Vomito continuo

Terapie

Vomito continuo

Il vomito continuo consiste nell'espulsione violenta del contenuto gastrico nel cavo orale, attraverso la bocca. Spesso è associato a nausea.

di Redazione

15 marzo 2017

Vomito continuo: come si manifesta

In presenza di vomito continuo, il soggetto accusa una forte nausea: l'addome si contrae e crea una pressione sullo stomaco. Il glottide si chiude e lo sfintere esofageo si rilassa, permettendo al contenuto gastrico di risalire. Le forti contrazioni fanno sì che questa materia sia espulsa dalla bocca. A stimolare il vomito continuo sono le sostanze ematiche che rimuovono il contenuto gastrico, svolgendo una sorta di protezione del tratto gastrointestinale. Collegata con il cervello, l'emesi avviene tramite una zona cerebrale, un centro nervoso situato nel bulbo, denominato centro del vomito. Lo stomaco, l'intestino, la bocca danno degli impulsi che si traducono nell'esplulsione del contenuto gastrico. Il vomito può essere associato a svariate cause di tipo fisiologico: stati emozionali, movimento rotatorio della testa che causa vertigini e nausea, distensione dello stomaco e dell'intestino tenue.

Sintomi del vomito continuo

Il vomito continuo si manifesta con una sensazione di nausea, pallore al volto, sudorazione intensa, aumento del ritmo cardiaco e contrazioni della parete gastrica. La nausea che precede il vomito è una sensazione spiacevole che interessa la faringe e l'epigastrio. Nei casi in cui il vomito continuo sia associato ad altre patologie, come la cefalea o le vertigini, si avverte anche mal di testa e dolore diffuso nella porzione del collo che interessa la cervicale. Se le cause dell'emesi interessano la parte addominale, in associazione al vomito, possono comparire diarrea, stipsi o emissione di gas addominali. Particolare preoccupazione scaturisce da situazioni associate a malattie più gravi, come quelle di tipo peritoneale: in questo caso è doveroso rivolgersi repentinamente a uno specialista, in quanto il vomito continuo può essere una conseguenza dell'infiammazione della coliciste che spesso va operata chirurgicamente.

Vari tipi di vomito

Si distinguono vari tipi di vomito continuo: il vomito centrale, vomito riflesso, ostruttivo. Il primo consiste nell'espulsione facile e diretta del contenuto gastrico che non comporta nausea. In questo caso il vomito può dipendere dalla presenza di affezioni all'orecchio, come la labirintite, un forte trauma cranico o l'emicrania. Il vomito riflesso è una sorta di malessere che avviene in particolari condizioni, come in presenza di mal d'auto, a seguito di viaggi in barca o girando sulle montagne russe. Associato anche alla cefalea vasomotoria, alla gastroenterite, alla pancreatite o all'infarto miocardico, questo tipo di vomito continuo provoca forti dolori addominali e diarrea. Il vomito ostruttivo avviene in presenza di un ostacolo parziale o totale che ostruisce la progressione del contenuto gastroenterico. Spesso si manifesta in presenza di ulcera peptica o occlusione intestinale.

