi che rivelano l'origine autoimmune della malattia. In seguito radiografie, TAC o risonanza magnetica evidenzieranno il danno articolare. La diagnosi tempestiva e un'adeguata terapia eviterà al paziente complicazioni come anemia, osteoporosi e problemi cardiovascolari.

La terapia della patologia con farmaci di fondo e biologici

La terapia cominciata sul nascere della patologia permette di far regredire l'artrite reumatoide, i sintomi relativi e riacquistare la piena efficienza delle articolazioni colpite dall'infiammazione. Spesso i medici preferiscono iniziare con una fase di attacco con alte dosi di farmaci a base di cortisone per ridurre subito la flogosi e il dolore. In seguito saranno prescritti i farmaci di fondo (DMARDs) composti da diversi principi attivi immunosoppressori, tra cui il metotrexato, la minociclina e la sulfasalazina. Qualora questi farmaci non risultassero efficaci o risolutivi, esiste da alcuni anni la possibilità di impiegare farmaci biologici (MRB) con un'azione personalizzata sul sistema immunitario del paziente. Ottenuti tramite ingegneria genetica, si legano e inattivano alcune proteine coinvolte nei processi infiammatori e danno ottimi risultati.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali che indicano la presenza di artrite reumatoide?
    I primi segnali includono dolore, rigidità e gonfiore articolare, specialmente a mani e piedi. Un sintomo distintivo è la rigidità mattutina che persiste per oltre un'ora dopo il risveglio, peggiorando con il riposo e migliorando lentamente con il movimento. Le articolazioni interessate appaiono tumefatte, calde e arrossate. Oltre ai sintomi locali, si possono manifestare stanchezza generale, debolezza muscolare e febbre bassa, dato che la malattia ha natura sistemica e autoimmune. Riconoscere precocemente questi segni è cruciale per iniziare la terapia prima che si verifichino danni articolari irreversibili.
  • Come viene effettuata la diagnosi di artrite reumatoide?
    La diagnosi combina esami clinici, analisi del sangue e imaging. Nel sangue si cercano marker infiammatori come VES e proteina C reattiva, elevati durante le fasi attive. Si testano inoltre il fattore reumatoide (FR) e gli anticorpi anti-peptidi citrullinati ciclici (anti-CCP), specifici per l'origine autoimmune. Per valutare i danni strutturali alle ossa e alle cartilagini, si utilizzano radiografie, ecografie, TAC o risonanza magnetica. Una diagnosi tempestiva è fondamentale per prevenire complicanze sistemiche come anemia, osteoporosi e problemi cardiovascolari, permettendo un intervento terapeutico immediato.
  • Esiste una cura definitiva per l'artrite reumatoide?
    Attualmente non esiste una cura definitiva che elimini completamente la malattia, poiché si tratta di una condizione cronica e autoimmune. Tuttavia, con una diagnosi precoce e una terapia adeguata, è possibile ottenere la remissione dei sintomi e impedire la progressione del danno articolare. L'obiettivo principale è mantenere la funzionalità delle articolazioni e la qualità della vita. I trattamenti moderni permettono alla maggior parte dei pazienti di condurre una vita normale, riducendo significativamente il dolore e l'infiammazione, e bloccando l'avanzare della patologia grazie a farmaci specifici e stili di vita appropriati.
  • Quali farmaci vengono utilizzati per trattare l'artrite reumatoide?
    La terapia inizia spesso con corticosteroidi ad alto dosaggio per controllare rapidamente l'infiammazione acuta. Successivamente, si introducono i farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARDs), come il metotrexato, la minociclina o la sulfasalazina, che sopprimono il sistema immunitario per rallentare la progressione della malattia. Se questi non sono sufficienti, si ricorre ai farmaci biologici (MRB), ottenuti con ingegneria genetica, che bersagliano specificamente le proteine responsabili dell'infiammazione. Questa strategia a step mira a controllare la malattia a lungo termine, prevenendo deformità e disabilità.
  • Cosa succede se l'artrite reumatoide non viene curata tempestivamente?
    Senza un trattamento tempestivo, l'infiammazione cronica provoca danni progressivi e irreversibili alle articolazioni, portando a deformazioni ossee, perdita di mobilità e disabilità permanente. Il dolore diventa costante e limita le attività quotidiane come vestirsi o camminare. Inoltre, poiché la malattia è sistemica, l'infiammazione incontrollata aumenta il rischio di gravi complicanze extra-articolari, tra cui anemia, osteoporosi accelerata, noduli reumatoidi sotto la pelle e patologie cardiovascolari. La diagnosi tardiva rende il recupero funzionale molto più difficile e complesso.

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