Artrite, soggetti predisposti, sintomi
L'artrite è una "malattia infiammatoria cronica" che colpisce in stragrande maggioranza le donne (3 volte più degli uomini). Il periodo di età in cui si registra il maggior numero di casi è compreso tra i 35 e i 50 anni. In Italia ci sono circa 500 mila persone malate di artrite, ci sono soggetti geneticamente predisposti ad ammalarsi di artrite reumatoide con tendenza di contrarla ad età avanzata. I sintomi che vengono rilevati al presentarsi di un'artrite sono dolori, rigidità, arrossamento, tumefazione e calore nelle articolazioni implicate in questo tipo di infiammazione. Questi dolori vengono recepiti principalmente al risveglio mattutino per poi alleviarsi con il movimento dopo alcune ore. Con l'aumentare della malattia i dolori interesseranno anche gomiti, spalle, ginocchia e piedi, producendo deformazioni ossee che limiteranno l'uso delle articolazioni.
Artrite, diagnosi
La diagnosi effettuata da un medico per definire un'artrite e conoscerne il tipo, inizia sempre con un esame fisico del paziente, seguito da una "anamnesi" (storia clinica). Questo procedimento è un tassello di grande importanza per raccogliere notizie, sia nelle dichiarazioni dell'ammalato che dei propri familiari, per poter arricchire il quadro delle informazioni ed elaborarne una diagnosi esatta e definitiva. Questa visita iniziale seguita da alcuni esami del sangue porta il medico a stabilire se si tratta di una artrite reumatoide. Un test di massima importanza è il fattore reumatoide (FR), viene eseguito per la quantità di anticorpi anomali presenti nel sangue che combattono gli anticorpi "preposti" alla difesa dell'organismo. Questi anticorpi sono presenti nel sangue di molti pazienti affetti da artrite reumatoide anche se in alcuni casi non è presente questa correlazione.
Artrite, forme
L'artrite è una malattia che si manifesta con la presenza di infiammazione e dolore alle articolazioni del corpo umano. Ci sono tantissime tipologie di artrite, una diversa dall'altra. Negli ultimi anni si sono ottenuti notevoli miglioramenti con terapie proposte da medici specialisti in presenza di artrite reumatica, riuscendo a controllarne i sintomi e permettere ai pazienti il normale svolgimento dei compiti da adempiere nella propria vita. Però, non si è ancora giunti al punto di poter guarire completamente una persona interessata da artrite reumatica. Quindi non essendoci ancora la possibilità di poter guarire un paziente affetto da artrite, l'obiettivo che si sono preposti i medici è quello di ridurre i sintomi attraverso terapie appropriate, prima che le articolazioni vengano danneggiate completamente e portare verso l'invalidità.
I danni
L'infiammazione cronica che si presenta al momento che si viene colpiti da una artrite provoca un progressivo danneggiamento dei tessuti articolari, la prima struttura a subire danni è la sottile custodia che protegge l'articolazione (membrana sinoviale), al suo interno vengono a crearsi degli insediamenti di cellule infiammatorie, fagociti e linfociti, che ne provocano l'ingrossamento. Con questa trasformazione si viene a formare il "panno sinoviale", (l'indurimento della custodia che protegge i muscoli), riducendone i movimenti e che con il passare del tempo porta alla distruzione della cartilagine e rispettiva corrosione dell'osso in modo irrimediabile, che conduce verso deformazioni articolari e ad una sicura invalidità permanente. Alcune cause riconosciute che collaborano allo sviluppo di una artrite reumatoide sono il fumo delle sigarette e sostanze tossiche come l'amianto.