Rigetto nei bambini

Il vomito continuo nei bambini è un fenomeno che avviene spesso. L'origine di questo sintomo è da differenziarsi rispetto al semplice rigurgito, dove avviene l'emissione di piccoli porzioni di cibo dalla bocca. Il vomito continuo, associato a dolori addominali e nausea, può dipendere dalla contrazione di virus intestinali che provocano diarrea, infezioni delle vie urinarie o intolleranze ad alimenti specifici. Per il neonato, è normale il rigurgito o fenomeni di eruttazione, ma con la crescita man mano essi devono scomparire. Se invece il problema aumenta, è possibile che esso dipenda da un reflusso gastrico, per cui serve un controllo del pediatra che valuterà lo stato dello stomaco del bimbo. Se il vomito continuo dopo un po' passa, in quanto associato a disturbi digestivi o la presenza di catarro, non occorre rivolgersi a uno specialista. Se invece il fenomeno persiste e compare la febbre, è opportuno un approfondimento diagnostico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali di allarme che indicano la necessità di consultare immediatamente un medico?
    È fondamentale rivolgersi urgentemente a uno specialista se il vomito continuo è accompagnato da sintomi gravi come febbre alta, segni di disidratazione (bocca secca, scarsa produzione di urine), sangue nelle feci o nel vomito, o dolori addominali intensi e persistenti. Questi ultimi potrebbero segnalare condizioni serie come infiammazioni peritoneali, colecistite o occlusioni intestinali. Inoltre, se il vomito persiste per diversi giorni senza miglioramento, o se si manifestano vertigini severe e confusione mentale, non bisogna attendere: un intervento medico tempestivo è essenziale per prevenire complicazioni e identificare la causa sottostante, che potrebbe richiedere trattamenti specifici o interventi chirurgici.
  • Come si distingue il vomito dal semplice rigurgito nei neonati e quando preoccuparsi?
    Nel neonato, il rigurgito è comune e benigno: consiste nell'emissione di piccole quantità di cibo dalla bocca, solitamente senza sforzo e senza dolore. Il vomito, invece, è un'espulsione violenta e forzata del contenuto gastrico, spesso accompagnata da nausea e disagio. Mentre il rigurgito tende a diminuire con la crescita, il vomito continuo richiede attenzione. Bisogna consultare il pediatra se il rigurgito diventa frequente, voluminoso o se il bambino mostra segni di sofferenza, perdita di peso o difficoltà respiratorie, poiché potrebbero esserci problemi come il reflusso gastrico patologico. Se il vomito è associato a febbre o letargia, la visita medica è immediata.
  • Quali sono le principali cause fisiche ed emotive che scatenano il vomito continuo?
    Le cause del vomito sono molteplici e coinvolgono diverse aree del corpo. Fattori fisiologici includono irritazioni gastrointestinali come gastroenteriti, intossicazioni alimentari o ostruzioni intestinali. Cause neurologiche o vestibolari, come labirintite, emicranie o traumi cranici, possono stimolare il centro del vomito nel bulbo rachideo, causando emesi anche senza nausea iniziale. Inoltre, fattori psicologici come stress intenso, ansia o forte disgusto possono innescare la risposta. Anche il movimento (cinetosi) durante viaggi in auto o barca provoca vertigini e nausea. Identificare il contesto in cui avviene il vomito aiuta a capire se la causa è digestiva, neurologica o legata allo stile di vita.
  • Cosa succede esattamente nel corpo durante un episodio di vomito?
    Durante il vomito, il corpo attiva una complessa sequenza riflessa guidata dal 'centro del vomito' nel cervello. Prima dell'espulsione, si verifica una forte sensazione di nausea e contrazioni addominali che aumentano la pressione sullo stomaco. Contemporaneamente, il glottide si chiude per proteggere le vie aeree dall'aspirazione del materiale espulso, mentre lo sfintere esofageo inferiore si rilassa. Queste contrazioni muscolari violente spingono il contenuto gastrico verso l'alto, attraverso l'esofago e fuori dalla bocca. Questo meccanismo è protettivo, volto a eliminare sostanze tossiche o irritanti dal tratto gastrointestinale, ma può causare affaticamento muscolare e disidratazione se protratto nel tempo.
  • Il vomito continuo può essere sintomo di patologie gravi come infarto o ulcere?
    Sì, il vomito continuo non deve mai essere sottovalutato poiché può essere il sintomo di condizioni mediche serie. Ad esempio, il vomito riflesso può essere associato a infarto miocardico, specialmente se accompagnato da dolore al petto, sudorazione fredda o mancanza di respiro. Allo stesso modo, l'ulcera peptica o l'occlusione intestinale possono causare vomito ostruttivo, caratterizzato da un blocco fisico del passaggio del cibo. Anche la pancreatite acuta o la colecistite infiammata richiedono attenzione immediata. In questi casi, il vomito non è isolato ma fa parte di un quadro clinico più ampio; pertanto, la presenza di dolore addominale severo, febbre o alterazioni dello stato di coscienza richiede una valutazione medica urgente per escludere emergenze chirurgiche o interne.

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