La frattura del femore

Ossa

Femore frattura

Femore frattura: la frattura del femore è un trauma importante. Per cause diverse colpisce anziani o sportivi. Scoprite cure ed eventuali traumi.

di Redazione

18 ottobre 2016

Femore, cos'è ed eventuali traumi

Il femore è un osso del nostro corpo che fa parte degli arti inferiori, si trova nella coscia ed è considerato l'osso più resistente e lungo. Da un lato entra in contatto con l'osso dell'anca, mentre dall'altro lato con i componenti del ginocchio. Uno dei traumi più pericolosi a cui può essere soggetto il femore, è la frattura, ne possono essere vittima sia i giovani che gli anziani, ovviamente questi ultimi sono maggiormente esposti al rischio. In alcuni casi la frattura del femore è dovuta ad un trauma, ad esempio una caduta, oppure a malattie come l'osteoporosi, nei casi più gravi, anche soltanto un movimento sbagliato dell'arto inferiore può provocarne il danno. Tramite studi si è potuto calcolare che più dell'85% delle fratture al femore colpisce persone con età superiore ai 65 anni.

Frattura del femore nelle persone anziane

Purtroppo la frattura o rottura del femore, quando colpisce una persona anziana, ne provoca un danno gravissimo, visto che la mobilità degli arti delle persone avanti in età è già molto limitata. Purtroppo le statistiche non sono positive, circa il 50% degli anziani che subisce questo tipo di trauma non riesce più (parzialmente o totalmente) ad essere autosufficiente. Le statistiche ci ricordano anche che le donne anziane sono più soggette a frattura del femore rispetto agli uomini. Oltre alle cadute ed ai traumi, alcune malattie potrebbero aumentare il rischio di possibile rottura o frattura del femore. L'esempio più frequente è l'osteoporosi, malattia che piano piano indebolisce le ossa rendendole più soggette a rotture. Per i giovani si tratta invece di traumi riportati durante l'attività sportiva.

Femore frattura: diagnosi e cure

Esistono due tipi di fatture, quella scomposta e quella composta. Quella scomposta è senza dubbio la peggiore. Grazie alle radiografie si può ottenere una diagnosi precisa ed accurata della frattura in tempi rapidi, il vero problema è tutta la fase post trauma ed a volte post operazione, perché si tratta di un lungo periodo di riabilitazione. In caso di operazione chirurgica bisogna valutare tanti aspetti, l'età del paziente, le sue condizioni di salute generali ed il punto esatto della frattura. Ovviamente se si tratta di persone anziane è molto delicato intervenire, nella maggior parte dei casi si fa utilizzo di protesi. Se si tratta di persone giovani è preferibile utilizzare viti, chiodi oppure placche, in modo da permettere al giovane paziente di rimettersi in tempi più rapidi.

Riabilitazione e cure della frattura al femore

Nella fase del post intervento chirurgico da frattura del femore, ci si concentra sulla riabilitazione. In un primo momento, per evitare che il paziente passi troppo tempo senza mobilità, si cerca di fargli riprendere le sue azioni quotidiane come curare l'igiene e vestirsi. Subito dopo l'operazione, mentre il paziente è ancora a letto, gli vengono fatti svolgere esercizi di postura e respirazione. Con il passare dei giorni, la riabilitazione si concentra su entrambi gli arti e sul bacino, facendo riprendere piano il paziente a camminare, ovviamente tramite il supporto di girello o stampelle. Successivamente, passata la fase un pò più critica, ci si concentra su esercizi motori assistiti. Ad esempio potenziamento muscolare, stretching, alzarsi in piedi e risiedersi, coordinando così gli arti e la postura.

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Domande frequenti

  • Quali fattori aumentano il rischio di frattura del femore negli anziani?
    Il principale fattore di rischio è l'osteoporosi, una condizione che indebolisce progressivamente la struttura ossea, rendendo le ossa fragili e predisposte alla rottura anche con piccoli urti. Statisticamente, oltre l'85% delle fratture al femore interessa persone sopra i 65 anni, con una maggiore incidenza nel sesso femminile. Inoltre, la ridotta mobilità e l'equilibrio precario tipici dell'invecchiamento aumentano la probabilità di cadute, che sono la causa scatenante più comune. Anche movimenti bruschi o sbagliati dell'arto inferiore possono provocare il danno in soggetti con ossa già compromesse.
  • Come viene diagnosticata e trattata una frattura del femore?
    La diagnosi avviene rapidamente attraverso esami radiografici che permettono di distinguere tra frattura composta (ossa allineate) e scomposta (ossa spostate), quest'ultima considerata più grave. Il trattamento dipende dall'età e dalle condizioni generali del paziente: negli anziani si ricorre spesso all'impianto di protesi per garantire una mobilizzazione immediata e ridurre i rischi legati all'allettamento. Nei pazienti giovani, invece, si preferiscono tecniche conservative come l'uso di viti, chiodi endomidollari o placche metalliche, mirate a fissare l'osso per consentirne la guarigione naturale e un recupero funzionale più rapido.
  • Quanto dura il periodo di riabilitazione dopo l'intervento?
    La riabilitazione è una fase lunga e cruciale che inizia subito dopo l'intervento chirurgico. Nelle prime fasi, il paziente impara a eseguire attività quotidiane base come l'igiene personale mentre è ancora a letto, affiancate da esercizi di respirazione e postura per prevenire complicanze. Col passare dei giorni, si introduce la deambulazione graduale con ausili come girelli o stampelle, lavorando su forza e coordinazione. La fase successiva prevede esercizi motori assistiti, potenziamento muscolare e stretching per ripristinare la piena autonomia e la corretta postura, richiedendo costanza e pazienza per tornare alla normalità.
  • Quali sono le conseguenze funzionali della frattura del femore negli over 65?
    Le conseguenze possono essere molto gravi a causa della pregressa limitazione della mobilità tipica della terza età. Le statistiche indicano che circa il 50% degli anziani colpiti da questa frattura perde parzialmente o totalmente la propria autosufficienza. Questo impatto negativo non deriva solo dal danno osseo, ma anche dai lunghi periodi di immobilità forzata che possono causare atrofia muscolare, problemi circolatori e psicologici. Per questo motivo, l'intervento tempestivo e una riabilitazione aggressiva e precoce sono fondamentali per minimizzare il declino funzionale e favorire il ritorno a uno stile di vita indipendente.
  • La frattura del femore colpisce solo gli anziani?
    No, sebbene gli anziani siano la fascia demografica più colpita (oltre l'85% dei casi), anche i giovani possono subire fratture del femore. In questo gruppo, la causa è quasi esclusivamente legata a traumi diretti ad alta energia, come incidenti stradali o cadute da grandi altezze. Un altro fattore significativo è l'attività sportiva intensa: sport ad alto impatto o contatti fisici possono provocare rotture ossee nei giovani sani. A differenza degli anziani, dove l'osteoporosi gioca un ruolo chiave, nei giovani la frattura è quasi sempre il risultato di un evento traumatico esterno piuttosto che di una patologia degenerativa.

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