Artrite, dolori dorsali

Ossa

Artrite

L'artrite è una malattia infiammatoria autoimmune che coinvolge l'intero corpo umano, compromettendone il normale funzionamento.

di Redazione

06 aprile 2017

Artrite, soggetti predisposti, sintomi

L'artrite è una "malattia infiammatoria cronica" che colpisce in stragrande maggioranza le donne (3 volte più degli uomini). Il periodo di età in cui si registra il maggior numero di casi è compreso tra i 35 e i 50 anni. In Italia ci sono circa 500 mila persone malate di artrite, ci sono soggetti geneticamente predisposti ad ammalarsi di artrite reumatoide con tendenza di contrarla ad età avanzata. I sintomi che vengono rilevati al presentarsi di un'artrite sono dolori, rigidità, arrossamento, tumefazione e calore nelle articolazioni implicate in questo tipo di infiammazione. Questi dolori vengono recepiti principalmente al risveglio mattutino per poi alleviarsi con il movimento dopo alcune ore. Con l'aumentare della malattia i dolori interesseranno anche gomiti, spalle, ginocchia e piedi, producendo deformazioni ossee che limiteranno l'uso delle articolazioni.

Artrite, diagnosi

La diagnosi effettuata da un medico per definire un'artrite e conoscerne il tipo, inizia sempre con un esame fisico del paziente, seguito da una "anamnesi" (storia clinica). Questo procedimento è un tassello di grande importanza per raccogliere notizie, sia nelle dichiarazioni dell'ammalato che dei propri familiari, per poter arricchire il quadro delle informazioni ed elaborarne una diagnosi esatta e definitiva. Questa visita iniziale seguita da alcuni esami del sangue porta il medico a stabilire se si tratta di una artrite reumatoide. Un test di massima importanza è il fattore reumatoide (FR), viene eseguito per la quantità di anticorpi anomali presenti nel sangue che combattono gli anticorpi "preposti" alla difesa dell'organismo. Questi anticorpi sono presenti nel sangue di molti pazienti affetti da artrite reumatoide anche se in alcuni casi non è presente questa correlazione.

Artrite, forme

L'artrite è una malattia che si manifesta con la presenza di infiammazione e dolore alle articolazioni del corpo umano. Ci sono tantissime tipologie di artrite, una diversa dall'altra. Negli ultimi anni si sono ottenuti notevoli miglioramenti con terapie proposte da medici specialisti in presenza di artrite reumatica, riuscendo a controllarne i sintomi e permettere ai pazienti il normale svolgimento dei compiti da adempiere nella propria vita. Però, non si è ancora giunti al punto di poter guarire completamente una persona interessata da artrite reumatica. Quindi non essendoci ancora la possibilità di poter guarire un paziente affetto da artrite, l'obiettivo che si sono preposti i medici è quello di ridurre i sintomi attraverso terapie appropriate, prima che le articolazioni vengano danneggiate completamente e portare verso l'invalidità.

I danni

L'infiammazione cronica che si presenta al momento che si viene colpiti da una artrite provoca un progressivo danneggiamento dei tessuti articolari, la prima struttura a subire danni è la sottile custodia che protegge l'articolazione (membrana sinoviale), al suo interno vengono a crearsi degli insediamenti di cellule infiammatorie, fagociti e linfociti, che ne provocano l'ingrossamento. Con questa trasformazione si viene a formare il "panno sinoviale", (l'indurimento della custodia che protegge i muscoli), riducendone i movimenti e che con il passare del tempo porta alla distruzione della cartilagine e rispettiva corrosione dell'osso in modo irrimediabile, che conduce verso deformazioni articolari e ad una sicura invalidità permanente. Alcune cause riconosciute che collaborano allo sviluppo di una artrite reumatoide sono il fumo delle sigarette e sostanze tossiche come l'amianto.

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Domande frequenti

  • Chi è maggiormente soggetto a sviluppare l'artrite reumatoide?
    L'artrite reumatoide colpisce prevalentemente le donne, con una frequenza tre volte superiore rispetto agli uomini. La fascia d'età più a rischio si colloca tra i 35 e i 50 anni, sebbene esistano soggetti geneticamente predisposti che possono manifestare la patologia anche in età avanzata. In Italia, si stima che siano circa 500.000 le persone affette da questa condizione cronica. È fondamentale riconoscere questi fattori di rischio per una diagnosi precoce, poiché l'intervento tempestivo può rallentare significativamente la progressione della malattia e preservare la funzionalità articolare.
  • Quali sono i primi segnali clinici da monitorare?
    I sintomi iniziali includono dolori articolari, rigidità, arrossamento, gonfiore e sensazione di calore nelle zone infiammate. Una caratteristica distintiva è la rigidità mattutina: il dolore è spesso più intenso al risveglio e tende ad attenuarsi gradualmente dopo qualche ora di attività fisica leggera. Man mano che la patologia progredisce, il dolore si estende a gomiti, spalle, ginocchia e piedi, portando potenzialmente a deformazioni ossee che limitano sempre di più il movimento e la qualità della vita quotidiana.
  • Come avviene la diagnosi medica dell'artrite reumatoide?
    La diagnosi richiede un approccio integrato che parte da un esame fisico accurato e dalla raccolta dell'anamnesi, ovvero la storia clinica del paziente e della sua famiglia. Questo passaggio è cruciale per identificare pattern genetici o ambientali. Successivamente, il medico prescrive esami del sangue specifici, tra cui il test del Fattore Reumatoide (FR). Questo esame rileva la presenza di anticorpi anomali che attaccano erroneamente i tessuti sani. Tuttavia, la negatività del FR non esclude definitivamente la diagnosi, poiché alcuni pazienti presentano la malattia senza tale marker sierologico.
  • È possibile guarire completamente dall'artrite reumatoide?
    Attualmente non esiste una cura definitiva che permetta la guarigione completa dall'artrite reumatoide. L'obiettivo terapeutico principale è controllare i sintomi e prevenire i danni irreversibili alle articolazioni. Grazie ai progressi farmacologici recenti, è possibile gestire efficacemente la malattia, permettendo ai pazienti di condurre una vita quasi normale. Le terapie mirano a ridurre l'infiammazione prima che distrugga la cartilagine e l'osso, evitando così l'invalidità permanente. Una gestione attiva e continua della patologia è essenziale per mantenere la mobilità.
  • Cosa succede fisiologicamente alle articolazioni durante l'infiammazione?
    L'infiammazione cronica colpisce inizialmente la membrana sinoviale, la sottile custodia che protegge l'articolazione. Cellule infiammatorie, fagociti e linfociti si accumulano al suo interno, causando ingrossamento e formazione del 'panno sinoviale'. Questo tessuto indurito restringe lo spazio articolare, limitando i movimenti. Col tempo, l'infiammazione persistente distrugge la cartilagine protettiva e corrode l'osso sottostante in modo irreversibile. Questo processo degenerativo porta inevitabilmente a deformazioni articolari visibili e a una perdita funzionale significativa se non contrastato adeguatamente.
  • Quale ruolo giocano fumo e ambiente nello sviluppo della malattia?
    Fattori ambientali e stili di vita scorretti contribuiscono attivamente allo sviluppo e all'aggravamento dell'artrite reumatoide. Il fumo di sigaretta è riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio modificabili; fumare aumenta non solo la probabilità di sviluppare la malattia nei soggetti predisposti, ma può anche rendere le terapie meno efficaci. Inoltre, l'esposizione a sostanze tossiche industriali, come l'amianto, è stata collegata a un aumento del rischio. Evitare il tabacco e proteggere le vie respiratorie da agenti inquinanti rappresenta quindi una misura preventiva importante per la salute articolare generale.

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